Il paradosso di Schrödinger – Serena Fabbri

Il paradosso di Schrödinger – Serena Fabbri

libro

Titolo: Il paradosso di Schrödinger

Autore: Serena Fabbri

Editore: Self Publishing

Genere: romanzo

Pagine: 393

Prezzo: 22,90


Trama libro

Clara Alinari, 44 anni, odontotecnica, sposata e madre di 2 figli, vive intrappolata tra urgenze continue, clienti invadenti e la paura costante di deludere. L’iscrizione a un corso di formazione cambia la traiettoria: lì incontra Lorenzo Ferri, 38 anni, formatore dal metodo essenziale e dallo sguardo capace di vedere oltre le apparenze. Tra i due nasce una sintonia silenziosa che non diventa mai infedeltà, ma che spinge Clara a guardare sé stessa con occhi nuovi. Mentre cresce professionalmente, il suo matrimonio con Giacomo entra in una fase delicata: tensioni, distanze, tentativi di ritrovarsi. Clara impara a dire “no”, a proteggere il proprio tempo, a riorganizzare vita e lavoro.Il percorso con Lorenzo le offre strumenti, non soluzioni. La scelta finale è sua: non fugge, non idealizza. Resta dove sente verità.E scopre che il coraggio non elimina la paura: le dà un posto.


Recensione libro

Se vi accostate al romanzo di Serena Fabbri pensando di trovarvi di fronte a una semplice storia sentimentale, vi sbagliate. Il sentimento più profondo raccontato dall’autrice non è quello rivolto a un’altra persona, ma quello verso se stessi. È proprio questa forma di amore che Clara, la protagonista, deve imparare a ritrovare, per poter scegliere la vita più giusta per lei. È un romanzo davvero particolare, diverso dal solito, anche e prima di tutto nella scrittura. Ho trovato uno stile semplice e asciutto, schietto, che non mette in piazza in modo drammatico le emozioni, ma le studia, le analizza, le scandaglia in modo pacato ma profondo. Quando Clara inizia il corso di formazione, per dare una spinta al suo laboratorio, è una donna che sa di avere tutto quello che desidera: un marito che ama, due figli e il lavoro dei suoi sogni. Eppure avverte che le manca qualcosa, che pur essendo brava ad aggiustare le fratture degli altri, non si è mai chiesta quali sono le sue.

Clara è una di quelle donne che tengono in piedi tutto con forza e caparbietà, ma che alla fine si ritrovano stanche di essere sempre quelle forti. L’incontro con Lorenzo, il formatore, sarà di quelli che cambiano la vita. Lorenzo ha la capacità di vederla davvero e di indirizzare i suoi desideri e le sue necessità con poche parole, semplici ma precise. Un suo incoraggiamento ha per Clara un valore immenso, ogni riconoscimento dei suoi progressi è la testimonianza della sua attenzione nei confronti della donna. Lorenzo che è capace di darle forza con un semplice “brava”, con un sorriso pacato che significa “sono qui, ti vedo e ti appoggio”. La semplicità con cui nasce il rapporto tra i due protagonisti si riflette in una scrittura che appare quasi il diario personale di Clara, in cui la donna annota ogni piccola scoperta su se stessa. Le considerazioni personali si alternano alla messaggistica che sarà sullo sfondo dell’intero romanzo e che costituisce per lungo tempo l’elemento base del rapporto tra Clara e Lorenzo, entrambi sposati, ma allo stesso tempo due anime affini che si rispecchiano e si ritrovano a parlare lo stesso linguaggio. Attraverso gli anni, con gli occhi di Lorenzo, Clara inizia a guardare il suo lavoro e se stessa in modo diverso, e si rende conto che nella vita e nel lavoro non bastano l’impegno e il tempo che vi dedichi, se non sai davvero verso cosa stai correndo.

«Vi capita mai di lavorare tanto ma non avanzare? Spesso non è mancanza d’impegno ma di direzione. Non serve correre: basta sapere dove andare»

Nel momento in cui Clara inizia a cambiare, a crescere, a essere consapevole dei suoi obiettivi, il rapporto con il marito si incrina; la sua ricerca di se stessa sembra una fuga, un’assenza dalla quotidianità e dalla famiglia.

Clara avrebbe voluto spiegargli che non si trattava di fuggire, ma di ritrovarsi.

Uno dei messaggi che più mi hanno toccato leggendo la storia di Clara, che può essere quella di tutti, è che troppo spesso ci convinciamo che per migliorare la nostra vita personale o lavorativa dobbiamo mostrarci forti e non avere paura. Ma quella stessa paura che vorremmo schiacciare è in realtà una parte fondamentale del nostro essere: possiamo permetterci di tremare, di essere agitati e insicuri, purché abbiamo un’idea chiara di dove vogliamo andare e della strada che vogliamo seguire, nonostante la paura.

Il coraggio non toglie la paura. Le dà un posto. E poi ti chiede: «Ora, con me, vuoi andare avanti?»

Lo stesso coraggio serve a Clara per definire il rapporto con Lorenzo e capire che posto ha nella sua vita. Mi è piaciuto moltissimo il paragone con il gatto di Schrödinger: finché il sentimento è rinchiuso nella scatola, esiste e non esiste allo stesso tempo. Clara non deve scegliere, non deve preoccuparsi, ma solo viverlo, immaginarlo, pensarlo. Ma in quella scatola può esserci un gatto, un sentimento oppure un sogno: è rassicurante non guardarlo in faccia e non essere obbligati ad affrontarlo. Nel momento in cui apri la scatola e lo osservi sei costretto a fare delle scelte, e ognuna è faticosa, paurosa e potenzialmente pericolosa. Ed è solo nel momento in cui Clara capirà davvero che paura e coraggio camminano insieme, per costruire la nostra vita, che deciderà di aprire quella scatola, e scegliere uno solo dei possibili futuri invece di osservarli tutti come spettatrice. “Il paradosso di Schrödinger” è una storia di rinascita, di crescita personale. Una storia che parla di una donna che deve accogliere tutte le sue paure e accettarle, per mostrarsi per quello che è realmente e mettere un punto nella sua vita. Per fermarsi e scegliere una via, non quella facile, ma quella che la fa stare bene. È una lettura delicata ma potente, che non ti scuote con evidenza ma ti sfiora piano e poi resta, costringendoti a chiederti se stai vivendo la vita che ti somiglia davvero o se è arrivato il momento di fermarti, respirare e riallinearti alla strada che ti rende felice.