L’elogio del caos – Francesca Biasone

L’elogio del caos – Francesca Biasone

Titolo: L’elogio del caos

Autore: Francesca Biasone

Editore: Bookabook

Genere: romanzo

Pagine: 234

Prezzo: 14,00

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Trama

Flavia frequenta l’università, in quella grande capitale frenetica, affascinante e caotica che è Roma. Vive in un appartamento in affitto con altre coinquiline, ha una relazione stabile con Lorenzo da sei mesi, e si sorprende ogni volta di quanto sia stata fortunata a trovare un bravo ragazzo come lui. Eppure ogni notte, quando si lascia trasportare dagli eccessi della vita romana, fatta di pub, alcool, cene con gli amici che si trasformano in nottate brave dalle quali si sveglia stordita ma soddisfatta, non pensa mai a Lorenzo. Lui infatti studia e lavora, e la sera è troppo stanco per uscire. Così, quando si ritrova nell’ennesimo locale, a bere in compagnia di nuovi amici che le sono stati appena presentati, non riesce a trattenersi dall’ammirare quell’uomo magnetico e affascinante che la riporta a casa dopo l’ennesima sbronza. Da quella volta, Flavia e Matteo si incontreranno ancora nelle notti romane e la loro attrazione sarà irresistibile.

Flavia non ha mai provato emozioni simili, neppure con Lorenzo: Matteo la fa sentire desiderata, bella, sensuale. Dopo la prima notte passata insieme, a casa di lui, Flavia non ha il coraggio di continuare la relazione con il fidanzato e lo trascina verso la rottura. Ora che potrebbe essere libera di dedicarsi completamente a Matteo, che è insofferente del suo stato di amante, Flavia preferisce tenere per sé il segreto. Glielo dirà più avanti, quando sarà sicura che per l’uomo non sia tutto un gioco. Vuole certezze, vuole tirare la corda, vuole sentirsi desiderata. Ma quanto tempo abbiamo per raccontare le nostre verità prima che gli altri si stanchino di noi? Cosa frena davvero Flavia, ora che è libera di costruire un rapporto che sembra così potente?


Autore

Francesca Biasone è una giovane scrittrice italiana laureata in Lettere classiche e Farmacia. “L’elogio del caos” è il suo romanzo d’esordio.


Recensione

Il romanzo di Francesca Biasone è la storia di un’occasione mancata: un amore scivolato tra le dita, non per colpa del destino o delle circostanze, ma per l’incapacità della protagonista di trattenerlo. Dopo un incontro fortuito con una persona del suo passato, Flavia, ormai trentenne, ricorda in una serie di flashback gli anni dell’università, quando visse la sua storia d’amore più profonda e più tormentata. All’inizio ho avuto difficoltà a prendere confidenza sia con la scrittura che con la protagonista: l’autrice è molto introspettiva, a volte quasi poetica, quando lascia che Flavia esponga in prima persona i suoi pensieri e le sue sensazioni. Lo stile è piacevole ma molto descrittivo, e all’inizio ho faticato a entrare in sintonia col personaggio, nonostante questa caratteristica divenga invece apprezzabile quando ci mostra una Roma di vent’anni fa, con la sua vita notturna, i ritrovi tipici della capitale, i luoghi più frequentati dai ragazzi, soprattutto universitari, e il fascino della sua eterna bellezza. Il modo in cui dipinge la capitale è preciso e affascinante, e riesce a cogliere il caos di una città che vive e scalpita. Su questo sfondo già abbastanza sregolato si intromette la vita di Flavia, ventenne che ama divertirsi, fare mattina con gli amici, bere fino a non ricordarsi il suo nome, svegliarsi con gli occhi gonfi e iniziare una nuova giornata di studio. Non posso dire che la protagonista sia un personaggio negativo, anzi è una brava ragazza che studia con passione e persegue il suo scopo. Ma è anche vero che si lascia spesso trasportare da una vita di eccessi, tipici sicuramente di quell’età, ma ai quali lei non riesce a mettere un freno. Ho avuto la sensazione, fin da subito, di trovarmi davanti una persona molto complessa e soprattutto piena di incertezze e insicurezze.

Fuori da quella stanza trafitta dal sole c’era il caos. Gli albori del nuovo millennio annunciavano instabilità e angoscia. Io ero quasi indifferente, il caos nasceva solo dentro di me.

La decisione di lasciare il suo fidanzato per la nuova avventura con Matteo è stata immediata, a dimostrazione della sincerità del nuovo sentimento e della volontà di non far soffrire Lorenzo. Flavia non vuole portare avanti due relazioni e nel momento in cui i suoi occhi si posano su Matteo, capisce di non poter fingere un sentimento che non prova più.

Avevo disarcionato un principe e demolito un castello dove sarei stata la regina.. La nuova strada era indeterminata, appannata, ma era l’unica strada percorribile.

Eppure, per quanto senta che non può fare a meno di lasciarsi trasportare da questo nuovo sentimento, Flavia tiene per sé l’informazione: quel piccolo, insignificante cambiamento, la ritrovata libertà, la spaventa così tanto che decide di nasconderlo, almeno per un po’. Lo dirà a Matteo quando sarà il momento. C’è ancora tempo.

Le informazioni sono valide e interessanti solo se comunicate nel momento in cui si verificano, quando hanno il potere di incidere sulla realtà, altrimenti sono carta straccia, utile appena per incartare il pane.

Ma c’è davvero questo tempo? In un susseguirsi di flashback viviamo i ricordi di Flavia lungo un intero anno: la passione tra lei e Matteo che aumenta e si fa sentimento; l’amore che inizia a travolgerla e diventa insostituibile; il bisogno che ha di quell’uomo nella sua vita. Nonostante questo, la paura continua a impedirle di esporsi e accettare quel sentimento così profondo che si sta creando. Forse ha solo timore che tutto finisca; forse è immaturità; forse è un desiderio incontrollabile di sentirsi libera, di poter scegliere, di avere il controllo della propria vita. A volte però la paura rischia di aprire una crepa tra noi e le persone che amiamo, soprattutto se loro sono pronte a una relazione più profonda. Attraverso il racconto di Flavia la accompagneremo verso il baratro, il caos della sua mente e della sua anima, verso la comprensione che non sempre i rapporti si possono aggiustare.

Indietro non si torna mai, in questa vita si può solo stare fermi o andare avanti.

Alla fine tutto si concentra in un’incontrollabile paura del futuro: Flavia è un ventenne che riesce a vedersi solo nel presente, perché pensare al futuro mette troppa paura, implica avere delle aspettative che potrebbero non essere soddisfatte. Amare, in quel momento della sua vita, per la ragazza significa rischiare di perdere tutto, perché Matteo potrebbe stancarsi di lei e spezzarle il cuore. “L’elogio del caos” è un romanzo profondo e intenso, che racchiude paure insite nell’essere umano, con le quali prima o poi tutti dobbiamo fare i conti. E’ un’introspezione chiara e toccante di un animo perso nel caos dei suoi sentimenti, con un finale che mi ha colta di sorpresa e strappato una lacrima. E’ stata una lettura piacevole, che credo si adatti a qualunque tipo di lettore.


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