La guerra della Rosa Nera – Marco Olivieri

La guerra della Rosa Nera – Marco Olivieri

Titolo: La guerra della Rosa Nera

Autore: Marco Olivieri

Editore: Myth Press

Genere: fantasy

Pagine: 234

Prezzo: 16,00

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Trama

Torino, 1522. Irene ha dieci anni quando si trasferisce con la madre in una magione nel cuore della città, dove la donna lavorerà come governante. Unica bambina in quell’immensa residenza un po’ cupa, Irene passa il tempo ascoltando le fantasticherie del vecchio ubriacone Giulio, che parla di demoni, fantasmi e strani avvenimenti che si ripetono nella torre del campanile ogni dieci anni. Stregata da simili storie, il giorno fatidico si intrufola nella stanza della campana, durante un terribile temporale, ma viene scoperta dal Custode, figura misteriosa e inquietante che si aggira per la villa. Costretta a restare, Irene assiste impaurita al materializzarsi di quattro oscure figure che attendono ai cancelli d’entrata della magione. I quattro incantatori sono pronti a darsi battaglia per ottenere il titolo di Alto Magister, e la piccola sembra indissolubilmente legata a loro.

10 ANNI PRIMA. A Roma, NERO ha passato tutta la vita ad allenarsi per diventare agile e forte e poter rubare al nonno il Grimorio che gli ha visto usare solo una volta, quando ha scoperto l’esistenza della magia. Ma il vecchio Maestro si rifiuta di renderlo partecipe del suo mondo. In Umbria, REBECCA accorre in aiuto del suo Gran Maestro Ulderico, caduto in un’imboscata dei Primaevi, popolo di fauni e centauri, ma l’anziano mago è stato già ucciso e la giovane è una dei pochi superstiti, anche se le è stato rubato il sigillo magico che custodiva. Nella foresta di Mantoverde, durante il Consiglio degli Anziani, TESSA, la sciamana anziana, comunica al suo popolo di aver trovato finalmente il pendaglio di Ulderico, con il quale potrà accumulare sufficiente potere da riuscire a vincere la guerra della Rosa Nera. In Arabia, JAFAR sarebbe un ottimo divinatore e un gran mago, se solo non fosse così sicuro di sé. Già sconfitto nel precedente scontro, passa i dieci anni successivi alla ricerca di un oggetto perduto che raccoglie il potere necessario a fargli vincere il prossimo duello. Quali misteriose creature magiche nasconde il paese e cosa è la Loggia della Rosa Nera? Cosa vogliono davvero questi quattro maghi e cosa sono disposti a sacrificare per vincere la battaglia che li aspetta?


Recensione

Se amate i giochi di ruolo e magari conoscete i due da cui è stato tratto questo romanzo, sono certa che vi affascinerà dall’inizio alla fine. Se come me non avete nessuna conoscenza dell’argomento non vi preoccupate: non c’è alcuna necessità di essere esperti e potrete semplicemente godervi un bel fantasy. Io, per pura curiosità, dopo aver terminato il libro ho fatto una piccola ricerca sull’argomento e ho capito che per gli appassionati di Black Rose Wars e Nova Aetas questa storia sarà un piccolo gioiello. Dall’unione di questi due giochi, infatti, Marco Olivieri trae l’ambientazione del suo romanzo, l’ispirazione per i personaggi principali, e l’obiettivo fondamentale che inseguono. Devo dire che l’idea di trasporre un gioco da tavolo in romanzo è curiosa ma geniale e ne nasce un fantasy intrigante e affascinante. Una storia che tiene incollati alle pagine per tutto il tempo, grazie soprattutto a una scrittura scorrevole e piacevole, in grado di costruire personaggi ben delineati e calare il lettore in un mondo estremamente seducente e coinvolgente.

L’ambientazione del romanzo è un’ammaliante Italia rinascimentale: siamo agli inizi del 1500, quando la peste investe la penisola, la Santa Inquisizione gira il paese in cerca di eretici da mettere al rogo, e la povertà incombe su gran parte del regno. Su questo sfondo storico si inseriscono gli elementi fantasy: la magia è un dono di pochi, tramandata di nascosto e divisa in varie capacità a seconda dei Grimori che vengono studiati e delle attitudini dei vari maghi. I quattro protagonisti che si preparano alla battaglia per entrare nella Loggia della Rosa Nera sono infatti un Distruttore, un Divinatore, una Trasmigratrice e una Necromante. Ma maghi e streghe non sono gli unici esseri ricercati dall’esercito papale: un antico popolo di fauni e centauri si nasconde nelle foreste del centro Italia, diviso in clan e destinato a fuggire per sempre dalla ferocia dell’uomo. La prima cosa che ho notato nel romanzo è lo studio approfondito che deve esserci stato dietro; la ricostruzione storica è infatti accurata, precisa e fedele in ogni aspetto: dalle usanze ai costumi, dagli abiti alle varie vicissitudini storiche. La descrizione dei vari luoghi in cui si svolgono le vicende è talmente vivida che il lettore percepisce subito il passaggio da un luogo all’altro e si ritrova totalmente trascinato nell’ambientazione. Quello che mi è dispiaciuto, nonostante io ami le buone presentazioni, è che in alcuni tratti dove l’azione è più contenuta le descrizioni degli ambienti, molto particolareggiate, si prolungano troppo in dettagli eccessivi che rischiano di rallentare la lettura.

Un’altra cosa che ho gradito molto è stata invece la costruzione dei personaggi: sono infatti vividi, ben descritti e destano subito emozioni forti. In questo primo volume mi è sembrato di non poterli definire veramente degli eroi: molti di loro sono moralmente discutibili; per quanto mossi da buone intenzioni, cedono spesso al loro potere per raggiungere i loro scopi e si lasciano sopraffare dalla forza della magia, che se non viene contenuta, può essere distruttrice. Sarà interessante vedere la loro evoluzione durante la Guerra della Rosa Nera e spero che il prossimo volume arrivi presto. In ogni caso sono tutti e quattro personaggi forti e carismatici, fortemente determinati a raggiungere quella vittoria che permetterà loro di cambiare le cose e non accettano con facilità la sconfitta.

La resa non è un’opzione

Attraverso una serie di flashback ci vengono fornite informazioni sul loro passato tormentato e spesso doloroso, che ne ha fatto guerrieri formidabili e incantatori fuori dal comune. Mi è piaciuta molto la scelta della narrazione al contrario, che parte dal momento in cui i quattro maghi si incontrano nella famosa notte, per ripercorrere a ritroso la loro storia e capire cosa hanno dovuto sopportare per arrivare fin lì. Una caratteristica interessante della storia è l’ostilità tra gli esseri umani che praticano la magia e il popolo dei Primaevi. Hanno in comune la necessità di nascondersi dal resto dell’umanità che, come sempre, non capendo i loro poteri ne ha paura e si impegna per sradicarli dal mondo, considerandoli simboli del demonio. Eppure, nonostante questo, li troviamo in lotta tra di loro, pronti a combattersi per ottenere quel potere che potrebbe cambiare la situazione. In realtà in questo volume non viene svelato quasi nulla sulla Loggia della Rosa Nera, se non che è una congregazione arcana di incantatori la cui guida viene affidata ogni dieci anni al vincitore di un brutale scontro. Il finale ci lascia quindi con la curiosità di assistere a questo duello e scoprire finalmente qualcosa in più sulla Loggia e sul posto che avrà Irene in questa storia. Io l’ho trovato un romanzo interessante e affascinante, ben scritto e che getta le basi per un seguito promettente. Un misto di magia, duelli, battaglie cruente e segreti inconfessabili; esseri magici e potenti, addestramenti faticosi e lunghe ricerche. Quattro protagonisti che vi trascineranno in un mondo passato ricco di malia, avventura e incanto.


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