Loki. Il giovane dio dell’inganno – Mackenzie Lee

Loki. Il giovane dio dell’inganno – Mackenzie Lee

Titolo: Loki. Il giovane dio dell’inganno

Autore: Mackenzie Lee

Editore: Mondadori

Genere: fantasy

Pagine: 396

Voto del Pubblico (IBS): 4,5 su 5

Prezzo: 19,00

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Trama

Asgard, banchetto reale per la festa di Gullveig. Nella Sala Grande sono riuniti il Re Odino, sua moglie Frigga e i principi Thor e Loki, oltre agli ambasciatori dei vari regni e a Karnilla, la maga di corte, accompagnata dalla giovane apprendista Amora. Loki è annoiato come sempre e progetta scherzi alle spalle degli ospiti insieme alla ragazza. In tutta Asgard lei è l’unica che non lo colpevolizzi per essere capace di usare la magia.

Il rapporto tra i due ragazzi è stato fin dall’inizio quello di una complice amicizia: Amora è indipendente, astuta, esperta e consapevole del suo potere ed è sempre capace di vedere la parte migliore dell’amico. Loki invece è costretto a nascondere la sua magia: un principe di Asgard deve saper combattere, non fare incantesimi, e l’intero regno lo ritiene inadatto alla corona. Essere accettato da Amora è l’unica cosa che lo rende felice e lo infiamma di un sentimento timido e sincero.

Ma la festa di Gullveig è speciale e si rivelerà disastrosa. Odino sta per guardare nell’Occhio degli Dei, lo Specchio magico che da secoli mostra il futuro del regno, permettendo al Re di affrontare le minacce che verranno. Tra la sorpresa di tutta la corte, Odino, dopo aver richiamato le visioni con l’aiuto della maga, fugge dalla sala ritirandosi nelle sue stanze. Preoccupati per quello che possa aver visto, Loki e Thor si ritrovano a spiare il padre e apprendono con terrore che il Re ha assistito alla caduta di Asgard per mano di uno dei suoi figli, alla testa di un’armata di morti viventi.

Eterno secondo, cresciuto nell’ombra del potente, perfetto, affascinante Thor, Loki ha tentato per tutta la vita di compiacere il padre, pur sentendosi sempre fuori posto e non compreso. Devastato dall’idea che possa essere lui il figlio che porterà alla distruzione del regno, convince Amora a usare lo Specchio di nascosto, per scoprire la verità. Sfortunatamente il suo potere è più forte di quanto lui sappia e nel tentativo di evocare le visioni manda in frantumi l’Occhio degli Dei.

L’ira di Odino è enorme, ma Amora si assume ogni responsabilità e per questo viene esiliata su Midgard, il pianeta Terra, dove la magia non esiste e lei perderà ogni potere. Nonostante sia disperato, Loki non trova il coraggio di opporsi al padre e la perde per sempre. Dopo l’incidente gli anni passano senza troppi cambiamenti: Thor sembra essere il successore ideale di Odino e per quanto il fratello tenti di cambiare il destino che crede di aver visto nello Specchio, non riesce a ottenere la fiducia del re. La sua frustrazione e la rabbia nei confronti del padre e del fratello crescono insieme alla forza della sua magia. Dopo l’ennesimo fallimento di una missione che gli era stata affidata, Odino concede a Loki un’ultima occasione, che appare in realtà al ragazzo come una punizione.

Una società segreta che opera sulla Terra sotto il nome di Sharp Society, ha chiesto l’aiuto di Asgard per scoprire la causa di strane morti che si verificano a Londra, e Odino decide di inviare Loki. La Sharp è infatti convinta che possa esserci di mezzo la magia. Infastidito e totalmente disinteressato al compito, il giovane dio attraversa uno dei Portali per arrivare a Londra, dove trova un regno popolato da gente che trova rozza, sporca, dalla scarsa intelligenza e dalla mentalità ristretta. Ma mentre cerca disperatamente un modo per rientrare ad Asgard, si ritrova sempre più affascinato dalla Signora S. e dal giovane Theo, i due elementi della Sharp che lo hanno accolto sul pianeta e che, curiosamente, hanno di lui un’opinione pessima, come se lo conoscessero da sempre.

Loki finge di interessarsi alla missione solo quando scopre che gli omicidi sono effettivamente intrisi di magia e che tutti gli indizi portano a una donna conosciuta in città per la sua capacità di comunicare con gli Spiriti. Quando si reca dalla famosa Incantatrice, il giovane dio è pieno di speranza e di dubbi: è possibile che dopo tanti anni sia proprio lei? E che la visione di Odino stia per avverarsi? Il principe di Asgard può cambiare il suo destino?


Autore

Mackenzie Lee è una scrittrice americana di libri per bambini e di romanzi Young Adult. Nelle sue prime opere ha trattato temi riguardanti la sessualità e il ruolo delle donne attraverso la storia. La Lee ha recentemente firmato un contratto con la Marvel per una trilogia di romanzi di finzione storica incentrati sui suoi antieroi, il primo dei quali è stato “Loki. Il giovane dio dell’inganno“, unico suo libro edito in Italia.


Recensione

Dite la verità. Quanti di voi, guardando i film della Marvel che gravitano intorno agli Avengers, si sono chiesti se Loki sia sempre stato così ambiguo e, diciamocelo, anche cattivo? E Thor, che abbiamo conosciuto arrogante e superficiale, che giovane principe sarà stato? Quanti dubbi, quante curiosità, su questi due personaggi che hanno scatenato sentimenti spesso contrastanti, ma sempre eccessivi: amore, odio, simpatia, disgusto. E nonostante la loro storia sia ormai universalmente nota e ognuno si sia fatto un’opinione personale dei due principi di Asgard, in particolare di Loki, la curiosità sul suo passato resta sempre tanta.

Mackenzie Lee ha provato a dare una risposta al mistero, creando una storia ambientata molti anni prima della comparsa degli Avengers. Lo stile della scrittrice è estremamente piacevole: un linguaggio semplice e scorrevole, una scrittura accattivante che sa dosare le descrizioni e i dialoghi. È una lettura veloce, che coinvolge il lettore riuscendo a creare personaggi vividi e ben costruiti.

Sulla scia dei già famosi caratteri della Marvel, Mackenzie Lee è stata capace di approfondire la personalità di Loki e renderla ancora più affascinante, come a volte sanno essere solo i cattivi delle storie. La scrittura della Lee riesce a trascinarti con semplicità e sapienza, senza annoiare mai, ma suscitando invece un coinvolgimento via via maggiore con l’avanzare delle pagine. Alla fine, senza eccessivi colpi di scena, e con un intreccio semplice, basato più che altro sull’evoluzione di Loki, ti ritrovi completamente invischiato nella vicenda.

Credo che il romanzo si possa leggere anche senza avere una conoscenza precedente dei personaggi: le dinamiche familiari sono ben delineate e la storia si capisce perfettamente anche senza conoscerne il futuro. Ma è indubbio che per gli amanti degli Avengers questo libro è un piccolo tesoro. Un pezzo in più da aggiungere al già sapiente puzzle delineato dalla Marvel.

Devo dire che la scrittrice è capace di passare dal regno di Asgard alla Terra in maniera egregia: le descrizioni di entrambe i mondi sono accurate e interessanti, sempre molto precise e mai eccessive. Asgard è quella che abbiamo imparato a conoscere; gli avvenimenti sulla Terra, invece, si sviluppano in una Londra di fine Ottocento, grigia, sporca, e povera. Per Loki è un mondo arretrato e senza nessun interesse, così come la sua popolazione. Il suo disgusto nei confronti della razza umana è chiaro fin dall’inizio, tanto quanto la convinzione della sua inutilità.

La cosa più grande mai successa su Midgard è un puntino. Un momento. L’equivalente interdimensionale di uno starnuto.

Le figure dei due genitori, Odino e Frigga, non sono propriamente positive. La madre è incapace di opporsi al marito e sostenere il figlio nell’uso della magia. Il padre sembra non aver mai avuto piena fiducia in Loki (e forse qualcuno di voi sa perché) e dosa in modo diverso la severità con cui gestisce i fallimenti dei due figli. Loki ne esce sempre sconfitto. Il rapporto tra i due fratelli è ambiguo e descritto con ironia: nonostante l’abitudine di insultarsi, c’è un sentimento profondo che li lega, forse più sincero da parte di Thor.

Ma è Loki il grande protagonista di questo romanzo. Il grande antieroe che abbiamo imparato a odiare e amare al tempo stesso. C’è chi lo detesta, chi lo adora, ma a nessuno rimane indifferente. Loki giovane principe è un ragazzo insicuro, piuttosto pauroso, che teme il padre e la sua ira, ma che cerca disperatamente la sua approvazione. Cresciuto all’ombra del fratello, irresistibile, forte, perfetto e abile guerriero, Loki tenta di imitarlo, di migliorare nel combattimento, di imparare le regole di corte. Eppure, nonostante tutti i suoi sforzi, appare sempre inadeguato.

Loki è il principe fragile, delicato, diverso, tutto il contrario del muscoloso e biondo fratello, per il quale nutre sentimenti contrastanti: se da un lato vorrebbe spesso ucciderlo con le proprie mani, o trasformarlo in un ratto, dall’altro tiene inconsciamente al suo giudizio. Quella verità che crede di aver visto nello Specchio lo sta consumando, perché in fondo è solo un ragazzo che tiene al suo regno e che farebbe di tutto pur di evitare la profezia. Ma vivere cercando di cambiare il proprio futuro lo sta tirando in due direzioni diverse: buio e luce. E Loki è sempre in bilico tra le due forze

L’oscurità combatte in modo diverso dalla luce. E’ sempre presente, ben prima della luce. Deve essere più veloce, più intelligente e più furtiva.

Loki è roso dal dubbio: davvero sarebbe capace di guidare una rivolta contro il padre? Pur combattendo con tutta la sua volontà contro una premonizione, è possibile cambiare un destino già scritto? L’intero romanzo, (così come ci ricordano le rune norrene all’inizio di ogni capitolo di questa splendida edizione) è una lotta tra volontà e destino. Ma come Frigga gli fa notare saggiamente, Loki non può passare la vita cercando di modificare un futuro che non conosce

Non puoi vivere per realizzare o evitare quello che potrebbe accadere

Il Loki creato Da Mackenzie Lee è divertente, ironico, intelligente (molto più del fratello) e scaltro. E’ un uomo combattuto tra oscurità e luce, che nasconde i suoi poteri ma ne è affascinato e inebriato. Cerca approvazione intorno a sé, ma la insegue facendo spesso le scelte sbagliate, e ha già come unico scopo, fin da giovane, il suo personale interesse. Il modo in cui cerca di farsi apprezzare non fa altro che avvicinarlo a quella figura per cui sarà tristemente noto: Loki il Dio del caos, l’Ingannatore, il malvagio, vanesio, superficiale dio.

E’ degno di nota nel romanzo lo sviluppo del tema dell’accettazione del diverso, rappresentato dal personaggio di Theo. Per quanto oscuro ed egoista, Loki ha idee molto chiare su cosa sia giusto o sbagliato riguardo alle proprie scelte personali di vita o a come viene amministrata la giustizia, e rimane profondamente turbato quando nota che gli umani si comportano in modo arretrato e ingiusto.

– Non è giusto.

– Poche cose lo sono. Suppongo sia lo stesso anche nel suo regno. Credo sia una delle rare costanti dell’universo.

Alla fine del libro sarete probabilmente portati a fare il tifo per Loki, pur sapendo qual è il vero futuro che lo aspetta. (E si, ditelo pure, siete stati dalla sua parte anche dopo…). Ma quello che ci chiediamo è se in questa particolare occasione il dio dell’inganno ha davvero modificato il suo destino o semplicemente la visione di Odino era stata imprecisa e male interpretata.

Alla fine, la consapevolezza di poter scegliere chi essere gli mostra l’unica via possibile: che non dipende da nessuno Specchio e da nessun libro, ma solo da ciò che gli è stato insegnato per anni

C’è sempre una scelta.

E lui l’ha fatta.


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