House of Frank – Kay Sinclaire

Titolo: House of Frank
Autore: Kay Sinclaire
Editore: Mondadori
Genere: fantasy
Pagine: 372
Prezzo: 20,00
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Trama libro
Dopo due anni dalla morte della sorella Fiona, la strega Saika è pronta a eseguirne le ultime volontà e a portare i suoi resti ad Ash Gardens. Quando giunge al santuario, perennemente battuto dalla pioggia, viene accolta dal suo proprietario, amante dei cardigan fatti a maglia, un’enorme bestia mitologica di nome Frank, che le offre di fermarsi qualche tempo nella tenuta. Sopraffatta dal dolore, Saika accetta, anche perché ciò significa poter rimandare l’ultimo addio alla sorella. Ma per dare una mano a Frank e agli altri abitanti della casa deve fingere di possedere ancora i propri poteri, svaniti alla morte di Fiona, limitandosi a lanciare piccoli incantesimi grazie a un frammento di stella cadente. Col tempo, Saika impara a conoscere meglio Frank, la casa decrepita di Ash Gardens e i singolari personaggi che la popolano, tra cui due litigiosi gemelli cherubini, un fantasma muto, una fata della luce, un elfo irascibile e una snervante strega a metà. Pian piano, imparerà di nuovo cosa significhi amare ed essere amata e come far convivere dentro di sé la gioia e il dolore.
Recensione libro
Quando hanno coniato l’espressione “cosy fantasy” credo avessero in mente quei libri che ti avvolgono con la loro dolcezza, che ti scaldano il cuore come una coperta soffice, che ti fanno sorridere e ti accarezzano l’anima con le loro storie, e che soprattutto ti fanno sentire a casa. Ecco, prima di iniziare la lettura di “House of Frank” in molti mi avevano avvertito che questo libro sarebbe stato differente. Sapevo che, nonostante i buoni sentimenti, nonostante il calore che riceve la protagonista da questa nuova, stravagante famiglia di cui entra a far parte, sull’intera storia avrebbe aleggiato la tristezza della perdita, il dolore del lutto e la difficoltà dell’accettazione. E allora perché a metà libro ero così sopraffatta dalle emozioni che ho dovuto interrompere la lettura più volte, fermarmi a prendere aria perché avevo smesso di respirare, asciugare le lacrime che non volevano saperne di restare al loro posto? Forse perché quello che non mi aspettavo era l’enormità dell’amore che Saika prova per la sorella che ha perso. Sono stata travolta dall’impossibilità della strega di lasciare andare Fiona, dall’entità delle scelte fatte per mantenerla viva, dalla caparbietà con cui il ricordo della sorella resta impresso nella mente della giovane strega.
Devo avvertirvi di due cose prima che decidiate di comprarlo, perché ho idea che sarà un libro divisivo: ci sarà chi lo amerà alla follia, come me, e chi lo riterrà solo una dolce storiella. La scrittura è molto semplice; mi verrebbe da dire che è uno Young Adult, anche se onestamente credo possa essere apprezzato da tutti. Il fatto che sia proprio Sai in prima persona a raccontare la storia, al presente, offre ai lettori un’esperienza intima e toccante: in pochi capitoli i sentimenti della strega divengono i tuoi, il suo dolore e la sua rabbia ti contagiano e non puoi semplicemente chiuderli fuori. Ma è anche vero che un tema così serio può influire in modo diverso sui vari lettori e creare maggiore empatia con chi ha subito una perdita nella sua vita. Ma la scrittura della Sinclaire è anche piena di umorismo, oltre che delicata e ricca di dolcezza. L’altra avvertenza è che non troverete una storia piena di azione: è un romanzo intimo, introspettivo, che si fonda sulle emozioni dei vari protagonisti e sul loro modo personale di accettare il lutto. Il dolore di Saika è evidente fin dall’inizio; al contrario, pagina dopo pagina scopri quali sono i motivi che hanno portato le altre strambe, adorabili e a volte fastidiose creature ad Ash Gardens. Ognuno di loro ha un passato con il quale deve fare i conti e Frank, il proprietario dell’arboreto magico, è sempre lì ad accogliere tutti. Saika arriva a casa di Frank dopo due anni di vagabondaggio, ormai sola e intristita. Ha deciso di rispettare finalmente il volere della sorella, che le ha chiesto di portare le sue ceneri all’arboreto di cui ha sentito parlare; ma quando arriva, la strega capisce che non è pronta a lasciarla andare.
«Devi piantumarle» mi corregge Evette. «Come si pianta un seme. E dalle ceneri sorgerà una cosa bella.»
Immagine commovente, che, però, fa riemergere quella di te che mi passi il volantino sul letto di morte. Portami qui, Sai, mi hai detto. Non condannarmi all’oblio spargendomi al vento. Voglio essere piantumata. Voglio trasformarmi in una cosa bella.
Ad Ash Gardens tutti i vari, stravaganti amici che trova (elfi, fate, cherubini, fantasmi) vorrebbero aiutarla. Ma Sai vuole davvero essere aiutata? O non preferisce forse crogiolarsi nel suo dolore, tenerlo stretto, come se lasciarlo andare volesse dire dimenticare la sorella morta? Come può andare avanti insieme al resto del mondo, se la sua vita gira ancora attorno al ricordo di Fiona?
Sto bene. Posso seppellirti quando voglio, Fi. Me ne vado. Troverò qualcos’altro per spegnere questo dolore che sento nel cuore da quando mi hai lasciata. Poi, dietro la porta chiusa, scoppio in singhiozzi. Ho il cuore fradicio di lacrime, così pesante che mi sembra di non riuscire a respirare.
Più giorni passa ad Ash Garden più Saika si sente legata ai suoi inquilini e a quel curioso lavoro a cui hanno deciso di dedicarsi: aiutare le famiglie dei defunti ad andare avanti, creando qualcosa di bello. E quando capirà che dietro la corazza di Frank c’è un dolore grande quanto il suo, che sta mettendo in pericolo la casa, Saika sceglierà di aiutare questa nuova famiglia a cui si è affezionata. In “House of Frank” c’è una forte componente queer e una lieve storia d’amore, che non è l’elemento centrale del romanzo, ma lo rende ancora più dolce. Ci sono così tante emozioni, in queste pagine, che vi sembrerà che il vostro cuore non possa contenerle tutte. Non è un libro che cerca risposte; non ha la formula magica per superare un lutto così grande; ma tra le sue pagine troverete appoggio, amicizia, cura per gli altri, e forse, alla fine, vi risulterà più facile pensare a chi avete perduto con amore, invece che con il solito dolore che si infiltra nel cuore e lo strappa con violenza.
La verità è che io e te non saremo mai due cose distinte e separate, Fi. Tu consumi i miei pensieri. La tua assenza dà forma e colore al mio mondo. I ricordi che ho di te sono intrecciati al mio agire.


