Il paradiso degli orchi – Daniel Pennac

Il paradiso degli orchi – Daniel Pennac

Titolo: Il paradiso degli orchi

Autore: Daniel Pennac

Editore: Feltrinelli

Genere: poliziesco

Pagine: 202

Voto del Pubblico (IBS): 3,9 su 5

Prezzo: 7,50

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Trama

Benjamin Malaussène, professione capro espiatorio per il Grande Magazzino di Belleville, quartiere multietnico di Parigi. Il suo compito è quello di assumersi la totale responsabilità dei prodotti difettosi, inducendo tanta pietà nei clienti da impedir loro di presentare reclamo. La famiglia di Malaussène è altrettanto bizzarra ed eclettica come il suo lavoro: fratelli e sorelle che vivono sotto la sua supervisione, figli, tutti, di una madre assente che sparpaglia uomini; uno zio omosessuale che protegge i vecchietti del quartiere; un cuoco musulmano e un cane epilettico.

La routine frenetica del Grande Magazzino viene spazzata via, alla vigilia di Natale, dall’esplosione di una bomba in cui resta ucciso un cliente. Dopo poche settimane, un’altra esplosione, poi un’altra e ancora un’altra. Il Magazzino è scosso, le morti innocenti si sommano. Tutte le vittime sembrano non avere altro in comune se non la presenza costante di Benjamin al momento della disgrazia.

Al centro delle perplessità dei colleghi e del commissario di polizia Rabdomant, Ben inizia a notare dettagli curiosi e sinistri circa le vittime: tutte, infatti, avevano dei riprovevoli piaceri. Mentre cerca di stabilire se sia il caso di mettere al corrente Rabdomant di quello che ha scoperto, la sua premurosa famiglia è lieta di complicare la situazione.

Tra la bella Clara e le sue fotografie compromettenti dei morti, Jérémy che fa saltare in aria la sua scuola nel tentativo di dimostrare al fratello la semplicità nel costruire una bomba artigianale, e Thérèse, che con la sua chiaroveggenza viene trovata sul luogo dell’ultimo omicidio… come riuscirà Benjamin a tirarsi fuori da questo incubo in cui tutti lo credono colpevole?


Autore

Daniel Pennac è uno scrittore francese nato nel 1944. Pessimo alunno fin dalle elementari, anche a causa della sua dislessia, troverà solo al liceo un professore che lo spingerà verso la scrittura, intuendo il suo potenziale. Dopo un inizio stentato, riscuote il successo con “Il paradiso degli orchi“, primo capitolo di quella che sarà la saga Malaussène, scritto per una scommessa tra amici, che lo avevano sfidato a scrivere un giallo.

La sconclusionata famiglia gli porterà fortuna: seguiranno infatti “La fata carabina“, “La prosivendola”, “Signor Malaussène”, “La passione secondo Thérèse” e “Ultime notizie dalla famiglia“. Scrive anche alcuni romanzi per ragazzi, tra cui “Ernest e Celestine“, “L’occhio del lupo” e “Abbaiare stanca“. A 18 anni dall’uscita dell’ultimo libro della famiglia Malaussène, torna in libreria con “Il caso Malaussène: Mi hanno mentito”. Tra gli altri suoi romanzi ricordiamo “La lunga notte del Dottor Galvan“.


Recensione

Ho sempre pensato che sarei potuto essere un buon sordo e un pessimo cieco. Toglietemi il mondo dalle orecchie, mi piacerà. Tappatemi gli occhi, morirò.

Se non si conosce Pennac, la lettura de “Il paradiso degli orchi” può far cambiare idea più volte. Dopo appena poche pagine ti chiedi se una tale scrittura sia solo superficialità e leggerezza, poi ironia e cinicità, infine bizzarria e genio. Oggi considero Daniel Pennac esattamente questo, un genio del suo genere. Il suo è un talento genuino, immediato, che ti fa sorridere, intristire, arrabbiare, persino commuovere, tutto nell’arco di poche pagine.

La sua scrittura originalissima è veloce, incisiva e frammentata: frasi corte, spesso una sola parola. Un linguaggio semplice e quotidiano, dove i pensieri di Benjamin si fondono con la narrazione, che resta scorrevole e caotica per tutto il libro. In questo romanzo scritto per scommessa, Pennac riesce a creare una famiglia così assurda e surreale della quale non puoi più fare a meno.

Su questo sfondo bizzarro e divertente, lo scrittore imposta una critica sociale aspra e ironica. Il problema dell’immigrazione, che in quegli anni affliggeva la Francia, viene risolto con una famiglia dove c’è posto per tutti, dai cuochi musulmani, alle guardie serbe, fino ai travestiti africani del Boulevard. Stesso discorso per l’omosessualità, ritratta in modo giocoso e affettuoso in uno zio-amicofraterno-babysitter, dalle abitudini curiose, ma pilastro della famiglia Malaussène.

Ma la vera fortuna del romanzo è lui: Benjamin Malaussène, capro espiatorio. Un ruolo insolito e ingegnoso, assolutamente fondamentale in una società dove tutti hanno bisogno di incolpare qualcuno per i propri errori: Benjamin diventa l’esatto contrario del male assoluto, ossia il bene integrale, oggetto di tutte le colpe del mondo.

Il paradiso degli orchi” è una lettura da non perdere, una delle scritture più trascinanti e confusionarie della narrativa moderna. E’ una storia irreale, con un personaggio unico e irresistibile, una serie di protagonisti secondari curiosi e divertenti, un intreccio giallo-poliziesco non ricercato ma che funziona. Dopo il primo momento di perplessità, in cui dovrete star dietro a una scrittura disordinata, non potrete più liberarvi della famiglia Malaussène.


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