La collezionista di anime – Kylie Lee Baker

La collezionista di anime – Kylie Lee Baker

Titolo: La collezionista di anime

Autore: Kylie Lee Baker

Editore: Fanucci

Genere: dark fantasy

Pagine: 292

Prezzo: 14,90


Trama

Metà mietitrice britannica, metà shinigami giapponese, Ren Scarborough ha raccolto anime per le strade di Londra per secoli. Ci si aspetta che obbedisca alla dura gerarchia dei mietitori che la disprezzano, perciò Ren nasconde ogni emozione ed evita i suoi aguzzini come meglio può. Quando perde il controllo delle proprie abilità shinigami lascia Londra e fugge in Giappone per cercare l’accoglienza che non ha mai ricevuto dai suoi compagni mietitori. Seguita dal fratello minore, l’unico a prendersi cura di lei, Ren entra negli inferi giapponesi per servire la dea della Morte… ma scopre che anche qui deve dimostrare di esserne degna. Determinata a guadagnarsi il rispetto, accetta un compito impossibile – trovare ed eliminare tre pericolosi spiriti yokai – e realizza fino a che punto è disposta a spingersi per rivendicare il suo posto al fianco della Morte


Autore

Kylie Lee Baker è una scrittrice americana il cui lavoro è stato influenzato dalle sue origini giapponesi, cinesi e irlandesi. “La collezionista di anime” è il suo esordio nel dark fantasy.


Recensione

Il sangue scorrerà sui gradini del tempio.

Figlia dell’oscurità, questo è il tuo destino.

Quello che cerchi, non lo troverai mai. La notte ti mangerà il cuore, e vagherai nell’oscurità per mille anni.

Che tipo di eroina è Ren Scarborough, la protagonista di questo nuovo fantasy? Capirete ben presto, leggendo il libro, che forse non lo è affatto. E allora cos’è questa ragazza dagli occhi bui e dai capelli di un nero così scuro da essere assenza di colore? Non è una mietitrice britannica, perché in Inghilterra nessuno l’ha mai accettata davvero; non è una shinigami, perché in Giappone la considerano una straniera anche se ha il potere della luce. Ren è una ragazza in cerca di se stessa: è arrabbiata con il mondo, che le ricorda solo quello che non è, con i suoi genitori, che non avrebbero dovuto generare un bambino misto ed è pervasa da una necessità incontrollabile di trovare un posto da poter chiamare casa. La sua cacciata dal mondo dei morti di Ankou le sembra finalmente l’occasione ideale per raggiungere quella terra di cui ha tanto sentito parlare e che è sicura la accoglierà a braccia aperte, riconoscendo la sua natura di shinigami.

«Sono una shinigami» protestai con voce tremante. Dovevo essere una shinigami perché se non lo ero allora non ero niente.

Quello che mi ha colpito fin da subito è stato il carattere oscuro e inquietante di questa ragazza, che svolge il suo compito di mietitrice con troppa soddisfazione, senza provare il minimo interesse per le anime che raccoglie da secoli, senza nessuna empatia con i morti che incontra sulla sua strada e senza nessun rimorso. Anzi, forse fin dall’inizio c’è un pizzico di compiacimento in quello che fa.

Il modo in cui mi guardava, come se fossi terribile eppure magnifica, come se fossi in grado di mandare l’universo in frantumi se lo avessi voluto, era l’unico aspetto del lavoro che mi piaceva davvero. Solo gli umani mi guardavano con così tanta riverenza.

Questo fantasy si è dimostrato fin da subito originale e sinistro: una storia oscura di rabbia, morte, vendetta e buio, che neppure la luce che Ren comanda riesce a rischiarare. Se all’inizio il racconto procede con una certa lentezza, concentrandosi sull’ambientazione e il worldbuilding, da metà romanzo quella che sembrava una storia fatta di coraggio, forza di volontà e romanticismo, vira improvvisamente per mostrare il suo lato cupo e malvagio, fatto di violenza, passione morbosa e distruttiva, sete di potere. Quando lo spirito yokai contro cui combatte la accusa di avere il cuore ghiacciato, Ren è quasi offesa: pur essendo cosciente dell’oscurità che la avvolge non si è mai resa conto di quanto il suo cuore sia insensibile a molti sentimenti umani che non comprende, e soprattutto non ha idea di quali siano i limiti che può superare per ottenere quello che vuole.

«E’ una fortuna» disse Yuki Onna. «Quando hai il cuore ghiacciato, puoi avere tutto ciò che desideri. Niente ti può fermare.»

Un pregio del romanzo è sicuramente la bravura con cui la scrittrice ha mischiato la fantasia con le antiche leggende giapponesi, utilizzando figure note da sempre e inserendole in un mondo meravigliosamente pauroso e dettagliato. La scrittura è ammaliante e la costruzione dei personaggi è precisa e vivida. Abituata da sempre allo scontro tra Bene e Male, sono rimasta all’inizio frastornata dal fatto che per i protagonisti questa sottile linea sia offuscata e che non ci sia una vera divisione tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Nemmeno il rapporto di affetto col fratello Neven e quello romantico con Hiro riescono a incrinare questo che sembra un dato di fatto e quando riesci ad accettarlo sei ormai perso nella ferocia e nell’oscurità della storia. Il cambiamento inesorabile di Ren è qualcosa che osservi con un misto di paura e seduzione, finché non capisci, come accade anche a lei, che la sua anima è talmente corrosa dalla rabbia e dalla voglia di essere padrona del suo destino, che non riesce più a contenere la furia dei suoi poteri, sopraffatta finalmente dal potere dalla Morte.

«Voglio solo essere qualcosa, e non metà di qualcosa»

Il finale ti lascia senza fiato, quasi incapace di credere a quello che è potuto accadere in meno di cinquanta pagine, e con il desiderio di avere tra le mani il capitolo finale. Sullo sfondo di questa storia così accattivante, c’è una bravura notevole nella creazione del worldbuilding: yokai, mietitori, shinigami, orologi che fermano il tempo, differenti regni dei morti a seconda dei vari paesi e ovviamente rispettivi Signori della Morte. Un mondo spaventoso e oscuro che sembra uscito dai nostri peggiori incubi. Un esordio fantasy quindi da non perdere, che vi trascinerà dai vicoli grigi della Londra ottocentesca alle case dai tetti di paglia di un Giappone antico e misterioso, dove uno shinigami può venire in qualunque momento a strapparti l’anima per accompagnarti nel regno dei morti.


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