Il patto del Re – Joe Hill

Titolo: Il patto del Re
Autore: Joe Hill
Editore: Piemme
Genere: thriller horror
Pagine: 906
Prezzo: 24,00
Trama libro
Arthur Oakes è un avido lettore, sognatore e studente del Rackham College, nel Maine, luogo rinomato per i suoi inverni gelidi, l’eccezionale biblioteca e gli splendidi edifici. Ma il suo idillio – e la nascente storia d’amore con Gwen Underfoot – vanno in frantumi quando una spacciatrice locale e il suo partner lo costringono a commettere uno dei peggiori crimini che possa immaginare: rubare libri rari dalla biblioteca del college. Finito in un angolo, Arthur si rivolge ai suoi cinque amici più cari in cerca di aiuto. Insieme escogitano un piano folle e fantastico per liberare Arthur dalla crudele trappola in cui si ritrova. Il ricco e irrefrenabile Colin Wren suggerisce di usare l’inquietante Diario di Crane (rilegato con la pelle del suo autore) per evocare un mostro che esegua i loro ordini. Gli altri, la coraggiosa e bellissima Allison Shiner, i gemelli combattivi Donna e Donovan McBride e l’intelligente e audace Gwen, non esitano a unirsi a Colin nel tentativo di distruggere la realtà e portare una creatura dell’impossibile nel nostro mondo. Purtroppo il loro piano funziona. E non c’è niente di semplice nell’affrontare le creature dell’occulto, e così il loro accordo per salvare Arthur diventa un patto terrificante in cui i sei devono scegliere un nuovo sacrificio umano per il Re ogni anno, o diventare il suo prossimo pasto.
Autore
Joe Hill è lo pseudonimo di Joseph Hillstrom King, fumettista e scrittore americano, secondo figlio del noto autore Stephen King. Ha scelto come nome d’arte l’abbreviazione del suo secondo nome di battesimo per evitare il peso dell’ingombrante fama del padre. La prima opera è una raccolta di racconti “Ghosts“, seguita dal romanzo “La scatola a forma di cuore“. Come fumettista arriva al successo con la storia del sociopatico superuomo di “The cape” e poi con la serie horror “Lock & Key“. “Il patto del Re” è il suo quinto romanzo, dopo “La vendetta del diavolo”, “NOS4A2”, “A tutto gas“.
Recensione
Se non siete disposti a mettere in discussione tutti i protagonisti di questa storia, allora forse non siete pronti per leggerla. Perché ciò che fa Joe Hill con il cliché del gruppo di amici che si stringe per difenderne uno va oltre il semplice espediente narrativo: è qualcosa che si insinua sotto pelle e finisce per segnarti l’anima. È il mio primo romanzo dell’autore e ammetto di averlo iniziato con molti pregiudizi: le orme che segue sono così importanti da essere quasi ingombranti (non credo sia facile scrivere storie quando tuo padre è Stephen King). Ho trovato un’opera straordinaria: una scrittura scorrevole che sa creare tensione e sa dosarla in modo sapiente; un intreccio che ribalta uno dei grandi temi sfruttati nel genere thriller e horror; protagonisti creati a regola d’arte. Hill sa bene dove ti vuole portare quando inizia a scrivere, e lo fa in modo lento, insinuando un disagio che cresce fino a diventare angoscia. Ha l’abitudine (chissà da chi l’avrà ereditata?) di inserire frasi che anticipano alcuni eventi; una cosa che, al contrario di quanto si possa pensare, accresce la tensione invece di smorzarla, perché ti ritrovi a leggere con l’ansia di arrivare a quel particolare momento. Ci sono alcuni elementi, in particolare, che mi hanno fatto amare profondamente quest’opera. Il primo è il modo in cui Joe Hill dissemina lungo la storia piccoli, riconoscibili richiami ai libri di King: non semplici citazioni, ma tracce affettive che hanno il sapore di un omaggio sincero, pieno dell’amore di un figlio per il padre.
Il secondo è l’idea, a mio avviso geniale, di intrecciare le vicende dei sei ragazzi con quelle di figure realmente esistite. Da quando Re Dolore li costringe a scegliere ogni anno un sacrificio, avevo immaginato che avrebbero puntato su criminali di vario tipo; eppure ritrovare nella trama alcuni nomi precisi mi ha colpita più di quanto pensassi. È un “What if” potente: è la stessa domanda che, al loro posto, chiunque di noi avrebbe finito per porsi. Ma ciò che mi ha conquistata davvero è stato il cambiamento dei ragazzi, poterli osservare mentre prendono coscienza del loro destino, mentre cercano di restare umani sotto il peso di scelte sempre più dolorose. Li ho seguiti passo dopo passo lungo una strada che avrebbe condotto chiunque alla rovina. Nei decenni in cui sono costretti a vivere legati a Re Dolore, alcuni di loro cercheranno disperatamente la via del redenzione, altri si lasceranno andare ad alcol o droga per poter silenziare il rumore del senso di colpa, altri ancora si lasceranno stordire da un potere così grande. La facoltà di decidere chi deve vivere e chi no è un peso troppo grande per essere gestito dall’essere umano. Arthur e Gwen sono stati fin dall’inizio quelli più stremati dalla situazione; la ragazza ha scelto di fare l’infermiera nella speranza di ripagare in parte tutte le vite che ha tolto, mentre l’amico Colin cerca di tranquillizzarla, suggerendole di non osservare i dettagli di quello che accade, ma di pensare a un disegno più grande.
«E’ questo che dovremmo fare?» chiese Gwen. «Non mettere a fuoco, in modo da non vedere a chi abbiamo fatto del male? Andare in giro con gli occhi che non mettono bene a fuoco mi pare un ottimo modo per farsi male»
Con il passare degli anni e dei sacrifici richiesti diviene sempre più difficile non lasciarsi ammaliare dalla possibilità di cambiare la Storia, di evitare tragedie o di punire i colpevoli che la giustizia non è riuscita a fermare. Per quanto non possano rifiutarsi di obbedire, i sei amici riusciranno a conservare la loro innocenza oppure saranno trascinati anche loro nel buio? In questa eterna sfida tra Bene e Male, la linea che li separa dal baratro è davvero labile.
La malvagità richiede sempre un invito: nella casa o nel cuore.
In un intreccio che si fa sempre più complesso man mano che viene portato avanti, senza mai perdersi, Hill unisce elementi esoterici, richiami affascinanti e inaspettati al ciclo arturiano, citazioni da Tolkien, mentre l’amicizia che lega i protagonisti inizia a incrinarsi. Ho seguito la loro storia con il fiato sospeso, ho tremato con loro, ho avuto paura, ho sperato, ho sofferto per ogni sconfitta e ho gioito per ogni vittoria. È stato un viaggio nel buio totale, nella malvagità e nella perdita di se stessi, ed è stato spaventoso ed emozionante. Quindi preparatevi al peggio e mi raccomando, non vi affezionate troppo.

