Harry Potter e la camera dei segreti – J. K. Rowling

Harry Potter e la camera dei segreti – J. K. Rowling

Titolo: Harry Potter e la camera dei segreti

Autore: J.K. Rowling

Editore: Salani

Genere: romanzo per ragazzi

Pagine: 224

Voto del Pubblico (IBS): 4,7 su 5

Prezzo: 11,50

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Trama

Finalmente l’estate sta per terminare e Harry Potter potrà tornare alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, per il secondo anno scolastico, liberandosi dei suoi terribili zii e dell’odioso cugino Dudley. Ma strani eventi si susseguono dal giorno del suo compleanno, che sembrano avere come unico scopo quello di impedirgli di tornare al Castello. Prima un curioso e folle elfo domestico, Dobby, che tenta di convincerlo ad abbandonare gli studi, poi il passaggio al binario 9¾ che resta chiuso, costringendo lui e Ron a raggiungere Hogwarts per vie traverse. Alla fine, Harry, Ron e Hermione riescono a riunirsi e a iniziare le lezioni, ma qualcosa va subito storto. Strani attacchi stanno lasciando una serie di corpi pietrificati lungo i corridoi della scuola: prima Mrs Purr, il gatto di Gazza, poi Colin Canon, del primo anno. Tutto questo mentre un sinistro messaggio viene trovato su uno dei muri del castello.

“La camera dei segreti è stata aperta. Temete, nemici dell’erede

Come sempre, i tre amici non riescono a stare in disparte mentre qualcuno minaccia la scuola e iniziano le loro indagini. Anche quando molti dei loro compagni sono convinti che il colpevole sia proprio Harry, a causa di strane similitudini tra lui e Lord Voldemort, i ragazzi non si arrendono, convinti invece che possa essere tutta opera di Draco Malfoy. Non hanno idea, purtroppo, di quello che Hogwarts nasconde nel suo passato e di quanto possa essere pericoloso. Una serie di impensabili mostri, bugie, segreti sepolti da decenni e un complotto ben orchestrato costringeranno Harry a scontrarsi ancora una volta col suo passato. Perché Lord Voldemort non ha ancora finito col piccolo Potter.


Autore

J.K. Rowling (Joanne Rowling) è una scrittrice e sceneggiatrice britannica, famosa in tutto il mondo per la saga del piccolo maghetto Harry Potter. Gli inizi della sua carriera sono stati piuttosto duri: separata, con una figlia a cui a stento riusciva a provvedere, Joanne trova una piccola casa editrice, la Bloomsbury, disposta a pubblicare il romanzo al quale dice di aver lavorato per cinque anni nei ritagli di tempo “Harry Potter e la pietra filosofale“. Il successo è immediato e travalica ogni aspettativa.

Al primo libro seguono “Harry Potter e la camera dei segreti”, “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”, “Harry Potter e il calice di fuoco”, “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”, “Harry Potter e il principe mezzosangue” e l’ultimo, “Harry Potter e i Doni della Morte“, che è considerato il libro più venduto nella storia dell’editoria, con 11 milioni di copie in un solo giorno. Oggi Joanne Rowling è la seconda donna più ricca d’Inghilterra, dopo la Regina, e la seconda più ricca d’America dopo Oprah Winfrey.

Quando ormai la saga di Hogwarts è divenuta un fenomeno mondiale, grazie anche alle trasposizioni cinematografiche, la scrittrice partecipa come sceneggiatrice ai due spin-off incentrati sulla figura di Newt Scamander “Animali Fantastici: dove trovarli” e “Animali Fantastici: I crimini di Grindelwald”, e pubblica il sequel “Harry Potter e la maledizione dell’erede“, sotto forma di copione teatrale. Per non restare incastrata nella figura di scrittrice per bambini, pubblica alcuni romanzi gialli per adulti con le pseudonimo di Robert Galbraith, tutti incentrati sulla figura dell’investigatore privato Cormoran Strike: “Il richiamo del cuculo”, “Il baco da seta”, “La via del male” e “Bianco letale“. Anche questi riscuotono fin da subito un notevole successo. Nel 2020 esce invece una fiaba per bambini “L’Ickabog“.


Recensione

Che estate lunga e noiosa quella passata a Privet Drive. Harry ha abbandonato finalmente il sottoscala e guadagnato una vera e propria camera da letto, ma niente altro è cambiato. I Dursley sono ancora la famiglia di Babbani più odiosa che si sia mai vista in giro. Se solo Harry potesse usare la magia fuori dalla scuola…forse la smetterebbero di trattarlo come un rifiuto. E così, quando riparte per la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts (pur con tutti gli inciampi di questo anno scolastico), siamo tutti con lui, di nuovo, entusiasti e sollevati. Dopo tanti anni di sofferenza, Harry ha trovato quella che può definire “casa” e noi abbiamo scoperto un mondo dove vorremmo proprio vivere. Anche questo secondo capitolo della saga è scritto con uno stile accessibile ai bambini: una scrittura scorrevole e quotidiana, dialoghi semplici, adatti a un pubblico di piccoli lettori. Questo dovrebbe essere un limite per la lettura da parte di un adulto? A me non sembra davvero. Io sono ricaduta fin dalle prime pagine nel mondo di Harry Potter, trascinata dalla fantasia bizzarra e sorprendente della Rowling. Se vi state chiedendo come ha potuto un libro per bambini ottenere un successo planetario , non avete mai letto nemmeno poche righe di quella che è diventata una delle donne più famose al mondo. Non è il suo stile, non è la storia, non è l’ambientazione e forse non sono neanche i protagonisti. E’ un universo totalmente nuovo, creato appositamente per Harry e i suoi amici, curato nei minimi dettagli e costruito con una bravura e una fantasia che credo ritroveremo raramente.

I nomi di persone, luoghi e oggetti sono scelti sulla base di allusioni o assonanze, di modo che possano già evocare, al loro primo incontro, un’idea precisa di chi o cosa abbiamo davanti. Ogni oggetto, ogni incantesimo, ogni animale presente nei libri della Rowling è definito dal suo nome prima ancora che dalla sua descrizione. Vi sfido a negare di conoscere almeno uno degli incantesimi utilizzati dagli studenti di Hogwarts! In questo secondo capitolo, con mia estrema sorpresa, la scrittrice ha creato nuove figure di professori e di elementi magici: quando credevo di aver scoperto tutte le stranezze di Hogwarts, ecco che mi ricredo facendo la conoscenza di un personaggio strepitoso e divertente come Dobby, l’elfo domestico deciso a salvare la vita a Harry, desiderio che gli costa continue autopunizoni, come stirarsi le dita o schiacciarsi la testa in un cassetto, solo per aver pensato male dei suoi padroni. Oppure sono tranquillamente seduta alla tavola dei Grifondoro per la colazione, quando vengo stordita dalla Strillettera inviata dalla signora Weasley a Ron (che ansia! Potrei sognarmela di notte…mia madre che mi urla i suoi rimproveri attraverso una comune busta da lettera, davanti all’intera classe!).

Quello che mi ha stupito davvero in questo secondo libro è che, per la prima volta, nella scuola si insinua il dubbio. Sono tutti ragazzini tra gli undici e i diciassette anni, dovrebbero essere uniti da amicizia e lealtà, eppure la paura li farà vacillare; sarà più facile incolpare Harry per gli attacchi avvenuti all’interno della scuola, piuttosto che credere a qualcosa che non può essere visto. Giudicare dalle apparenze è l’errore che tutta Hogwarts dovrà ammettere di aver commesso, quando Harry risulterà alla fine innocente. Sarà proprio lui l’unico, insieme ai suoi amici, che per tutta l’avventura manterrà una fede indistruttibile nei confronti dei compagni e del Preside Albus Silente, anche quando dovrà difenderlo contro Voldemort.

Lei si accorgerà che io avrò veramente lasciato la scuola soltanto quando non ci sarà più nessuno che mi sia fedele. E si accorgerà anche che a Hogwarts chi chiede aiuto lo trova sempre.

Per ora la storia prosegue migliorando la caratterizzazione dei tre amici, Harry, Ron e Hermione, di Draco Malfoy, l’eterno rivale, e di pochi altri personaggi, tra cui il cinico, ostile e severo professor Piton e la piccola Ginny Weasley, la sorellina di Ron. Due sono le novità di questo secondo capitolo: la bellissima figura del nuovo professore di Difesa contro le Arti Oscure, Gilderoy Allock, un tipo altezzoso, presuntuoso, fastidiosamente pieno di sé e interessato solo alla sua fama, e per questo estremamente divertente nel suo essere non solo ridicolo, ma totalmente inutile come mago. E Mirtilla Malcontenta, uno dei fantasmi che abitano Hogwarts, che vive rinchiusa in uno dei bagni della scuola, lamentandosi continuamente della sua miserevole esistenza. Ron si conferma l’amico fedele e pronto a tutto (anche se questo significa affrontare la sua più grande fobia). Hermione prosegue gli studi dimostrandosi sempre più una strega scaltra e preparata e rappresentando in modo palese l’importanza della cultura e dell’istruzione.

«Ma perché ha dovuto andare in biblioteca?»

«Perché Hermione è fatta così» disse Ron stringendosi nelle spalle. «Nel dubbio, vai in biblioteca».

Il nostro piccolo Harry è ancora il ragazzino pieno di domande e desideroso di affetto; coraggioso e leale, ma con una straordinaria capacità di mettersi nei guai e sempre pronto a rischiare la vita pur di fare la cosa giusta. Il suo conto con Voldemort è ancora aperto e in questo secondo capitolo scopriremo qualche piccolo dettaglio in più sul passato dell’Oscuro Signore. Tanti buoni principi sono nascosti tra le pagine di questa splendida fiaba: dalla difesa del diverso (che in questo caso viene rappresentata attraverso la lotta contro i “mezzosangue”, maghi e streghe dal sangue misto, nati da genitori babbani e quindi considerati non puri), alla lotta contro l’oppressione e lo sfruttamento dei più deboli (Dobby e la sua condizione di servo della famiglia Malfoy). Ma soprattutto, tornano a gran voce l’amicizia, la lealtà e la giustizia. Harry è ancora roso dai dubbi instillati dal Cappello Parlante, che voleva spedirlo in Serpeverde. Dovrà imparare, a sue spese, che pur avendo determinate capacità che lo accomunano a Lord Voldemort, la scelta di essere diverso spetta a lui solo ed è quella che lo definisce davvero, indipendentemente dai suoi poteri.

Sono le scelte che facciamo, Harry, che dimostrano quello che siamo veramente, molto più delle nostre capacità.

Ho notato una cosa, rileggendo questo libro per la seconda volta da quando è uscito: l’intreccio è piuttosto complesso e la Rowling non fa mai un passo falso. Difficile intuire quello che è accaduto davvero durante il secondo anno, fino a quando l’autrice non decide di svelarlo alla fine del racconto, quando ogni tassello val al posto che lei aveva predisposto con sapienza. Inoltre una serie di indizi apparentemente senza utilità vengono seminati durante tutto il romanzo, secondo un disegno che si mostrerà solo alla fine in tutta la sua maestria. E allora che aspettate? Iniziate a preparare i bagagli per Hogwarts perché il secondo anno sta per iniziare e nuove strabilianti avventure aspettano i nostri amici nei corridoi bui e severi della scuola: un grande pericolo che si abbatterà di nuovo sul piccolo Harry, anche se, questa volta, la sua bacchetta è pronta al combattimento.


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