La Fattoria degli animali – George Orwell

La Fattoria degli animali – George Orwell

Titolo: La fattoria degli animali

Autore: George Orwell

Genere: romanzo

Editore: Mondadori

Pagine: 125

Voto del Pubblico (IBS): 4,7 su 5

Prezzo: 11,50

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Trama

Nella Fattoria Padronale del Signor Jones, in Inghilterra, gli animali vivono e lavorano per il solo benessere del padrone, spesso ubriaco e poco attento alle loro necessità. Tra loro, il Vecchio Maggiore, un maiale saggio e rispettato da tutti, preannuncia l’avvento di una Rivoluzione che sovvertirà le regole di vita comune: gli animali non avranno più bisogno dell’uomo e lavoreranno solo per il soddisfacimento delle loro esigenze.

Quando il Vecchio Maggiore muore, stanchi dei soprusi e incoraggiati dalla nuova dottrina chiamata Animalismo che serpeggia ormai nella Fattoria, alcuni di loro, più intelligenti e arguti organizzano una rivolta durante la quale riescono a cacciare il fattore Jones e sua moglie e ottengono il controllo totale. “Quattro gambe buono; due gambe cattivo” è il motto della nuova società, in quella che verrà definita la Fattoria degli Animali, dove non ci saranno più differenze e tutti avranno la stessa importanza.

Felici, gli animali si prodigano per la riuscita della nuova organizzazione, ma già dopo un anno la situazione inizia lentamente a cambiare: i due maiali più capaci della fattoria si sono arrogati il compito di gestire la comunità, ma sono continuamente in disaccordo. Nella sorpresa generale, la disputa tra Napoleon e Palla di Neve termina con la cacciata di quest’ultimo, costretto a fuggire prima di essere ucciso. Fiduciosi nella buona fede di Napoleon, gli animali, increduli e sconcertati, continuano a seguire le nuove regole di vita collettiva, nonostante queste siano sempre più restrittive e rigide (sempre più ore di lavoro, razioni di cibo ridotte, privilegi solo per i maiali).

Così passano gli anni, la vita alla Fattoria si fa sempre più dura per tutti, tranne che per i maiali, che se la godono nella casa colonica sfruttando gli agi degli uomini, secondo una dittatura ormai accettata da tutti gli abitanti.

Ma la memoria è strana, e gli animali, persino quelli più vecchi che erano presenti alla Rivoluzione, non sono più sicuri di ciò che ricordano, manipolati a dovere da Clarinetto, portavoce di Napoleon. Così, mentre invecchiano patendo la fame, il freddo e il caldo, stremati dalla fatica, ma ancora fiduciosi, alcuni di loro si accorgono che i Sette Comandamenti, originariamente scritti sul muro del granaio non sono più quelli che ricordavano. Ma sarà davvero la loro memoria a fare così difetto?

TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI

MA ALCUNI SONO PIU’ UGUALI DEGLI ALTRI


Autore

George Orwell è lo pseudonimo con cui Eric Arthur Blair (1903-1950) fu scrittore, critico letterario e giornalista britannico. Oltreché opinionista e attivista politico, impegnato personalmente nelle battaglie contro i regimi dittatoriali e totalitari (da quello di Franco in Spagna, a quello di Stalin, in Russia), è famoso per due romanzi che vengono considerati ancora oggi tra le migliori prose inglesi del XX secolo. “La fattoria degli animali“, una grande allegoria politica del regime staliniano e “1984“, un distopico in cui il regime totalitario è descritto in modo così vivido da aver dato luogo all’espressione “orwelliano”. Malato di tubercolosi, Orwell morì a soli 46 anni per una complicanza della malattia.


Recensione

Leggere Orwell, ancora dopo quasi un secolo, è sempre un piacere, anche se racchiude una nota triste e negativa. Il suo stile è asciutto e duro, apprezzabile a qualunque età, facilmente comprensibile, anche se elegante. In modo diretto e schietto, con una certa ironia e senza una particolare partecipazione ai sentimenti degli animali protagonisti, Orwell descrive la società contro cui ha lottato per tutta la sua breve vita.

La fattoria degli animali” sembra una favola, ma non lo è affatto. Nasconde, nemmeno troppo bene, una critica aspra e inesorabile contro i regimi totalitari e dittatoriali, motivo per cui faticò a farlo pubblicare, in un periodo storico in cui la Gran Bretagna era alleata dei russi contro i nazifascisti. Uomo ateo e convinto comunista (l’Animalismo dell’opera ricorda molto i principi del marxismo), Orwell ha però sempre dichiarato di non condividere le scelte del governo stalinista, riportandolo in modo inclemente nel suo romanzo.

Se all’inizio hai l’impressione di leggere una favola divertente in cui gli animali protagonisti hanno tratti antropomorfi e sono capaci di parlare, leggere e usare i macchinari dell’uomo, ben presto ti accorgi dell’amarezza di fondo e dei messaggi intensi che vuole divulgare. La fiducia che gli animali della fattoria ripongono nei nuovi leader è totale ed è triste vedere come questa crolli lentamente sotto il peso della fame e delle continue vessazioni.

Solo il vecchio Benjamin diceva di sapere che le cose non erano mai state, né mai sarebbero state, né molto meglio né molto peggio: la fame, la fatica, la delusione essendo la inalterabile legge della vita.

Nonostante lo scrittore critichi apertamente qualunque regime dittatoriale, c’è in questa opera una triste disillusione nei confronti delle Rivoluzioni, che prima o poi finiscono, nel momento in cui si è raggiunto lo scopo, per modificare o tradire gli ideali iniziali. Tutti i governi, nel momento in cui raggiungono il potere, si dirigono verso il bene della classe dirigente e non del popolo, che alla fine accetta passivamente i nuovi cambiamenti.

La fattoria degli animali” è un testo fondamentale sugli scaffali di una libreria, utile a tutte le generazioni e soprattutto ai giovani, nella speranza che possano evitare gli errori commessi dalla Storia. Triste e aspro, è uno dei testi più importanti della letteratura inglese, facile da leggere ma pieno di significato.

Non lasciatevi frenare dal suo aspetto: il fatto che i suoi personaggi siano animali non significa assolutamente che sia diretto ai bambini, anzi tutt’altro. Se gli darete una possibilità scoprirete un autore unico e incisivo, piacevole da leggere, anche se alternativo. E resterete sorpresi dalla modernità delle sue convinzioni e dalla genialità di alcune sue invenzioni.


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