Un amore senza fine – Scott Spencer

Un amore senza fine – Scott Spencer

libro

Titolo: Un amore senza fine

Autore: Scott Spencer

Editore: Sellerio

Genere: romanzo

Pagine: 613

Prezzo: 18,00

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Trama libro

Una intensa, viscerale meditazione sul primo amore, sulla passione che diventa l’unico motore di una vita. Un romanzo che continua ad attrarre generazioni di lettori, nella nuova traduzione di Tommaso Pincio. Un amore senza fine è forse il romanzo più potente che mai sia stato scritto sull’amore giovanile. Trascinante, furioso, di forte ed esplicito erotismo, racconta la storia di due ragazzi, David e Jade, e la discesa agli inferi di un rapporto assoluto e devastante. David e Jade, consumati dallo stupore dell’intimità e dalla passione reciproca, non sembrano rendersi conto di quanto il loro legame, il desiderio, la sessualità, siano difficili, quasi impossibili da comprendere per chi sta loro attorno. Quando il padre di Jade allontana David dalla propria casa il ragazzo immagina un piano per riguadagnare la fiducia della famiglia. Ciò che segue è un incubo, l’immersione in un’oscurità in cui l’amore di David è un crimine e una malattia, un mondo di telefonate anonime, lettere folli e senza speranze, baratri e timori, alla ricerca costante, inevitabile, quasi punitiva dell’unica cosa che davvero conti per lui: l’amore della sua ragazza e della sua famiglia. Raccontato in prima persona dallo stesso David, il romanzo trova nella sua voce e nel suo sguardo una espressione memorabile dell’ossessione amorosa, della sua energia febbrile, della tensione travolgente della giovinezza e del desiderio. 


Autore libro

Scott Spencer è uno scrittore statunitense nato nel 1945. Ha pubblicato 12 romanzi, di cui due horror sotto pseudonimo. Il suo romanzo più acclamato è “Un amore senza fine“, che oggi è tornato al centro dell’interesse dei lettori grazie al passaparola sui social.


Recensione libro

Parlare di questo romanzo non è affatto semplice, non solo per il tema che tratta, ma soprattutto perché è stata una lettura piuttosto diversa da quello che mi aspettavo. Nonostante io riesca a capire il valore di questa opera, e il motivo per cui è piaciuto e ancora piace a tanti giovani lettori, non ho potuto apprezzarlo appieno. Qualcosa nel modo di scrivere e nella storia mi ha trattenuta dal provare quelle emozioni forti che prometteva. La scrittura è maestrale: scorrevole, affascinante, la narrazione in prima persona da parte del protagonista riesce a catturare e mantenere viva l’attenzione mentre leggi, ma il modo pacato in cui David racconta gli eventi sembra stridere con la serietà di quello che ha fatto. Per metà libro ho provato una strana inquietudine, aspettandomi da un momento all’altro di scoprire che dietro il racconto di David ci fosse qualcosa di peggio, qualche segreto nascosto che giustificasse i comportamenti di tutti i personaggi, che mi sembravano eccessivi. Alla fine ho capito che era solo suggestione per il tono freddo e quasi asettico che David usa mentre ripercorre gli eventi. Il ragazzo sembra fin da subito pacatamente consapevole della gravità dell’atto che ha commesso, allo stesso modo in cui si rende conto che il suo amore per Jade è diventato sbagliato, non è più sano.

In realtà, vedere la casa ancora in piedi ha aumentato di mille volte la pena, perché la sua presenza non rappresentava una tregua da una rovina assoluta bensì un atto d’accusa. Soltanto adesso mi rendevo conto di essere entrato nella vasta schiera dei condannati: l’amore aveva preso una piega sbagliata precipitandomi del caos.

Nonostante questo, non riesce a lasciarla andare: il suo amore per la ragazza non è cambiato, né diminuito, e con la stessa tranquillità con cui vive tutto il resto è anche convinto che il loro sentimento non possa morire, e che tutto tornerà come prima dell’incidente. David si tiene aggrappato ai suoi ricordi con Jade nell’attesa di incontrarla di nuovo, e neppure i tre anni passati nel centro di recupero hanno influito sul suo amore.

Se non potevo vivere nel cuore della vita che avevo conosciuto in passato, la sola vita in cui credessi, allora tanto valeva vivere nei sogni.

Quello di David per Jade è un amore senza fine, un sogno comune a tanti esseri umani, forse addirittura il sogno più inseguito; e ciò che con caparbietà vuole dimostrare a tutti è che un tale sogno non è dettato dalla follia o da instabilità mentale, ma da qualcosa di reale e concreto. E non è forse più folle l’altro sogno, quello ancora più comune, e basato invece su un’illusione, che si chiama “vita normale”?

Se l’amore senza fine era davvero un sogno, era un sogno comune a tutti, ancor più comune del sogno dell’immortalità o di viaggiare nel tempo (…) quel sogno non era l’inganno di una mente in delirio ma una realtà tangibile almeno quanto quell’altra illusione, più esile e infelice, che chiamiamo vita normale.

Prima che tutto degeneri, quella che sembrava la follia di un adolescente diventa un’ossessione condivisa, la rappresentazione di una passione amorosa tra due ragazzi che hanno scoperto un sentimento enorme, unito a un’attrazione fisica a cui non riescono a porre un freno. E così, mentre pensi che non possa accadere nulla di peggio, li ritrovi di nuovo uniti, legati da un desiderio che non li fa ragionare. Non metto in dubbio il valore dell’opera, soprattutto perché è un ritratto crudo e senza freni di un amore adolescenziale totalizzante, che diventa qualcosa di malsano. È un viaggio nella mente del protagonista, una caduta nel buio e nella disperazione, descritta in modo maestrale. Eppure questa freddezza nel tono di David mi ha impedito di provare tutte le emozioni che mi aspettavo da una lettura simile, e mi ha dato l’illusione fin dall’inizio che dovesse arrivare una svolta che non c’è stata. O perlomeno non tragica quanto si prospettava. Una lettura quindi interessante, ma non straordinaria.