L’aroma della delicatezza – Virginia Bernardis

L’aroma della delicatezza – Virginia Bernardis

Titolo: L’aroma della delicatezza

Autore: Virginia Bernardis

Editore: Bookabook

Genere: romanzo

Pagine: 179

Prezzo: 13,00

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Trama

Gabriele ha 17 anni, è un ragazzo tranquillo che non ama essere al centro dell’attenzione; ha difficoltà a esprimere i suoi sentimenti e si sente circondato da persone diverse da lui, non vere, che seguono dei canoni standard imposti dalla società. La mattina in cui i suoi occhi si poseranno su Camilla, Gabriele avrà la sensazione di aver incrociato finalmente qualcuno come lui. Camilla ha 18 anni, vive in punta di piedi, si muove silenziosa, come tutta la sua esistenza. Guarda il mondo con timore ed è nascosta da una corazza impenetrabile fatta di silenzi. Quando il professore che li accoppia nella ricerca scolastica gli rivelerà la triste verità, Gabriele si troverà davanti un ostacolo difficile da comprendere e da gestire. Eppure, nonostante questo, i due ragazzi cercheranno un modo per comunicare in mezzo al frastuono della vita, attraverso i silenzi di Camilla e le necessità di Gabriele, arrivando a creare un rapporto delicato e fragile, ma sincero, che li cambierà per sempre.


Autore

Virginia Bernardis è una giovane scrittrice italiana al suo romanzo d’esordio. Dopo la maturità classica prosegue la sua formazione presso la Facoltà di Lettere alla Scuola Superiore dell’Università degli Studi di Udine.


Recensione

“L’aroma della delicatezza” è il romanzo d’esordio di questa giovane scrittrice che colpisce immediatamente per la peculiarità della scrittura, oltre che per la storia dolce e delicata. Lo stile di Virginia Bernardis è estremamente ricercato e profondo; un linguaggio elegante che in alcuni passi si fa quasi poetico. E’ una scrittura che evoca gli stati d’animo dei protagonisti e i loro ragionamenti. Tutto ruota attorno alla costruzione dei due personaggi principali, Gabriele e Camilla, tanto diversi ma anche simili nei loro comportamenti, seppure per motivi differenti. Gabriele è un ragazzo che vive un senso di inadeguatezza, una persona che non si espone mai, che lascia le iniziative agli altri; un fine osservatore della realtà che lo circonda, nella quale cerca disperatamente qualcuno che gli somigli, che non si conformi alle regole come i suoi compagni. Tutti gli sembrano uguali, non originali, e ritrovarsi nella normalità a lui risulta impossibile.

Erano tutti così maledettamente simili tra di loro da sembrare appartenenti a categorie standard, facili da inscatolare in un cofanetto di pregiudizi. Nessuno brillava di luce propria, tutti erano dipendenti da schemi di bellezza intrisi di luoghi comuni e dicerie.

Camilla è un’apparizione nella vita, una ragazza profondamente segnata dal passato e da un evento traumatico che le impedisce di vivere un’esistenza normale, impossibilitata a gestire i suoni, i rumori, le risate quotidiane che per lei sono dolore e mancanza.

Quella ragazza avvolta nel silenzio, un involucro troppo spesso per essere penetrato, continuava a tacere, emanando qualcosa di catalizzante e terribile allo stesso tempo, come un cielo plumbeo che annuncia catastrofi, eppure bellissimo.

Quando si scontrano per la prima volta, in quell’aula universitaria che cambierà la loro vita, Gabriele e Camilla si riconoscono nel silenzio che non giudica, e negli sguardi interessati che non chiedono altro se non potersi incrociare. Scoprire che Camilla ha scelto il silenzio alle parole è per Gabriele una scossa che lo riscuote dal suo torpore: lui che è sempre stato ai margini della vita, non impegnandosi mai in nessun progetto importante, decide che Camilla vale la pena di essere compresa e forse aiutata. Finché il compito non diviene così gravoso da farlo dubitare, perché quel rumore, che per lui è vita stessa, è difficile da tenere fuori dalla porta.

Gli sembrava di essersi inserito in una vita altrui troppo complicata, sentendosi prigioniero in un ruolo eroico che aveva scelto, ma che non voleva più ricoprire.

Ma il rapporto che nasce tra i due è così delicato e intimo, pur con le sue difficoltà, che i due ragazzi riescono a ritrovarsi anche dopo settimane di assenza. Gabriele è infatti l’unico che è riuscito a entrare nei silenzi della ragazza, a oltrepassare quel muro che ha tirato su perché osservare gli altri che vivono le è insopportabile, dopo la tragedia che le è capitata. Questo a dimostrazione di come sia difficile per l’essere umano farsi carico dei problemi altrui, quando questi sono davvero limitanti. E’ fin troppo facile per tutti quelli che conoscono Camilla ignorarla, aspettando che il dolore passi da solo e che lei decida di tornare a vivere. Tutti intorno a lei si spostano, lasciandole spazio, ma anche, in fondo, lasciandola sola con se stessa.

Incompresa e dimenticata. Perduta nella negazione della parola. Un’ombra che si muoveva tra piccole fiammelle. Nessuno che si fermasse più di qualche minuto con lei, tutti sempre così impazienti, e non disposti ad aspettare la forma scritta della sua anima.

L’aroma della delicatezza” è la storia di un rapporto delicatissimo, prezioso e fragile al tempo stesso, che si instaura fra due anime diverse. La storia di un dolore e di un malessere che nessuno riesce a comprendere e accettare, perché è troppo complicato. Solo Gabriele avrà la pazienza e la voglia di ascoltare le parole che si nascondono all’interno del silenzio di Camilla. E la ragazza finalmente avrà qualcuno che riesce a convivere con la sua mancanza di rumore.

Devo dire che in alcuni tratti ho faticato a seguire i pensieri dell’autrice: ho trovato la narrazione di alcuni paragrafi rallentata dall’introspezione psicologica dei personaggi e dall’osservazione minuta dell’esistenza umana. Questo breve romanzo, infatti, non è solo una finestra su due anime, Gabriele e Camilla, ma un tentativo di sondare la vita stessa e il modo in cui ti porta a fare determinate scelte e uno studio dell’interazione tra esseri umani. Un racconto profondo e toccante che vi lascerà un sorriso dentro, pensando a quello che questi due ragazzi sono riusciti a fare l’uno per l’altra.

La faceva sentire come se parlasse.

Lo faceva sentire come se fosse privo di parole.

La scrittura di Virginia Bernardis è delicata come la sua storia, ma potente. Se ho avvertito una pecca, quindi, è solo il carattere un po’ acerbo dello stile, che credo sia normale essendo il suo romanzo d’esordio. Ma resta comunque un racconto piacevole, adatto a qualunque età e a ogni genere di lettore e che consiglio vivamente.


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