Dove si nascondono le rondini – Enrico Losso

Dove si nascondono le rondini – Enrico Losso

Titolo: Dove si nascondono le rondini

Autore: Enrico Losso

Editore: Garzanti

Genere: romanzo

Pagine: 234

Prezzo: 16,90

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Trama

Sono gli anni ’80 e Lamberto ha tredici anni. Vive in un paesino vicino Treviso, il padre è un carabiniere, la madre si occupa della casa e di lui. Ma a parte il nonno, morto da poco, nessuno in famiglia si ferma a parlare davvero con lui, a spiegargli le cose, ad ascoltare la sua voce. E anche a scuola, Lamberto è il secchione, quello che si estranea dal mondo con il suo blocco da disegno, quello perfetto per essere preso in giro dai Lupi Matti, di cui Lamberto invece vorrebbe disperatamente far parte. Così, quando per puro caso scopre che nella cascina abbandonata oltre la collina si nasconde una donna, il ragazzino capisce che questo segreto potrebbe finalmente renderlo popolare. Perché Irene, la giovane nascosta tra quelle mura, non è una persona comune. E’ una brigatista.

E invece, più i giorni passano, e più il segreto diviene solo suo. Lamberto non sa niente delle Brigate Rosse, se non l’opinione feroce del padre che insinua nella sua testa la pericolosità della ragazza. Eppure Irene gli racconta i fatti come se fosse un adulto, lo ascolta, gli dà consigli su come gestire i rapporti con gli amici, mentre la sua convinzione di aver vissuto la vita giusta inizia a vacillare. E mentre diventano amici, Irene insegna a Lamberto che bisogna sempre difendere le proprie idee e soprattutto prendersi le proprie responsabilità. Ma la vita vera è differente dalle belle parole, e quando tra i due il rapporto si fa più stretto, avviene qualcosa che scardina le certezze di entrambi.


Autore

Enrico Losso è uno scrittore italiano, classe 1974. Lavora come impiegato amministrativo presso l’Università di Bologna ed è appassionato di storia e in particolare di tutti quei periodi in cui l’uomo, ciclicamente, ripete gli stessi errori. “Dove si nascondono le rondini” è il suo romanzo d’esordio.


Recensione

Ho terminato da poco il libro e ho tante emozioni dentro che è difficile raccontarle tutte e con le parole giuste. “Dove si nascondono le rondini” è un esordio notevole: è una storia intima, toccante, piena di emozioni, quelle belle e anche quelle che non vorresti provare. E’ una storia di crescita e di cambiamento, quasi un romanzo di formazione, per il quale l’autore sceglie un periodo storico molto difficile da riportare, per le sue mille implicazioni. Nel libro di Losso invece, gli anni di piombo dell’Italia, gli anni delle Brigate Rosse, della rivoluzione non pacifica, degli attentati, delle tante vittime innocenti che si sono lasciati dietro, restano sullo sfondo, senza imporsi mai sull’oggetto principale della narrazione: il rapporto tra Lamberto e Irene. Ho trovato la ricostruzione degli anni ’80 molto precisa, segno di una grande attenzione da parte dell’autore; anche la vita quotidiana, quella delle famiglie di allora, è fedele e interessante.

Il romanzo inizia in modo pacato, si prende i suoi tempi, introduce i protagonisti piano piano, mostrandoceli attraverso le loro emozioni. Dopo i primi capitoli ti sembra di poter sentire con il loro cuore quello che stanno provando ed è quando la storia si è ormai avviata che ti rendi conto di esserti perso in essa: nella sua dolcezza, nel suo modo gentile di esporre due vite così diverse eppure unite da qualcosa di profondo, un senso di vuoto, di inadeguatezza, la stessa necessità di far parte di qualcosa. Lamberto è un adolescente solo, cresciuto in una famiglia dove l’unica persona che lo abbia mai trattato da adulto è il nonno, che ormai è morto. La madre è una figura delicata ma quasi superficiale; il padre, carabiniere, è un uomo piuttosto rigido e poco avvezzo a esprimere i propri sentimenti. Così il bambino cresce in una casa dove l’affetto c’è, ma non si fa notare e non lo aiuta a costruire quelle difese che servono nella vita.

Suo nonno gli aveva detto che l’assenza di parole era affascinante. Ma non era del tutto d’accordo: per lui il silenzio era un’entità da accostare all’indifferenza, alla solitudine, alla stanchezza. Come le volte in cui suo padre tornava distrutto dal lavoro e quelle sere no, non aveva tempo di parlare con lui.

La necessità di essere parte di un gruppo diventa quindi quasi fisica e si concentra sui Lupi Matti, i più tosti della classe. Ma Lamberto per loro è solo il secchione, quello che passa il tempo a disegnare sul suo blocco, l’elemento debole da prendere in giro. E quando sei un adolescente solitario e con una voglia insopprimibile di essere accettato, cosa saresti disposto a fare? Quante volte potresti mettere da parte il tuo orgoglio e farti schiacciare dagli altri, accontentandoti delle briciole? L’incontro con Irene, improvviso e destabilizzante, lo metterà di fronte a un mondo nuovo, più reale anche se in parte cattivo, ma che lo spaventa e lo attrae allo stesso tempo.

I suoi occhi sbarrati catturarono in una frazione di secondo l’immagine della persona che si era avvicinata a solo due passi da lui. Ma non era Danilo Dal Mas, perché lui non portava i capelli lunghi. E la cosa che stringeva in mano quella figura aveva tutta l’aria di essere una pistola.

Una pistola vera.

Irene è una figura così diversa da quelle a cui è abituato, così sincera, così curiosa nei suoi confronti come nessuno lo è mai stato, così attenta ai suoi sentimenti. Irene è una cosa tutta sua, che non può condividere con nessuno, ma che per la prima volta lo fa sentire apprezzato e capito. Al di là delle ideologie politiche che si scontrano nel libro tra le convinzioni della brigatista e quelle del padre carabiniere, Lamberto fa propria quella idea di libertà, di difesa delle proprie ragioni, di lotta contro il mondo che non lo accetta, imparando così una lezione di vita di cui avrà bisogno per crescere. L’incapacità del ragazzino di riconoscere la linea che le idee di Irene hanno superato è più che normale: Lamberto è solo un tredicenne che per la prima volta assapora il fascino di essere considerato da una donna. Irene è il suo porto sicuro nei momenti di caos e tristezza, Irene non ride dei suoi disagi, Irene gli spiega come va il mondo; Irene è bella, forte e fragile insieme, gentile a modo suo, e va difesa dal mondo che non la capisce. Il rapporto di fiducia e di amicizia che nasce tra i due gli impedisce di vedere la realtà, di credere che Irene potrebbe davvero fare del male a qualcuno.

Da parte sua, invece, Irene è una figura controversa: nonostante creda fino alla fine nell’ideologia che ha seguito fin da quando aveva solo vent’anni, avere Lamberto sempre davanti agli occhi la porta a domandarsi se è stato giusto, per lei, rinunciare a una vita normale per migliorare il mondo. Alla fine, al di là delle vicende drammatiche che non possono essere dimenticate, perché le Brigate Rosse sono sempre lì a ricordarci quanto male sia stato fatto, Lamberto impara due cose: la prima è l’amicizia vera e l’importanza di esserle sempre fedele; la seconda è che non può vivere all’ombra di qualcuno che non lo apprezzerà mai e che deve iniziare a difendersi, a far valere le sue idee, a proteggerle, e a prendersi le responsabilità delle sue azioni.

Lamberto, sei un uomo ormai. Devi assumerti la responsabilità delle tue idee. Piccole o grandi che siano.

Dove si nascondono le rondini” è un romanzo a volte poetico, introspettivo, che fa pensare senza pesare. E’ la storia di due emarginati, ognuno dei quali farà scelte diverse, seppur partendo dalla stessa idea di base. E’ stata una lettura intensa ma scorrevole; lo stile di Losso scivola via sereno e fluido, con una piacevolezza davvero inaspettata, che mi ha scosso ed emozionato. Lamberto e Irene sono quei personaggi che, quando li conosci, fai fatica a dimenticarli.


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