La rotta delle stelle – Cristina Caboni

La rotta delle stelle – Cristina Caboni

libro

Titolo: La rotta delle stelle

Autore: Cristina Caboni

Editore: Garzanti

Genere: romanzo

Pagine: 272

Prezzo: 18,00


Trama libro

Marigold resta immobile a guardare il mare che luccica sotto la luce dorata dell’alba. Non avrebbe mai pensato di trovarsi lì. Solo poco tempo prima, danzava sul palcoscenico dei teatri più famosi del mondo. Era il suo destino. Fino al giorno in cui un infortunio ha posto fine a tutto. Senza certezze, si è rifugiata in Sicilia dall’unica persona che può chiamare famiglia: un anziano zio. In quell’isola meravigliosa, però, Marigold si sente fuori posto. È ancora troppo forte il ricordo della vita che ha perduto. Eppure, a poco a poco, qualcosa riesce a fare breccia nel suo cuore. Ci sono le amiche con cui inizia a camminare nei meravigliosi dintorni del paese e che la fanno sentire meno sola; c’è un uomo che ascolta il canto delle balene e le fa vibrare l’anima; c’è il suono di una vecchia campana che proviene dal mare e che lei sola sembra in grado di udire. È come un richiamo, ma è anche un balsamo per le sue ferite. Quello che Marigold non può immaginare è che sia legato a segreti che la sua famiglia custodisce gelosamente. Suo malgrado, si trova coinvolta in una ricerca che la spinge a interrogarsi sul senso dell’appartenenza. Sul peso dei pregiudizi. Sul significato del passato quando è una trappola che costringe all’immobilità. E mentre il sole si alza e il mare riflette i primi bagliori del mattino, Marigold prova a fare pace con i fantasmi suoi e della sua famiglia. Perché per non sentirsi soli bisogna aprirsi al nuovo che avanza.


Autore libro

Cristina Caboni è una scrittrice italiana, oggi molto apprezzata dai suoi lettori. Già apicultrice, ha esordito con “Il sentiero dei profumi”, che ha riscosso grande successo anche all’estero. Tra le sue opere “La custode delle api e del miele”, “Il giardino dei fiori segreti” (con cui ha vinto il Premio Bancarella), “La stanza della tessitrice”, “La ragazza dei colori”, “La ragazza senza radici” e molti altri.


Recensione libro

Canti di balene, il suono di una campana che nessuno riesce a sentire tranne Marigold, il mare come sfondo, un’amicizia tra donne, e le stelle a seguire il cammino della protagonista. Cosa poteva esserci di più poetico e ammaliante? La storia della Caboni inizia con calma e sembra quasi innocua, una qualunque sconfitta che a volte la vita ti infligge. Ma piano piano, insieme a Marigold, il lettore si ritrova per le vie di questo paesino siciliano, che nasconde una storia così profonda e triste che impregna persino le case e la gente che vi abita. Marigold è fuggita in cerca di pace, di riposo, ma soprattutto in cerca di se stessa: cosa può esserci oltre alla danza, se negli ultimi 15 anni non ha avuto nessun altro scopo? Cos’è lei, senza il ballo? Ho trovato tra le pagine di questo libro una grazia, una delicatezza e una poesia davvero notevoli. Cristina Caboni è riuscita a creare la figura di una donna che ti entra nel cuore, con le sue paure, le sue insicurezze e la sua forte voglia di ricostruirsi nonostante tutto.

Raddrizzati, Calendula, tu sei una Icardi e noi andiamo sempre avanti, qualsiasi cosa succeda. Mai arrendersi, mai rinunciare, prosegui dritta verso il tuo obiettivo, il resto non conta.

La vita in cui si immerge la protagonista, le persone che conosce, le faranno capire che la sua vita non può limitarsi alla sola danza, che ci sono tante altre cose che possono renderla felice, senza doversi sforzare di essere perfetta. L’affetto per lo zio Domenico, prima di tutto, che la ama per quella che è, e non per i suoi successi; l’amicizia delle donne con cui ogni giorno percorre i sentieri del paese, che le daranno il loro supporto a prescindere da quello che accadrà e dalle scelte che farà. Un’amicizia che farà capire a Marigold che le persone che ti vogliono bene lo fanno per quello che sei, anche per i tuoi fallimenti, e che non c’è bisogno di nascondere gli errori o fingere di essere una persona diversa. E soprattutto Marigold aprirà gli occhi sul mondo intorno a lei, scoprendo che i suoi problemi non sono al centro dell’universo, che tutti prima o poi devono combattere contro il destino e qualcuno riesce a farlo con serenità, senza esserne distrutto.

Ciò che sorprese davvero Marigold era il fatto che in quei mesi lei aveva creduto di essere al centro del mondo. Invece non era speciale. In un modo o nell’altro le persone sostenevano il peso delle loro esistenze. Tutto quel dolore che l’aveva afflitta si stava ritirando un po’ alla volta lasciando uno spazio che adesso era libero. Cosa ci avrebbe messo dentro dipendeva dalle sue scelte.

E poi c’è quel rapporto speciale con il mare, con la sua bellezza e le sue meraviglie, con quelle balene che Jonah le mostra, stupende, placide e immutabili, il cui canto ammalia e riconcilia con il mondo che Marigold ha intorno, facendole vedere tutto con occhi diversi. La scrittura scorrevole ti trascina attraverso le pagine con dolcezza, anche se ammetto che alcuni passaggi li ho trovati forse un pochino veloci e mi sarebbe piaciuto un maggior approfondimento; come la nascita di quel sentimento di amicizia che legherà le donne, oppure il momento in cui il canto delle balene le apre il cuore. Quello di Marigold è un percorso di riscoperta di se stessa e di rinascita, mentre sullo sfondo si dispiega un intreccio che va oltre la sua storia personale, includendo l’intero paese. La protagonista dovrà combattere per scoprire qual è questo evento del passato di cui in casa non si può parlare, e che sembra infastidire l’intera comunità. E’ una storia di cadute e risalite, ma anche di segreti taciuti per troppo tempo, che logorano l’anima e che finalmente andranno affrontati. E seguire Marigold in questo suo percorso, fino a quando capirà che è più soddisfacente vivere il presente, piuttosto che inseguire sempre un obiettivo futuro, è stato piacevole, grazie soprattutto alla scrittura ammaliante e poetica di Cristina Caboni.

In quel preciso istante, Marigold si rese conto di essere esattamente dove voleva: immersa nel suo presente. E per lei che aveva vissuto sempre prigioniera del passato, o proiettata nel futuro, era una sensazione del tutto nuova.