Non parlare – Uzodinma Iweala

Non parlare – Uzodinma Iweala

Titolo: Non parlare

Autore: Uzodinma Iweala

Editore: Nua

Genere: romanzo

Pagine: 179

Prezzo: 16,50

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Trama

Niru e Meredith sono grandi amici, frequentano il liceo insieme e provengono da due famiglie benestanti e privilegiate di Washington, una di origini nigeriane e l’altra americana. Sono i figli perfetti, ottengono buoni voti a scuola e si fanno notare nello sport, soprattutto Niru. Alla vigilia del diploma, però, il segreto che il ragazzo manteneva anche con Meredith inizia lentamente ad allontanarli: quando lei gli dimostra apertamente di essere attratta da lui, Niru è costretto ad ammettere di essere gay. Una stupida app scaricata da Meredith sul suo cellulare lo farà scoprire dal padre, conservatore e autoritario, che lo trascina in Nigeria per esporlo a una umiliante purificazione religiosa che lo libererà dal demonio e dall’abominio. Quell’amicizia tanto intima e concreta comincia a sgretolarsi sotto il peso dei problemi personali. Ritrovatosi solo, Niru passerà le settimane successive diviso tra emozioni che non riesce più a contenere e la vergogna di aver rovinato la sua famiglia. I due ragazzi si ritroveranno, dopo il diploma, per chiarirsi e capirsi, e per opporsi a quella società ipocrita e conservatrice che vuole cambiarli; ma un evento violento e imprevisto li metterà difronte a una ulteriore menzogna che segnerà per sempre le vite di tutti.


Autore

Uzodinma Iweala è uno scrittore e medico statunitense di origine nigeriana. Dal suo romanzo d’esordio “Bestie senza una patria” è stato tratto il film Beasts of No Nation, con Idris Elba. Il suo secondo romanzo “Non parlare” è stato pubblicato nel 2021.


Recensione

Ci sono libri che fanno male quando li leggi, male al cuore, eppure vai avanti perché non puoi farne a meno. Perché speri fino all’ultimo che ci sia un lieto fine; che esista una redenzione per alcuni personaggi; che improvvisamente il corso della storia cambi e prenda la piega giusta, quella corretta, quella che rappresenta un mondo e una società idilliaci e decorosi. “Non parlare” è uno di quei libri. Il tema trattato sarà forse già stato largamente usato, soprattutto in questi ultimi decenni, eppure Iweala lo fa in modo nuovo e originale, riuscendo a entrarti nell’anima e a coinvolgerti totalmente nelle esistenze di Niru e Meredith. Lo stile mi ha colpito fin da subito e ho impiegato qualche minuto per abituarmi a una scrittura tanto diversa e creativa: è un flusso ininterrotto di parole, dove prima Niru e poi Meredith raccontano la storia dal loro punto di vista, mescolando i fatti ai pensieri, le frasi dell’uno a quelle dell’altra, senza quasi punteggiatura. Uno sfogo potente e senza pause che ti trascina nella storia più di quanto forse avrebbe creduto lo stesso autore.

Mi tira a sé e si culla con me. Mi mette un braccio intorno e mi afferra la mano. Dice, Ci sarò sempre. Dico, Cosa facciamo adesso?

Le storie problematiche di coming out sono all’ordine del giorno, ancora oggi. Ma questa è diversa: qui non si tratta di un genitore restio ad accettare il figlio o a comprenderlo; qui ci scontriamo fin da subito con una cultura dalle convinzioni religiose così radicate ed estremiste, che arriva a toccare momenti di violenza e di follia. La famiglia di Niru, di origini nigeriane, ma stabilitasi in America, appartiene a una classe sociale elevata; entrambi i genitori sono due rispettabili professionisti. Eppure quando il padre di Niru scopre per caso la app di appuntamenti sul cellulare del figlio, lo trascina in Nigeria, quel paese che lui non riesce a smettere di considerare casa, e lo costringe a sottostare ad assurdi incontri con il vescovo che lo libereranno dal peccato e dall’influenza del diavolo.

Ti riporteremo a casa per una seria terapia spirituale per la tua salvezza. Il reverendo ci ha già raccomandato qualcuno che ti purificherà da questo abominio.

Il vescovo che li attende in Nigeria non fa altro che confermare le idee dell’uomo. L’omosessualità è un crimine contro Dio, un abominio, un affronto alla natura, una pratica diffusa in alcuni paesi troppo liberi, dove non è più possibile contenerla e dilaga ormai tra i giovani, che ne restano contagiati.

il demone dell’omosessualità è diventato così radicato in America che là non si riesce a combatterlo veramente.

Una serie di frasi che, unite le une alle altre, provocano tante emozioni contrastanti: dolore, rabbia, impotenza, incapacità di capire, voglia di cambiare una mentalità così ottusa. Ma quello che più mi ha fatto soffrire è stato notare che lo stesso Niru è così devoto alla famiglia, così desideroso di ottenere il consenso del padre, che arriva addirittura a pensare di essere sbagliato, di provare sentimenti che non dovrebbe. Finisce per annullare se stesso e la sua felicità, convinto che forse abbia ragione il padre e sia tutto un errore, e che comunque tutto fosse più semplice prima che Meredith lo costringesse a dire la verità. Nonostante l’amica e il ragazzo che frequenta, tentino di fargli capire che sta svendendo la sua vita, Niru continua obbedire al padre.

Non posso semplicemente dire ai miei genitori, ai miei amici, a tutti di sparire. Cosa mi resta? Damien dice, Il mondo.

Come se questa situazione non fosse già abbastanza triste e ingiusta, arriva il fato a intromettersi nelle vite dei due ragazzi; un evento violento e traumatico che cambierà per sempre entrambe le famiglie, costringendo Meredith a mantenere il silenzio su una verità scomoda: un segreto imposto dalla famiglia che la tormenterà per anni, fino a quando non sarà costretta ad accettare di non aver mai superato il suo amore non ricambiato per Niru, e le colpe di tutti nell’epilogo della vicenda. L’intero romanzo tratta temi forti, contemporanei e molto delicati, con estrema naturalezza e soprattutto con onestà. Lo stile pacato ma realistico mi ha segnato profondamente, costringendomi ad affrontare tanti problemi della nostra società.

Non parlare” è un romanzo che in 180 pagine riesce a condensare tante cose: l’amore che ha paura e quello non ricambiato, l’amicizia, le famiglie troppo presenti nelle vite dei figli, l’omofobia e il razzismo, la violenza eccessiva della polizia, il problema dell’omosessualità in generale e in alcune culture in particolare. Ho letto il libro senza quasi respirare, nell’attesa che Niru ottenesse quella giustizia che gli era dovuta e ritrovasse se stesso, e che Meredith facesse pace col passato e trovasse la forza di dedicarsi al futuro. E’ stata una lettura davvero intima e commovente che mi ha lasciato con il desiderio di offrire ai nostri ragazzi una realtà migliore.


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