il grande inverno

Il Trono di Spade. Il Grande Inverno (vol. II) – George R.R, Martin

Titolo: Il Grande Inverno

Autore: George R.R. Martin

Editore: Mondadori

Genere: fantasy

Pagine: 437

Voto del Pubblico (IBS): 3,7 su 5

Prezzo: 11,40

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Trama

A Grande Inverno sono passati mesi da quando Catelyn Stark è partita. La Lady ha trovato Tyrion Lannister lungo il suo cammino e lo ha fatto prigioniero, rifugiandosi poi dalla sorella Lysa a Nido dell’Aquila. Ma la donna che Cat ricorda non esiste più, trasformata dall’uccisione del marito, dalla paura, e dall’amore ossessivo per il suo unico figlio, un ragazzino malaticcio e viziato. Lady Stark comprende l’errore commesso quando il Folletto rischia di essere giustiziato senza processo per acquietare la rabbia della sorella nei confronti dei Lannister, che crede abbiano avvelenato Lord Arryn. Grazie all’aiuto del mercenario Bronn, Tyrion riesce però a riconquistare la libertà e si mette in cammino verso Approdo del Re.

Qui, nel frattempo, Lord Eddard Stark è stato ferito nell’attacco da parte di Jaime Lannister, desideroso di vendicare il rapimento del fratello. Anche se la Regina Cersei chiede al marito, Re Robert, di punire gli Stark, il sovrano è troppo legato a Ned e non volendo prendere parte alla faida impone la fine della discussione. Purtroppo, quando Ned finalmente capisce qual è il segreto per cui il precedente Primo Cavaliere è stato avvelenato, Robert rientra da una battuta di caccia ferito gravemente e prima di morire strappa all’amico la promessa di vegliare sui suoi figli. Combattuto tra lealtà e onore, Lord Eddard permette alla Regina di lasciare la corte prima di rivelare che nessuno dei suoi ragazzi è figlio di Robert. Ma Cersei ha già guadagnato la lealtà della Guardia Reale e accusa Stark di tradimento. Sansa, che era promessa sposa a Jeoffry, viene rinchiusa nelle sue stanze e obbligata a giurare fedeltà al nuovo Re. Arya invece riesce a fuggire grazie all’addestramento che le ha impartito lo spadaccino Syrio Forel. Non potendo uscire da Approdo del Re senza essere vista, vaga per la città cercando di capire cosa sta succedendo a corte.

Quando a Grande Inverno il maggiore dei figli di Ned e Catelyn, Robb Stark, viene informato che la madre ha perso la custodia del Folletto e che il padre è stato arrestato dai Lannister, richiama i vessilli di guerra e marcia con un’armata, formata dai Lord che hanno giurato fedeltà alla sua casa, verso le truppe di Lord Tywin Lannister, al quale si sono uniti i due figli Jaime e Tyrion. Al castello lascia i due fratelli minori, Rickon e Bran, che non ricorda nulla dell’incidente in cui ha perso l’uso delle gambe, ma continua a sognare il Corvo a Tre Occhi che gli promette di insegnargli a volare. Alla Grande Barriera intanto, Jon Snow, il bastardo Stark, è riuscito a farsi rispettare dai suoi compagni. L’addestramento è finito e Jon pronuncia il giuramento dei Guardiani della Notte. Durante una ricognizione oltre la Barriera, Spettro, il metalupo di Jon trova i cadaveri di due guardiani che facevano parte della scorta di suo zio Benjen Stark, scomparso da mesi. Durante la notte i due corpi si rianimano e attaccano il Lord comandante Mormont, ma Jon riesce a fermarli dando loro fuoco. I sussurri che parlavano del ritorno degli Estranei erano fondati: i non morti dagli occhi di ghiaccio stanno tornando e sono estremamente pericolosi.

A Essos, invece, Daenerys è arrivata finalmente con Khal Drogo a Vaes Dothrak dove il khalasar si ferma a festeggiare le loro nozze. La principessa Targaryen, che ora è una khaleesi, è felice per la prima volta nella sua vita. Il suo khal è forte, affascinante, rispettato e la tratta come una regina, soprattutto dopo che Dany scopre di essere incinta. L’unico ostacolo alla sua serenità è la follia del fratello Viserys, che continua a pretendere dai Dothraki l’armata che gli era stata promessa in cambio della sorella. Dopo l’ennesima minaccia nei confronti di Dany e del bambino, Drogo lo uccide brutalmente. Khaleesi è libera e ha tutto ciò che le serve: un figlio in arrivo, un marito che le ha promesso di restituirle il trono perduto e le sue splendide uova di drago, vecchie di millenni, dono di nozze di magistro Illirio.

Ma il gioco del trono va avanti e le perdite saranno enormi su tutti i fronti. Eddard Stark sta per essere giudicato da Re Jeoffrey Baratheon, che ha promesso alla dolce Sansa che mostrerà clemenza; Robb sta dando il via a una guerra sanguinosa nella speranza di liberare il padre e le sorelle, mentre Jon Snow è combattuto tra dovere e lealtà verso la famiglia. I Lannister sono pronti a dare battaglia. E Daenerys sarà messa di fronte a una scelta crudele che la cambierà per sempre.

Le cose che amiamo finiscono sempre con il distruggerci.


Autore

George R.R. Martin è un popolare scrittore di horror e fantasy, influenzato da autori come Lovecraft e Tolkien. Non riscuotendo successo con i suoi primi racconti, si trasferì a Hollywood, dove partecipò alla realizzazione di serie tv come “Ai confini della realtà” e “La Bella e la Bestia“. Autore difficile da tenere a bada, entrò in conflitto con le case produttrici e decise di dedicarsi alla scrittura di quel mondo fantastico (ispirato a “Ivanhoe” e alla Guerra delle Due Rose) che lo aveva sempre affascinato. Nacquero così una serie di romanzi che costituiranno “Le Cronache del ghiaccio e del fuoco“. Il quinto libro della serie gli valse finalmente la fama internazionale per cui il Times lo indicò tra le 100 persone più influenti del pianeta.

La HBO Production acquistò i diritti della Saga, ancora incompiuta, e ne trasse quello che è oggi un vero fenomeno cult, sia in America che nel resto del mondo, ossia la serie televisiva “A Game of Thrones”. Nel nostro paese i vari volumi sono stati rieditati più volte con nomi diversi e differenti divisioni. Il primo romanzo è stato inizialmente diviso in Italia in due volumi “Il trono di spade e “Il Grande Inverno“, poi uniti in un unico libro intitolato “Un gioco di troni”. Lo scrittore ha promesso di pubblicare presto gli ultimi due libri della serie.


Recensione

Quando si gioca al gioco del trono, o si vince o si muore.

Per la seconda volta George R.R. Martin ci trascina in questo suo mondo strepitoso e affascinante, popolato di personaggi straordinari che impariamo a conoscere sempre meglio e verso i quali i nostri sentimenti cambiano continuamente, passando dall’odio all’amore nell’arco di poche pagine. “Il Grande Inverno” è il secondo dei due volumi in cui fu diviso il romanzo iniziale delle “Cronache del Ghiaccio e del fuoco”. Una società simil feudale, dove grandi casate si contendono il trono dei Sette Regni, ormai fulcro indiscusso della saga, mentre il popolo sopravvive in base al benvolere o meno del Lord al quale ha giurato fedeltà. Un mondo che si fa sempre più crudele e che persiste nel sorprenderci, anche quando credevamo di aver visto i suoi aspetti più efferati. In questo ambiente così realistico e feroce si inseriscono i primi elementi di magia, dei quali il primo volume aveva gettato solo le basi, ma che ancora non erano stati sviluppati.

Lo stile di Martin si mantiene interessante e scorrevole, con un linguaggio ben intonato all’ambiente storico scelto. La scrittura si conferma incisiva e pratica, potente, sempre diretta e priva di freni anche quando descrive scene di guerra o di sesso, seppure mai esagerata o volgare. E’ di certo molto concreta, e il modo in cui dipinge spesso uccisioni e battaglie è scioccante per la totale assenza di preoccupazione nei confronti del lettore. Un simile tipo di scrittura, invece che risultare fastidiosa, aumenta il coinvolgimento di chi legge e crea un pathos straordinario con i personaggi. Un elemento che rende unica questa saga è la presenza di figure che continuano a essere discutibili e profondamente imperfette. Inutile cercare un eroe disposto a salvare il mondo. Non lo troverete, fidatevi. Ogni personaggio a cui vi affezionerete vi deluderà, prima o poi, prendendo un decisione sbagliata o anteponendo l’onore alla famiglia o viceversa. A volte sembra che in questo mondo parallelo non ci sia davvero una scelta giusta, ma solo una serie di decisioni inevitabili.

Anche i protagonisti che inizialmente sembrano essere più positivi e che riscuotono il nostro affetto, cadono in sentimenti di disprezzo, rancore e desiderio di vendetta persino verso i loro familiari. Così la dolce e forte Lady Catelyn, nonostante sia una gran donna e una madre e moglie amorevole e leale, nutre un odio ingiustificato per il bastardo di suo marito, come se il giovane avesse colpa del tradimento del padre. Mentre l’affascinante figura del Folletto, pur essendo un Lannister, riscuote fin da subito una certa simpatia per la furbizia, la viva intelligenza e la capacità di sostenere chi è diverso (come Bran o Jon), infondendo sicurezza e speranza. Ma resta un Lannister, e come tale disposto a una guerra sanguinosa e brutale pur di mantenere il trono, anche se nelle mani di quello che definisce un ragazzino viziato e stupido. E’ invece tanto facile odiare Cersei, regina calcolatrice e priva di scrupoli, furba e crudele più del dovuto; ma non proviamo forse un sentimento di pena nei suoi confronti quando capiamo che vita triste deve aver subito al fianco di un re che ha sempre amato una donna morta? E non abbiamo forse disprezzato la dolce e bella Sansa, che pur essendo una Stark si rivela una piccola sciocca ragazzina convinta di vivere in un romanzo d’amore, e che sarà capace di vendere la sua famiglia per quello che crede essere il suo bel principe?

Tante figure complesse, capaci di grandi orrori così come di gesti delicati che lasciano il nostro giudizio sospeso, nell’incapacità di porli nelle file del Bene o del Male. Tyrion, Khal Drogo, Daenerys, persino Re Robert: personaggi difficili da inquadrare, molti dei quali continueranno a subire cambiamenti col passare del tempo. In mezzo a tanta crudeltà spiccano quelle rare figure alle quali Martin lascia che vada il nostro affetto e la nostra solidarietà, senza nessun dubbio. Lord Eddard Stark, nonostante i segreti che nasconde e forse proprio per quelli, è forse uno dei pochi a incarnare quell’onore, quella lealtà che ci aspettiamo in un simile mondo. Il Lord di Grande Inverno non cede all’attrazione esercitata dal trono di spade. E’ l’unico a non desiderare la corona e a non piegarsi a nessun compromesso, se non per salvare la sua famiglia.

Per un momento ho scordato che stavo parlando a uno Stark. Ti porti addosso l’onore come se fosse un’armatura, Stark. Tu credi che ti tenga al sicuro, ma tutto quello che fa è pesarti sulla schiena e impacciarti i movimenti.

Questo secondo capitolo sviluppa due personaggi che saranno poi fondamentali per le vicende future e che sono entrambe Stark: Jon Snow e la piccola Arya. Il figlio bastardo di Ned è combattuto tra il giuramento fatto ai Guardiani della Notte e la lealtà verso la sua famiglia, nonostante la sua nascita lo abbia sempre relegato ai margini della casata. Jon si dimostra un ragazzo forte, coraggioso, impavido e leale, degno erede di Eddard Stark. Il suo giuramento è uno dei momenti più belli dell’intera saga, reso ancora più indimenticabile dalla trasposizione televisiva, grazie alla quale resterà nell’immaginario collettivo a lungo.

Cala la notte, e la mia guardia ha inizio. Non si concluderà fino alla mia morte. Io non avrò moglie, non possiederò terra, non sarò padre di figli. Non porterò corona e non vorrò gloria. Io sono la spada nelle tenebre. Io sono la sentinella che veglia sul muro. Per questa notte e per tutte le notti a venire.

Dalla parte opposta di Westeros, la piccola Arya è sveglia, cocciuta e determinata e inizia la sua fuga per la salvezza che la porterà a cambiamenti che ne faranno uno dei personaggi più discussi della saga. Per ora, ci piace pensare a lei come a una piccola eroina.

Rapida come un cervo. Silenziosa come un’ombra. Veloce come una vipera. Calma come acqua stagnante. Feroce come un furetto.

Una parte della lentezza del primo volume, dovuta alle numerose descrizioni, pare sparire da questo capitolo, che invece si fa incalzante e veloce. Martin prosegue nel suddividere le vicende in capitoli incentrati su ogni singolo personaggio, espediente che funziona egregiamente e contribuisce a rendere la lettura irresistibile e seducente. Il mondo creato da Martin, con le sue figure complesse e dalle mille sfaccettature, gli eventi imprevisti, le morti inaspettate che destabilizzano e scuotono il lettore, è un mondo unico e originale, diverso da tutto quello a cui siamo abituati. Non c’è eroe e non c’è cattivo: ci sono solo persone che vivono per se stesse e per il loro tornaconto, pronte a tutto pur di sopravvivere. L’uso dei personaggi da parte dello scrittore continua a essere assolutamente inedito e fuori da ogni schema.

Quindi se volete proseguire la lettura e avventurarvi in questa enorme faida per uno scranno scomodo e pungente, forgiato con le spade di centinaia di nemici, vi lascio con un consiglio. Non affezionatevi a nessuno. Perché Martin non lo farà. E quando avrete deciso che il vostro cuore batte per quello che potrebbe essere la chiave di volta per la salvezza del trono, Martin ve lo toglierà. E forse è proprio qui lo splendore e il fascino conturbante della sua fantasia: sovvertire gli schemi, sorprendervi, confondervi e trascinarvi con lui in una delle saghe più ammalianti e distruttive che siano mai state create.

L’inverno si avvicina. La pace è rotta. Siate pronti alla guerra.


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