la fabbrica di cioccolato

La fabbrica di cioccolato – Roald Dahl

Titolo: La fabbrica di cioccolato

Autore: Roald Dahl

Editore: Salani

Genere: romanzo per ragazzi

Pagine: 202

Voto del Pubblico (IBS): 4,7 su 5

Prezzo: 9,40

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Trama

In una casetta davvero troppo piccola per contenerli tutti, vivono felicemente anche se in estrema povertà, Charlie Bucket, i suoi genitori, nonno Joe e nonna Josephine, nonno George e nonna Georgina. L’unico ad avere un lavoro è il signor Bucket, che sfortunatamente non riesce a sostentare adeguatamente tutta la famiglia. Così, queste sette povere anime mettono in tavola quel poco che hanno e si tengono compagnia. Charlie è solo un bambino, educato e intelligente, e avrebbe bisogno di mangiare molto di più, ma quello di cui veramente avrebbe tanta voglia è…una stecca di cioccolato! Sarà forse perché sulla strada di casa che compie ogni giorno per andare a scuola c’è la più grande fabbrica di cioccolato che si sia mai vista. E’ di proprietà del signor Willy Wonka e produce le migliori delizie del mondo, ma i suoi cancelli sono sempre chiusi e nessuno ha più visto il signor Wonka da dieci anni.

Una volta l’anno, nel giorno del suo compleanno, Charlie riceve in regalo una tavoletta di cioccolato Wonka e fa in modo che duri per giorni, assaporandola lentamente. Ma questa volta c’è una grande novità. Il signor Wonka ha appena annunciato che permetterà a cinque bambini di entrare nella fabbrica per visitarla. A scegliere i fortunati sarà il caso: cinque biglietti d’entrata, stampati su sottilissimo oro, saranno infatti inseriti in altrettante tavolette di cioccolato e sparsi per il mondo. L’eccitazione contagia anche casa Bucket: i vincitori non solo potranno varcare i cancelli della fabbrica, ma avranno una fornitura di dolciumi per tutta la vita. Anche se consapevoli che le possibilità non sono dalla loro parte, tutti sono nervosi quando Charlie scarta la sua tavoletta annuale. Vuota! Nessun biglietto d’oro. Un vero peccato, ma almeno il cioccolato lo ricompensa della delusione.

Mentre intorno a lui iniziano a saltar fuori i primi biglietti, Charlie ritenta la fortuna grazie a nonno Joe, che gli regala i suoi risparmi. Un’altra tavoletta Wonka, un’altra delusione. Manca ormai un solo biglietto e un solo giorno a disposizione. Charlie si è rassegnato, anche perché i suoi pensieri sono distratti dalla continua fame. Così, quando trova una moneta nascosta sotto la neve, decide di comprare del cioccolato per sé e portare il resto alla mamma. Quale enorme e inaspettata sorpresa quando, aprendo la tavoletta, si ritrova tra le mani il quinto biglietto d’oro! Il giorno dopo, insieme agli altri quattro vincitori, accompagnato da nonno Joe, Charlie varcherà l’entrata di un mondo fantastico e sconvolgente, che non aveva nemmeno sognato, e potrà osservare le strabilianti invenzioni del signor Wonka. Ma non tutti i bambini sono educati come lui, e i problemi all’interno della fabbrica non tarderanno a presentarsi.


Autore

Scrittore norvegese del secolo scorso, Roald Dahl ha avuto una vita difficile e alquanto sfortunata, dalla quale ha saputo trarre insegnamenti e idee per le sue storie, tutte ambientate in un mondo magico, dove i bambini sono i veri protagonisti. Arruolatosi nell’Aviazione durante la Seconda Guerra Mondiale, subì un gravissimo incidente: il suo aereo cadde nel deserto africano, dove rimase disperso per giorni, riportando fratture craniche e perdita temporanea della vista. In seguito dovette soffrire a causa delle varie malattie della moglie e dei figli, alcuni dei quali morti prematuramente, dalle quali uscirà con un immenso interesse per i bambini.

Artista difficile da trattare per le case editrici, antisemita e misogino, ha saputo parlare ai ragazzi di tutto il mondo e soprattutto ai loro genitori. Oltre a Il GGG“, “La fabbrica del cioccolato”, “Matilde e Le streghe, che sono i suoi capolavori, forse in pochi sanno che suo è il soggetto di “Gremlins” (i piccoli mostriciattoli che lo attaccarono durante lo schianto nel deserto), che scrisse originariamente per la Disney. Quando la casa produttrice lo rifiutò, i diritti d’autore furono acquistati da un fortunato e lungimirante Steven Spielberg. Tra le altre opere “Due racconti“, “Il grande ascensore di cristallo”, “Gli sporcelli“.


Recensione

Tra i primi romanzi ad essere stati scritti da Roald Dahl, e sicuramente il più famoso di tutti, grazie anche alle varie trasposizioni cinematografiche, “La fabbrica di cioccolato” ha per protagonisti bambini molto diversi da quelli a cui l’autore mi aveva abituato. Ho letto i suoi romanzi in ordine inverso, dai più recenti a quelli più datati, e ho trovato un cambiamento sostanziale nei suoi personaggi. Lo stile è qui già piacevolissimo, la scrittura scorrevole e divertente, adatta a piccoli lettori. Il linguaggio è semplice, ma colorato e avvincente; i personaggi sono già ben caratterizzati e molto strambi, cosa che tornerà in tutti i suoi libri. La fantasia strepitosa dello scrittore emerge con tutta la sua forza in questa storia divertente, spesso esilarante, dai tratti surreali e affascinanti. Ho sempre creduto che la vena fantastica di Dahl fosse unica e inesauribile, e questo primo romanzo conferma la bravura di un uomo che si è imposto, con le successive opere, tra i migliori autori per ragazzi.

Le trovate geniali e assurde che caratterizzano la sua narrativa qui sono davvero entusiasmanti. Il mondo creato da Roald Dahl ne “La fabbrica di cioccolato” è visionario e pieno di fascino, come il suo protagonista Willy Wonka: dalle numerose invenzioni che ci lasciano a bocca aperta (soprattutto perché le vorremmo tanto assaggiare!) agli operai che lavorano per la fabbrica. Chi non vorrebbe provare un Confetto senza confini? Caramella adatta ai bambini poveri, che può essere succhiata senza mai rimpicciolire. Oppure una Carta da parati leccabile al gusto frutta? O un Gelato caldo per le fredde giornate invernali? Ma credo che l’invenzione più divertente di tutto il libro siano i piccoli Umpa-Lumpa, gli abitanti di terre sconosciute che il signor Wonka ha salvato dalla fame e portato con sé in città, dando loro un lavoro.

Dunque lei saprà bene che terribile paese sia quello! Un’ininterrotta distesa di folte giungle infestate dalle più pericolose belve del mondo – policorni, sarcopedonti e i ferocissimi sfarabocchi.

A differenza del filone di romanzi successivi, in cui Dahl si impegna a descrivere bambini sottoposi alle angherie di adulti perfidi e inadeguati, in questo primo libro i suoi piccoli protagonisti sono ragazzini viziati, noiosi, saccenti e prepotenti. Figure odiose (tranne l’educatissimo Charlie) che attirano tutta la nostra antipatia, che viene ben espressa dalle canzoncine degli Umpa-Lumpa. C’è la maleducata, altezzosa e sciocca Violetta Beauregarde, campionessa di masticazione di gomma (abitudine di per sé già deprecabile!), che muove le mascelle in continuazione, generando fastidio e ribrezzo. Il capriccioso e noioso Mike Tivù, che passa le sue giornate davanti alla televisione, e non solo pretende di non essere disturbato, ma si innervosisce quando gli viene tolta troppo a lungo. La viziata, antipatica e pretenziosa Veruca Salt, i cui genitori l’hanno abituata ad avere tutto ciò che vuole nel momento stesso in cui lo chiede, insegnandole così che qualunque cosa può essere comprata col denaro.

Chi l’avrà resa così smorfiosa,

impertinente, egoista e noiosa?

Chi sono i colpevoli, i malfattori?

Ah!ah! ma è ovvio: i genitori!

E infine il grasso, ingordo, ineducato e ignorante Augustus Gloop, che si rimpinza da mattina asera, senza nessun freno.

Sei grande e grosso ed ignorante

e per la gente assai stancante.

Mangi e bevi a sazietà,

ma non ti nutri di bontà!

Ovviamente già in questo primo romanzo è aspra e severa la critica nei riguardi degli adulti, genitori scarsi e inutili che non sono capaci di dare regole ai loro figli, di crescerli secondo sani principi e nel rispetto del prossimo. La differenza con Charlie è immediata: il bambino che vive in ristrettezze e deve accontentarsi di quello che ha e la cui famiglia lo ha educato a dovere e gli ha insegnato la condivisione e il riguardo per gli altri, è di certo l’unico bambino positivo della storia. Dahl si scaglia inoltre ferocemente contro l’uso spropositato e nocivo della televisione, che secondo lui uccide il piacere di leggere e soprattutto la capacità dei bambini di creare giochi e passatempi attraverso la fantasia.

C’era una volta una grande avventura

la consuetudine alla lettura!

Tutti leggevano e il tempo volava,

e con il tempo la mente viaggiava:

paesi strani e luoghi mai visti,

malvagi, eroi, tipi buffi o tristi:

di spazio pei sogni ce n’era a iosa,

leggere era un’attività meravigliosa!

Insomma, tra bambini viziati, bambini che mangiano troppo, tra chi non riesce a staccarsi da tv e videogame e chi semplicemente è malato di maleducazione, da ridere ce n’è per tutti. E come sempre, quando leggo un libro di Roald Dahl, mi sento giudicata come adulto e genitore e ho l’impressione che le critiche siano dirette a me. Quindi ben venga una sana lettura che, oltre a farmi sorridere, mi ricordi che è mio dovere insegnare ai ragazzi la pacifica, educata e rispettosa convivenza.


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