Caro te, ti racconterò di quelli del “fino alla fine” – Luigi Castellucci

Caro te, ti racconterò di quelli del “fino alla fine” – Luigi Castellucci

Titolo: Caro te, ti racconterò di quelli del “fino alla fine”

Autore: Luigi Castellucci

Editore: Bookabook

Genere: romanzo

Pagine: 132

Prezzo: 11,00

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Trama

In vacanza su un’isola, una di quelle dove c’è sempre il sole, Luigi trova un vecchio forziere che nasconde decine e decine di lettere, scritte da persone di tutte le epoche e conservate da Storia. Curioso, inizia a leggerle e quelle che lo attirano di più sono le più recenti, scritte da persone famose o da persone comuni, ma tutte accomunate dal desiderio di raccontare il loro piccolo pezzo del puzzle che costituisce la vita. Un’avventura profonda e intensa attraverso la quale un ragazzo di 17 anni cerca di confrontarsi con il mondo, scoprirne i lati che lo spaventano, consigliare i suoi coetanei, ma soprattutto unire due mondi distanti: quello degli adulti e quello dei giovani.

La maggior parte di voi non crede più alle favole, perciò non troverete storie inventate e impossibili. Leggerete solo ciò che è realmente in grado di sconvolgervi ogni giorno: la verità.

Così, mentre un macellaio romano di nome Cesare scrive una lettera al suo omonimo più famoso per raccontargli di aver scoperto l’importanza della cultura e degli affetti sinceri, Mozart scrive al padre, che è in punto di morte, per perdonarlo di aver cercato per tutta la vita di farlo diventare qualcuno che non voleva essere. Su un foglio bianco, un ragazzo africano sogna una società che permetta di professare differenti religioni, di amare persone di etnie diverse e di vivere la propria vita senza sottostare alle imposizioni del regime. Su un altro, Robin Williams chiede perdono per aver smesso di lottare per la vita ed esorta i giovani a vivere ogni singolo momento. Il Preside Albus Silente scrive al suo caro studente Harry, mentre Platone scrive al suo compianto maestro Socrate. E Luigi? Lui cosa avrà da raccontare nelle lettere che decide di aggiungere alla già numerosa collezione?


Autore

Luigi Castellucci è oggi un ragazzo di diciannove anni con una grande passione per la scrittura, che lo ha portato a ottenere già alcuni successi in vari concorsi letterari. “Caro te, ti racconterò di quelli del ‘fino alla fine’” è una raccolta di lettere composta quando aveva solo diciassette anni, che oggi costituisce il suo romanzo d’esordio.


Recensione

Diciassette anni. Così pochi, ingenui e spensierati; felici e gonfi di voglia di vivere; superficiali e infantili. Ma sono davvero così questi adolescenti o siamo noi adulti che vogliamo vederli in questo modo per renderci la vita più facile? Perché la vita, complicata lo è già di per sé alla nostra età, e non abbiamo bisogno di preoccuparci anche del fatto che i nostri ragazzi non siano poi così spensierati. È per questo che Luigi Castellucci ci mette davanti alla realtà: anche gli adolescenti pensano profondamente, amano disperatamente, soffrono per banalità che tanto banali non sono, hanno paura del futuro, sono preoccupati per la società in cui vivono, sanno persino cos’è la depressione. Tutte queste verità, Luigi le nasconde nelle righe delle lettere che riunisce in questa toccante avventura: ognuna di loro parlerà a noi adulti o ai suoi coetanei nella speranza di riuscire a capire il mondo, a dare conforto ad altri adolescenti, a far pace con le proprie incertezze e le proprie paure e a ricordarci che sono le stesse che abbiamo provato noi alla loro età.

Ho letto questo epistolario trattenendo il respiro, godendo di ogni singola lettera, mentre cercavo di accettare che il loro scrittore fosse poco più grande delle mie figlie. Un ragazzo che ha bisogno di raccontarsi e di raccontare il modo in cui vede il mondo, nella speranza di svelarne alcuni misteri, di risolvere alcuni problemi e soprattutto di trovare una propria strada, offrendo allo stesso tempo ai suoi coetanei quel conforto di cui avrebbe avuto bisogno lui.

Perciò esiste questo libro: racconta ciò che probabilmente avrei avuto bisogno di leggere pure io.

Con uno stile a volte poetico, a volte più leggero, ma sempre profondo e affascinante, Luigi ti trascina in questa carrellata di sogni, speranze e riflessioni. E così passa dalla consapevolezza che le ultime generazioni hanno maltrattato e rovinato l’ambiente in cui vivono, all’affermazione dell’importanza dell’educazione e della cultura, che possono evitare all’uomo di parlare solo per sentito dire, senza avere una propria visione delle cose, ma riportando quella degli altri. Riconosce di errori della società contemporanea e nei sogna una migliore, dove la libertà regni sovrana e le leggi aiutino a sostenere i popoli invece di servire i governi per i loro scopi. C’è una forte critica al razzismo e alla non accettazione del diverso. C’è la consapevolezza che in ognuno di noi esista luce e oscurità, un lato meno buono che commette errori: l’importante è capirli ed evitare di ripeterli. Non si può pretendere che la gente non commetta sbagli, ma si può pretendere che non venga etichettatta per quelli commessi e sia capace di andare avanti.

Se il mantello si sporca. non bisogna far espandere la macchia, ma far luccicare il resto.

C’è una critica nemmeno tanto velata a noi adulti, che abbiamo dimenticato com’è essere bambini, e vorremmo che gli adolescenti di oggi crescessero in fretta. Li graviamo di responsabilità, li critichiamo per i loro comportamenti, eppure neanche troppi anni fa abbiamo provato lo stesso senso di inadeguatezza, le stesse paure, lo stesso bisogno di stare in un gruppo.

Siamo sregolati, incoerenti e inclassificabili. Non è colpa nostra se non rientriamo nella normalità o fra le righe di un registro. Semplicemente non siamo fatti per stare fra uno e dieci, vivendo nel dubbio di essere uno zero o una lode.

Nonostante tutto, nelle sue lettere c’è sempre un fondo di speranza, o meglio di tanta, tanta resilienza: i giovani combattono contro tristezza, depressione, apatia, indifferenza, pregiudizi e limiti. Ma combattono sempre, nel loro piccolo, per migliorare se stessi, gli altri e il mondo. Occorre vivere la vita sfruttando ogni singolo momento, sorridendo sempre e inseguendo i propri sogni. Cercare di raggiungere i propri obiettivi, piccoli o grandi, è la strada che porta alla felicità, quella felicità che non va rincorsa, ma trovata nei piccoli traguardi di ogni giorno. A volte la inseguiamo per tutta la vita, non arrivando mai a sapere cosa sia, e magari è stata lì al nostro fianco per tutto quel tempo.

È colpa di quel maledetto giorno in cui l’uomo inventò il termine felicità: da quel momento ha smesso di essere felice per capire il significato della parola

Una lettura incantevole e toccante! Luigi Castellucci ha la capacità di scrutare il mondo con l’animo contrastato della gioventù e di mettere su carta paure e sogni. L’idea di comunicarli tramite lettere di personaggi famosi è brillante e originale, come la sua scrittura, che ti lascia perplessa per la profondità e la bravura con cui esprime i suoi pensieri. Alcune lettere sono pura poesia, soprattutto quelle che firma lui stesso e mi hanno incantata. Sono certa che ogni generazione troverà se stessa in una particolare lettera.

Una cosa con me Luigi l’ha ottenuta: non guarderò più le mie figlie con gli stessi occhi e non sottovaluterò i loro sentimenti. Quando le guarderò, adesso, non vedrò due persone infantili, ma solo due bambine. Perché, caro Luigi, io ricordo come era essere piccoli, e non era sempre bello e non era sempre facile. Eppure hai ragione tu: tornerei indietro per rivivere il mio mondo di fantasia e se potrò aiutare le mie figlie a restare bambine il più a lungo possibile, anche mentre crescono e accettano le loro nuove responsabilità, avrò fatto qualcosa di buono per mantenerle sulla strada della felicità.

Create il vostro mondo di fantasia. Siate geniali e non smettete mai di sognare. Chi smette di sognare, smette di vivere. (dalla lettera di Robin Williams)


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