Il ragazzo del futuro – Michael J. Fox

Il ragazzo del futuro – Michael J. Fox

libro

Titolo: Il ragazzo del futuro

Autore: Michael J. Fox

Editore: Tea

Genere: biografia

Pagine: 192

Prezzo: 18,00


Trama libro

All’inizio del 1985, Michael J. Fox era già una delle star più amate della televisione americana grazie alla celebre sitcom Casa Keaton. Ma la sua carriera stava per compiere un salto straordinario grazie a un’occasione irripetibile. La produzione di un film d’avventura sui viaggi nel tempo, Ritorno al futuro, stava attraversando una fase critica, finché il regista Robert Zemeckis e il produttore Steven Spielberg non presero una decisione drastica: sostituire l’attore protagonista e affidare proprio a Michael J. Fox il ruolo di Marty McFly.
Da quel momento, la sua vita divenne un tour de force senza precedenti: di giorno sul set di Casa Keaton, di notte su quello di Ritorno al futuro. Per mesi, ogni giornata fu un vero e proprio viaggio nel continuum spazio-temporale, passando da un personaggio all’altro, da una storia all’altra. Così, la sfacciataggine di Alex, il carisma di Marty e il talento comico di Michael si fusero in un mix unico, destinato a entrare nella storia del cinema e della televisione. Il ragazzo del futuro intreccia il racconto in prima persona di Michael J. Fox con testimonianze inedite degli altri membri del cast e della troupe che resero possibile questa incredibile impresa creativa. Il risultato è un memoir emozionante e irresistibile, ricco di aneddoti e arricchito da 60 fotografie mai viste prima, che celebra la storia straordinaria – e vera – di uno dei film più amati di sempre.


Recensione libro

Quando ho visto questo libro, ho capito subito che lo avrei amato. Sono cresciuta negli anni ’80, e la trilogia di Ritorno al futuro ha accompagnato tutta la mia adolescenza. Lo amavo allora e lo amo ancora oggi, perché continuo a pensare che sia uno dei film più geniali mai realizzati: una di quelle opere che non conoscono il tempo. Ero curiosa di scoprire qualche retroscena del film, ma Michael J. Fox ha superato ogni mia aspettativa. Il suo racconto è ironico, autentico e, in alcuni passaggi, persino commovente, almeno per me che mi rivedo ragazzina a guardare il film a ripetizione.
La prima rivelazione che mi ha lasciata senza parole è stata scoprire che Michael non fu la prima scelta per interpretare Marty McFly. Per ben sei settimane, Spielberg e Zemeckis girarono una grande quantità di scene con Eric Stoltz nel ruolo principale, per poi rendersi conto che quella versione del personaggio (troppo cupa, troppo seria) non funzionava. E così, dopo mille difficoltà, la parte arrivò finalmente a Michael, che Zemeckis aveva voluto fin dall’inizio, ma che il produttore di Casa Keaton gli aveva negato.

All’epoca, infatti, Fox era già impegnato sul set della celebre sitcom, e riuscire a portare avanti due progetti così impegnativi non fu semplice. Alla fine, quel ragazzo canadese, squattrinato e pieno di sogni, si ritrovò a essere il protagonista di una produzione firmata Zemeckis. Probabilmente, il suo spirito da sitcom fu proprio ciò che salvò il film, o perlomeno questo è quello che pensano tutti. L’energia comica, le battute improvvisate, le espressioni esagerate (tutto ciò che in televisione era quotidiano) conquistarono il regista e il cast, dando vita a un personaggio indimenticabile. Certo, le giornate di Michael erano massacranti: di giorno Alex, di notte Marty, con appena quattro ore di sonno e una troupe costretta a cambiare orari per adattarsi ai suoi ritmi. Pensate che ogni notte, alla fine delle riprese, il suo autista personale lo trascinava letteralmente a letto, svegliandolo la mattina con il caffè in mano.

Per tre lunghi anni ho dovuto vivere tre vite in una: quella di Alex, quella di Marty e quella di Michael, ovvero la mia. Ce n’erano almeno due di troppo. Almeno una delle tre avrebbe dovuto essere sacrificata. Michael ne ha fatto le spese. Mi ci sono voluti quasi quarant’anni per mettere insieme i pezzi.

Ma quella fatica fu ripagata: il successo esplose, e con esso, finalmente, la fiducia in se stesso. Proprio per lui che, fino a poco tempo prima, veniva considerato “troppo basso” e “non abbastanza bello” per fare strada a Hollywood.
E’ rimasta famosa la frase del presidente della NBC che, all’epoca di Casa Keaton, dichiarò che Michael non aveva una faccia di quelle che finiscono su un poster. Beh, eccoci nel 2025, e nella camera di mia figlia sedicenne c’è un grande poster di Ritorno al futuro. Michael si è preso la sua rivincita.

Ed eccomi lì nella stessa stanza con le potenze di Hollywood. E se non avessi dovuto sfondare nel ruolo di Marty McFly, avrei almeno potuto dirmi che mi ero schiantato recitando in un film di Steven Spielberg.

Il libro è una miniera di aneddoti, curiosità, interviste e memorie di un periodo irripetibile. Si ride, ci si emoziona e, soprattutto, si rivive quell’atmosfera magica che ha reso Ritorno al futuro un cult senza tempo. Un volume imperdibile per ogni fan, ancora di più in questo anno speciale in cui celebriamo il quarantesimo anniversario del film. Come ciliegina sulla torta, le 60 foto inedite a fine libro ci regalano uno sguardo unico su un film che puntava in alto ma che raggiunse vette che nemmeno i produttori avrebbero mai immaginato. E chi ha un po’ di DeLorean nel cuore continua a sognare che con un po’ di coraggio e 88 miglia orarie si possa cambiare il proprio futuro.