Lancillotto e i suoi compagni d’armi – Howard Pyle

Lancillotto e i suoi compagni d’armi – Howard Pyle

Titolo: Lancillotto e i suoi compagni d’armi

Autore: Howard Pyle

Editore: Fanucci

Genere: romanzo storico

Pagine: 296

Prezzo: 16,00

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Trama

Questo libro prosegue la storia di sir Lancillotto e delle memorabili imprese che compì. Del suo incontro con lady Elaine la Bella e del torneo di Astolat. Della sua fuga da Camelot in preda alla follia, e di come molti cavalieri cercarono sir Lancillotto dopo che impazzì. Segue poi un resoconto di ciò che accadde a sir Galvano, quando anche lui, insieme a sir Bors di Ganis, andò alla ricerca di sir Lancillotto. Perché i due campioni, lasciata la corte di re Artù, viaggiando insieme come compagni d’armi, vissero delle avventure che questo libro racconta con attenzione ai particolari e uno stile ricercato ma scorrevole. Continua il ciclo dedicato a re Artù e ai cavalieri della Tavola Rotonda, che termina in questo volume con la nascita di quel cavaliere che secondo la leggenda fu l’unico a ritrovare il Sacro Graal, sir Galahad.


Autore

Howard Pyle (1853-1911) è stato un illustratore e romanziere statunitense, autore soprattutto di romanzi per ragazzi. Tra le opere illustrate che lo resero famoso vi sono “Le allegre avventure di Robin Hood” e il ciclo su Re Artù che comprende “Re Artù e i suoi cavalieri“, “I cavalieri della Tavola Rotonda e “Lancillotto e i suoi compagni d’armi“. Ma più di tutto è ricordato per aver creato lo stereotipo moderno dell’abbigliamento da pirata, che ha influenzato i decenni successivi, soprattutto in ambito cinematografico.


Recensione

Terzo volume che ripercorre le gesta cavalleresche dei Cavalieri di Re Artù, “Lancillotto e i suoi compagni d’armi” si concentra questa volta sulla figura forse più nota tra tutti i compagni di Artù. Le vicende ruotano infatti intorno a sir Lancillotto del Lago, alla sua improvvisa scomparsa dovuta a una momentanea follia, e alla sua ricerca da parte di alcuni suoi compagni. Tanti sono i cavalieri della Tavola Rotonda che lasciano Camelot proponendosi di ritrovare l’amico, e molte sono le avventure che li vedranno protagonisti. Sullo sfondo, si dipana la triste vicenda del più grande cavaliere mai esistito, combattuto tra la sua devozione per la regina Ginevra e la pace e la serenità che finalmente trova insieme alla dama Elaine la Bella. Una vicenda dolorosa che segue le regole della cavalleria, che impongono l’onore prima dell’amore.

In questo volume in particolare vengono esposti con ardore da Howard Pyle nuovi temi, primo fra tutti il dovere di non giudicare mai il valore di un uomo dalle apparenze ma dalle sue gesta. Un cavaliere che affronta un’avventura in modo non consono alle regole della cavalleria resta pur sempre degno di onore e gloria, se le condizioni lo hanno costretto a quel comportamento. Altro principio che evidenzia Pyle è il dovere di ogni cavaliere di mostrarsi onorevole davanti ai più deboli, non approfittando mai della sua situazione di superiorità.

«Non sapete che tutti i cavalieri devono essere gentili e pazienti con coloro che non sono forti come loro?» Un cavaliere deve dimostrare pazienza anche quando viene offeso o deriso, se la persona è più debole.

Ma la grande protagonista di questo volume è senza dubbio la fede, che accomuna l’autore con i cavalieri di cui racconta le gesta. Anche il cavaliere più degno può peccare e cadere in errore, come accade a sir Lancillotto durante la sua vita, ma non per questo deve disperare. Se ha fede in Dio e il suo pentimento è sincero, può continuare a operare nel nome del Signore, che lo sorreggerà e lo accompagnerà nelle opere future. La Fede come salvezza diviene quindi fondamentale per l’uomo, a dimostrazione della grande bontà del Signore che perdona i peccati a chi desidera ardentemente la redenzione.

ogni uomo può compiere il peccato e farlo ancora, e tuttavia restare opera di Dio, e lui rimarrà sempre il suo sostegno, per aiutarlo in ogni nuovo sforzo di rettitudine. Anche se avete peccato, restate una creazione di Dio e potete ancora compiere la sua volontà nel mondo in cui vi ha mandato.

Tante avventure anche in questo capitolo, che ci mostra finalmente la storia personale di sir Lancillotto unendola a quella della regina Ginevra e che, per la prima volta, introduce quello che sarà considerato il più valoroso dei cavalieri della Tavola Rotonda, colui che riporterà il Santo Graal nel mondo degli uomini, sir Galahad. Per quanto riguarda lo stile ripeto ciò che ho già detto nei primi due volumi: Pyle risente della sua epoca e crea un’opera in alcuni tratti didascalica che non permette di affezionarsi troppo ai protagonisti. E’ invece indubbia la sua arte nel descrivere duelli e tornei. Se le vicende della Tavola Rotonda vi appassionano, di certo sir Howard Pyle ha riunito le migliori informazioni tramandate nei secoli per creare un’opera completa e affascinante.


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