Altre forme di vita – Simone Gaballo

Altre forme di vita – Simone Gaballo

Titolo: Altre forme di vita

Autore: Simone Gaballo

Editore: Bookabook

Genere: giallo

Pagine: 264

Prezzo: 16,00


Trama

Berlino, 10 gennaio 2017, anniversario della morte di David Bowie. Un morto impiccato, Karl, un’indagine per omicidio chiusa in fretta con l’arresto dell’amante del defunto. Lui la picchiava, lei si è vendicata. Il social media manager Andrea Straniero e il suo amico avvocato Sandro, però, conoscono la ragazza e sanno che è innocente. Per scagionarla, arrivano fino a Kyoto sulle tracce della ex moglie di Karl fuggita da Berlino. Dice di sapere chi è il colpevole: è attendibile una donna che lascia indizi su Instagram postando biglietti dei biscotti della fortuna cinesi? Intanto, nella periferia est di Berlino, si afferma il misterioso Nazikommunist Partei, mentre a Roma scoppia una misteriosa epidemia: le persone vengono travolte da raptus violenti che sfociano in risse e massacri, per poi tornare calme, ragionevoli e incapaci di motivare il loro comportamento. È tutto collegato? Toccherà ad Andrea sbrogliare la matassa e sventare un complotto che rischia di mettere il mondo a ferro e fuoco.


Autore

Simone Gaballo è un autore italiano. Social media specialist, giornalista pubblicista, ha pubblicato il racconto “Miracolo al supermarket” e il suo romanzo d’esordio “A Berlino va bene“. “Altre forme di vita” è il suo secondo libro.


Recensione

Se vi piacciono i gialli/thriller dove ci sia un po’ di sano e cinico umorismo; se amate le ambientazioni straniere, in particolare Germania e Giappone; se cercate personaggi curiosi o fastidiosamente simili all’umanità con cui entrate in contatto ogni giorno, di sicuro questo libro fa al caso vostro. Lo stile di scrittura è scorrevole, ma incisivo e tagliente. I narratori sono via via i personaggi principali del racconto, che parlano in prima persona, e questo alternarsi dei punti di vista rende la lettura più piacevole e intrigante. Le due caratteristiche del libro che saltano subito all’occhio sono le suggestioni sonore all’inizio di ogni capitolo (che possono essere brani musicali oppure semplici rumori) e le descrizioni vivide delle città in cui si svolgono le vicende. In particolare Kyoto e Berlino, e in misura minore anche Roma, sono raccontate in modo così preciso e dettagliato che sembra quasi di essere lì, in un miscuglio di suoni, odori, cibi e rumori. L’intreccio ha venature di giallo, thriller e un pizzico di fantascienza, e resta interessante fino alla fine, quando chiude con un finale inaspettato ma adeguato alla storia.

Quello che secondo me sostiene il romanzo è però la scrittura, velata da un’ironia cinica e dissacrante nei confronti di tutto il genere umano. Lo sfogo di Andrea Straniero, quando crede di essere sul punto di morire, non risparmia nessuno, al di là delle credenze religiose, della classe sociale, della nazionalità, delle convinzioni politiche o dello stile di vita. Una critica sociale del nostro paese senza filtri né freni, e senza timore di offendere nessuno, che passa anche attraverso personaggi così realistici e comuni (come ne incontriamo tanti ogni giorno e di cui magari abbiamo pensato le stesse cose), a cui l’autore fa rappresentare i cliché di una società razzista, classista, sessista, indifferente ed egocentrica, tanto che risultano spesso spiacevoli. Ma lui, Andrea Straniero, sempre pronto a giudicare gli altri dall’alto della sua superiorità, è un protagonista così perfetto? Non sarà che quelle abitudini contro cui si scaglia sono in realtà proprio le stesse che non riesce a ottenere? Lui che in fondo si scopre un asociale, incapace di mantenere relazioni, e intollerante nei confronti di ogni comune abitudine di vita.

Sto riflettendo su me stesso, sulla mia incapacità di avere una relazione fissa con una donna, sulla mia allergia al lavoro dipendente, sulla mia sociopatia. E non fidatevi di chi vi dice che essere così è figo. Non lo è.

E allora il nostro caro e simpatico Andrea, al quale in alcuni momenti avremmo dato volentieri una scrollata, ci mostra il lato più vulnerabile di chi, come lui, si mostra sempre superiore a tutti e diverso, lontano dagli schemi noiosi della vita, nei quali forse vorrebbe tanto entrare.

Non provare sentimenti, sentirsi un corto circuito della società, non è il massimo. Ma è una droga che alimenta l’egocentrismo, che ti fa cullare nell’illusione di essere superiore a tutti. Poco importa se sei solo tu a crederlo.

Insomma, una lettura piacevole, divertente, piena di citazioni che spaziano dalla musica, al cinema e alla letteratura. Un giallo che convince, che tiene incollati alle pagine e che fa sorridere, per chi non teme un umorismo frizzante e pungente.


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