La diciassettesima luna – Kami Garcia, Margaret Stohl

La diciassettesima luna – Kami Garcia, Margaret Stohl

Titolo: La diciassettesima luna

Autore: K. Garcia, M. Stohl

Editore: Mondadori

Genere: dark fantasy

Pagine: 492

Voto del Pubblico (IBS): 4,4 su 5

Prezzo: 9,97

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Trama

Il sedicesimo compleanno di Lena è passato e lei non è stata Reclamata. Eppure tutto è andato in pezzi: gli occhi della ragazza sono di un doppio colore, uno verde e l’altro oro, come se lei fosse ancora tirata da entrambe i mondi. Per salvare Ethan, Lena è ricorsa al Libro delle Lune, ma era stata avvertita da Amma: il libro vincola la Vita alla Morte e per restituire la vita al ragazzo ha preso in cambio quella dello zio.

Così, senza sapere che Macon Ravenwood giace nel Giardino della Pace Perpetua per colpa sua, Ethan osserva la sua ragazza andare in frantumi. Lena si è chiusa in un mutismo desolante che lui non riesce a infrangere. Il suo comportamento diviene col passare delle settimane sempre più oscuro e confuso. Ha frequenti sbalzi d’umore, ha smesso di scrivere sul suo quaderno e le sue mani si coprono di strani disegni neri senza forma. Quando finalmente Ethan la convince a uscire di casa i risultati sono disastrosi: la rabbia e il dolore di Lena hanno aumentato i suoi poteri, ma lei ne perde il controllo.

Nel frattempo, in città arriva una nuova ragazza, Liv, che lavorerà con Marian come aiutante bibliotecaria, ma che in realtà studia per diventare una Custode. Mentre una nuova canzone tormenta Ethan, le cose si complicano. Ridley rientra a Gatlin accompagnata da un misterioso ragazzo, John Breed, probabilmente un Incubus, che Ethan nota spesso in compagnia di Lena in atteggiamenti intimi. Così come Lena riesce a sentire l’attrazione che il suo ragazzo prova per la semplice e poco complicata Liv. Quando Lena perde il controllo, distruggendo la festa cittadina e fuggendo con John e Rid nei tunnel sotto Gatlin, Ethan capisce di averla persa.

Nonostante la giovane gli abbia intimato chiaramente di non pensare più a lei, lui non può fare a meno di partire con Liv e Link alla sua ricerca. Strani incubi, che includono il capostipite dei Ravenwood e che lo tormentano da giorni, lo convincono che la ragazza sia in pericolo e che John voglia costringerla a scegliere le Tenebre. Pur non avendo nessuna traccia da seguire, i tre ragazzi scoprono con loro grande sorpresa che Ethan è in grado di trovare la direzione giusta: come gli spiega Liv, deve essere un Trovavia, ossia Colui che trova ciò che è perduto.

Sconvolto dalle tante scoperte sulla sua famiglia, Ethan si imbarca con gli amici in un’impresa folle che risulterà più pericolosa del previsto.


Autore

Kami Garcia è una scrittrice statunitense del 1972, insegnante e direttrice di gruppi di lettura per bambini. E’ una donna superstiziosa e vive in una casa piena di amuleti.

Margaret Stohl è del 1967 e ha iniziato la sua carriera come insegnante in poesia romantica.

Insieme, le due scrittrici hanno composto la serie dark fantasy “The Caster Chronicles”, che comprende “La sedicesima luna“, “La diciassettesima luna”, “La diciottesima luna” e “La diciannovesima luna”. Dal primo romanzo, che in America è divenuto subito un best seller, è stato tratto il film “Beautiful Creatures“, che non ha avuto un grosso successo. Lo spin-off che le due autrici hanno pubblicato negli Stati Uniti “Dangerous Creatures” non è ancora edito in Italia.


Recensione

Diciassette anni, diciassette lune,

Negli occhi la Luce o Tenebrose sfortune,

Oro se è sì, verde se è no,

Diciassette e poi saprò.

Siamo al secondo volume della saga scritta da Kami Garcia e Margaret Stohl, e ho di nuovo la sensazione che questa canzone mi perseguiti. Sarà che i personaggi mi sono rimasti dentro (sia quelli buoni che quelli cattivi), sarà che il mondo magico creato dalle due scrittrici è uno dei più affascinanti e originali che io abbia mai letto, sarà quell’aria ironica che serpeggia per il libro, ma anche “La diciassettesima luna” mi ha offerto tutto quello che cercavo.

Rispetto al primo romanzo questo è forse un poco più lento, almeno all’inizio. Ma credo sia perché il lettore si aspetti che Lena da un momento all’altro prenda in mano la situazione e inizi a partecipare all’azione. Stavolta invece quello della maga è un personaggio minore e dopo una breve apparizione scompare, per poi tornare nel finale. Anche se nelle prime cento pagine questo mi ha destabilizzata, ho scoperto ben presto che la storia si regge egregiamente sugli altri protagonisti. Il linguaggio è sempre molto scorrevole e piacevole, e nonostante sia scritto per un pubblico giovane, è facile restarne affascinati anche per un adulto che ami il fantasy.

La scrittura di Kami Garcia e Margaret Stohl è sempre perfettamente bilanciata, mai noiosa e ricca di citazioni. Anche questo libro è una propaganda ad alcune tra le migliori opere letterarie di sempre, dai classici alle graphic novel (“Il Dr. Jekyll e Mr. Hyde” che i ragazzi leggono a scuola; “Sandman” e “Guida galattica per autostoppisti“, che Ethan tiene sul comodino). Vengono citate frasi di personaggi storici, filosofi, pensatori di ogni epoca, che si uniscono, grazie all’entrata del personaggio di Liv, a riferimenti a opere cinematografiche o a famosi musicisti.

La piccola provincia americana è sempre al centro dell’attenzione, con le sue abitudini, le sue convinzioni spesso arretrate e bigotte e la sua incapacità ad aprirsi a tutto ciò che è diverso.

Dalle nostre parti le tradizioni erano così tradizionali che risultavano difficili da individuare. Il nostro paese ci possedeva e quello era il bello e il brutto al tempo stesso.

I personaggi vengono ulteriormente definiti, l’introspezione psicologica qui è molto più approfondita, e alcuni di loro iniziano a prendere quella forma che ci accompagnerà per tutta la quadrilogia e che già dal secondo volume è così familiare che ci sembra di conoscerli davvero. Le due autrici hanno la straordinaria capacità di creare figure concrete e appassionanti senza troppe descrizioni, affidandosi ai dialoghi e ai pensieri di Ethan. Il punto di vista infatti è sempre quello del ragazzo, che racconta solo le vicende a cui prende parte, influenzando il nostro pensiero con i suoi giudizi.

In “La diciassettesima luna” acquista maggior spessore Amma, la donna che ha cresciuto Ethan tra amuleti e offerte agli spiriti dei suoi antenati. Amma è una Veggente, straordinariamente legata a Ethan, che conosce molte più verità di quelle che abbia mai rivelato al giovane Wate.

Non ero un esperto di sentimenti, ma quelli di Amma erano rimescolati nell’impasto delle torte e non li avrebbe mai esternati. Preferiva sfornare torte, piuttosto che la verità.

Link, il migliore amico di Ethan, ottiene un ruolo principale in questa fase della storia, e si scopre essere un personaggio impossibile da non amare: la sua ingenuità, che rasenta la stupidità, e il suo enorme ego ne fanno un carattere irresistibile.

Con quel fascino poco affascinante che lo contraddistingueva riusciva a recuperare quasi ogni situazione sociale disperata.

Lena ha invece una parte minore in questa vicenda: distrutta dalla consapevolezza di aver causato la morte di Macon, non riesce a controllare i suoi poteri, che vanno aumentando di giorno in giorno. Disperata, svuotata, piena di sensi di colpa, Lena per la prima volta ha le stesse inquietudini e le stesse insicurezze di una qualsiasi ragazza, acquistando un carattere più mortale.

Il pianto era praticamente cessato ed era stato sostituito da qualcosa di peggio. Il niente. Il niente era fuorviante. Il niente era molto più difficile da descrivere, sistemare o fermare.

Infine c’è Ethan, sempre più innamorato e sempre più preoccupato per la sorte di Lena. L’allontanarsi della ragazza, insieme a una serie di fatti sconcertanti che scoprirà sulla sua famiglia, lo portano per la prima volta a vacillare. Liv, la nuova assistente di Marian, è una ragazza normale e semplice, quella che tutti vorrebbero incontrare. Eppure, nonostante la tentazione, Ethan è irrimediabilmente legato a Lena e forse non solo dall’amore; e per quanto cercherà di dimenticarla, finirà sempre per tornare da lei.

Lei era la mia destinazione. Ero sempre diretto verso Lena, anche quando non era così. Anche quando lei non era diretta verso di me.

L’amore è il grande tema di questo secondo romanzo: un amore genuino e sincero, che va oltre le differenze, oltre i problemi, persino quando questi impongono il non potersi toccare per più di qualche secondo. Ethan è disposto a tutto pur di salvare Lena, di guidarla verso la scelta giusta, anche se sa che probabilmente la perderà. E dinuovo Lena è costretta a scegliere tra Luce e Tenebre; ma la storia ci porta alla stessa considerazione del primo volume: occorre davvero scegliere tra Bene e Male o le due forze possono convivere nella stessa persona?

Sono assolutamente soddisfatta dall’aver proseguito la lettura di questa saga: è ancora oggi una delle più affascinanti che mi sia mai capitata. Al di là della storia avvincente, infatti, è uno spaccato irriverente e ironico della società americana di una certa provincia del Sud. E’ un concentrato di scelte di vita, che una volta tolta la magia, possono essere ricondotte a una esistenza normale.

Anche se nella prima parte la storia è più introspettiva e lenta, gli avvenimenti si susseguono, da metà libro, in modo incalzante, trattenendo l’attenzione del lettore e riuscendo a divertirlo e preoccuparlo allo stesso tempo. Finalmente molte delle domande che ci siamo posti ne “La sedicesima luna” qui trovano risposta, e i colpi di scena finali sono impareggiabili, così come alcune scelte narrative delle autrici. I due mondi di Ethan e Lena, che in questo capitolo continuano a sovrapporsi, sono ammalianti e irresistibili, così come le trovate di Kami Garcia e Margaret Stohl, che continuano a sorprendermi con la loro originalità e la loro inesauribile fantasia.

A questo punto attendo con impazienza di leggere il terzo volume, sicura che non mi deluderà e che Ethan, ora che ha scoperto di essere un Trovavia, sia destinato a qualcosa di più grande di una semplice esistenza a Gatlin.

Siamo destinati ai grandi, per scopi grandi e grandi fini.

Siamo destinati alla rovina, per scopi rovinosi e rovinose fini.


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