Cipí – Mario Lodi

Cipí – Mario Lodi

Titolo: Cipí

Autore: Mario Lodi

Editore: Einaudi

Genere: bambini e ragazzi

Pagine: 143

Voto del Pubblico (IBS): 4,8 su 5

Prezzo: 10,90

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Trama

In mezzo a un verde paesino, in cima a un palazzo alto alto, nascosta nel suo nido sotto le tegole, una mamma passera cova tre uova. Un giorno finalmente i tre piccoli rompono il guscio e lei è libera di tornare a volare. Ma uno dei tre, il più vispo, è un uccellino birbante e incosciente: nonostante la mamma lo metta in guardia contro i pericoli del mondo lì fuori, Cipì, curioso e disobbediente, si tuffa verso quell’esterno che lo attrae così tanto. E’ così che scoprirà l’uomo e come a volte bisogna starne lontano perché provoca la morte; diventerà amico di Palla di fuoco, che lo scalderà con i suoi raggi; scoprirà il pericolo che viene dall’animale coi baffi e gli artigli invisibili e conoscerà l’amore per la passeretta Passerì, con la quale darà vita a una nuova famiglia.

Ma l’inverno è alle porte, Palla di fuoco non si fa vedere molto spesso e tante piccole farfalline bianche hanno ricoperto la terra, portando il freddo e impedendo ai passeri di trovare cibo. Sopravvivere è difficile e tante insidie si nascondono in quella natura piena di meraviglie. Cipì dovrà trovare il modo di aiutare la sua famiglia a superare le varie stagioni e convivere con il mondo che la circonda.


Autore

Mario Lodi (1922/2014) è stato un insegnante, pedagogista e scrittore italiano. Sulla scia delle nuove tecniche pedagogiche del francese Celestin Freinet, Lodi dà un’impostazione nuova e alternativa alla scuola: il testo libero, lo sviluppo delle attività espressive (teatro, pittura, danza), la ricerca sul campo, la scrittura di vere e proprie storie. Durante gli anni di insegnamento pubblica molti romanzi insieme ai suoi alunni: “Bandiera”, “Cipì”, “La mongolfiera” e alcune opere che testimoniano la sua attività pedagogica, come “Il paese sbagliato“. Dopo il pensionamento ha proseguito la sua attività di scrittore con raccolte di racconti e romanzi per bambini, tra cui “Il drago del vulcano”, “Il cielo che si muove”, “Il corvo”, “La strega“.


Recensione

Ho scoperto Mario Lodi da adulta, grazie alle mie bambine, alle quali “Cipì” era stato dato da leggere per la scuola. Caso strano, durante il mio ciclo scolastico non ricordo di averlo mai letto con gli insegnanti (E’ anche vero che nella piccola biblioteca personale che avevamo improvvisato in classe e dalla quale tutti potevano prendere in prestito libri, tra un “Piccole donne” e un “L’isola del tesoro“, girava “Le mie prigioni” di Silvio Pellico…forse l’uccellino Cipì lo avevamo già accantonato. Peccato). In ogni caso quando me lo sono ritrovato tra le mani la curiosità, come sempre, è stata più forte di me.

E’ così che ho trovato un autore che quando lo leggi, sembra che dietro le pagine ci sia un nonno a raccontarti una storia. Una bella storia. Di quelle che da bambino resti incollato alla sedia e vorresti che non smettessero mai finché non è finita. La cosa più affascinante di questo racconto è che dietro di esso, nemmeno tanto nascosto, ho avvertito l’uomo, l’insegnante, che con la sua pazienza e il suo amore per i suoi studenti, si ferma a parlare con loro per insegnare, attraverso la storia del piccolo Cipì, a convivere con il mondo. Perché in realtà questo romanzo non è altro che una piccola e trascinante metafora della vita, che ha lo scopo di consegnare agli alunni importanti consigli su come affrontarla. Il nostro piccolo Cipì è un passerotto curioso e impaziente, che vuole tuffarsi nel mondo senza essere pronto, vuole volare senza aver ancora messo le piume e si butta a capofitto nella vita nonostante gli avvertimenti della mamma. Imparerà a sue spese che il mondo, lì fuori, non sempre è buono. Oltre ai mille pericoli della natura, esiste infatti l’uomo, che spesso risulta pericoloso e provoca la morte. Persino i bambini possono essere un problema per un piccolo uccellino come lui, soprattutto quelli che non hanno rispetto per gli animali e li maltrattano.

Senza falsi buonismi, in modo pacato ma diretto, Mario Lodi mostra ai suoi bambini che la vita può essere difficile e può nascondere mille insidie e che bisogna aspettare il momento giusto per fare ogni cosa, senza precorrere i tempi. Allo stesso modo, mentre descrive la terribile tempesta che si abbatte sul paesino, spazzando via i nidi e provocando tante morti, l’insegnante presenta ai suoi studenti la guerra, dichiarandone apertamente l’inutilità e la violenza.

Gli uccelli uscirono dai rifugi e ripresero la vita interrotta dalla guerra.

– Chi ha vinto la lotta? – si domandavano

– Nessuno

– Anche le altre volte?

– Sempre

– E perché la fanno?

– Chi lo sa?!

Il racconto ha uno stile semplice e comprensibile ai bambini, insieme ai quali il maestro lo ha scritto durante l’anno scolastico: guardando fuori dalla finestra i ragazzi osservavano il passare delle stagioni, la natura che cambiava, gli uccelli che costruivano il nido, e intanto creavano questa meravigliosa favola, dolce e piena di avventura. La natura è la grande protagonista del racconto: una natura affascinante e ricca di bellezze da scoprire, dal fiume che scorre placido, alle margheritine che amano parlare con chi si ferma a guardarle; dalle nuvole che corrono nel cielo agli amici passeri che condividono le stesse speranze e le stesse paure di Cipì. Ma quella natura (così come il mondo per i suoi ragazzi) è anche ricca di pericoli, di scelte da compiere e di decisioni da prendere. Cipì imparerà a non fidarsi delle cose a prima vista, ma solo dopo averle studiate a sufficienza e aver capito che c’è una differenza tra come il mondo appare e come è davvero.

Tra le critiche velate che incontriamo nel racconto, Lodi non tenta nemmeno di nascondere la sua accusa verso chi si oppone ai cambiamenti, alle idee moderne, che servono invece alla società per crescere e migliorare.

– Non sarà questa testa calda di Cipì a cambiare il mondo.

Alla fine, a parte la curiosa e affascinante vita di questo passerotto, con tutte le sue avventure rocambolesche, “Cipì” resta un inno all’amicizia, all’amore per la libertà che deve essere sempre perseguita a qualunque costo, sia la propria che quella degli altri. E’ un racconto che infonde i sani principi dell’altruismo, dell’affetto per i figli e per la famiglia, del coraggio e dell’onestà. E’ un messaggio positivo e sapientemente trasmesso ai nostri bambini, che seguendolo diverranno gli adulti di domani e sapranno creare un futuro migliore.

Cipì e Passerì conobbero la felicità ed ebbero tanti figli ai quali insegnarono le cose imparate nella vita: ad essere laboriosi per mantenersi onesti, ad essere buoni per poter essere amati, ad aprire bene gli occhi per distinguere il vero dal falso, ad essere coraggiosi per difendere la libertà.


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