Orgoglio e pregiudizio – Jane Austen

Orgoglio e pregiudizio – Jane Austen

Titolo: Orgoglio e pregiudizio

Autore: Jane Austen

Editore: Feltrinelli

Genere: romanzo

Pagine: 400

Voto del Pubblico (IBS): 4,7 su 5

Prezzo: 8,55

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Trama

E’ verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie.

Con questa convinzione Mrs Bennet, che ha cinque figlie da sposare, passa le sue giornate tessendo trame e organizzando balli in cui le ragazze possono conoscere gentiluomini con cui sistemarle. E’ in una di queste occasioni che la famiglia Bennet incontra Mr Bingley, da poco arrivato nella contea dello Hertfordshire, dove ha preso possesso di una fastosa dimora, Netherfield. L’interesse della dama, frivola e davvero poco intelligente, è posizionare la maggiore delle figlie, la candida e dolce Jane, la quale, non riuscendo a causa del suo carattere onesto e ingenuo a vedere il lato negativo delle persone, si innamora ben presto dell’affascinante gentiluomo. Fortunatamente anch’egli sembra attratto dalla bellissima ragazza e il matrimonio, secondo la sciocca Mrs Bennet, pare già concluso.

Nel frattempo, mentre le figlie minori, scialbe e frivole come la mamma, passano le giornate correndo dietro a tutti gli ufficiali del reggimento di stanza in città, facendo vergognare le sorelle maggiori Jane e Elizabeth, quest’ultima fa la conoscenza di uno stretto amico di Bingley, Mr Darcy. Il gentiluomo, al contrario del suo amichevole e gentile amico, si dimostra subito in società come un uomo altezzoso e sgarbato, poco incline alla compagnia e così altero da dichiarare Lizzy “appena passabile”. L’antipatia da parte della giovane è immediata e si tramuta nelle settimane seguenti in odio quando i due discutono animatamente sulle qualità che dovrebbe possedere una donna.

Qualche giorno dopo i Bennet ricevono la visita di Mr Collins, un loro cugino pastore anglicano, legittimo erede, a causa di un vecchio vincolo, della tenuta di Longbourn alla morte di Mr Bennet. Quando Mr Collins chiederà la mano di Elizabeth e lei la rifiuterà, considerandolo noioso, borioso e sciocco, la madre ne sarà devastata, dando luogo a vergognose crisi isteriche nei confronti della figlia. Lizzy, nel frattempo, ha conosciuto un giovane appena arrivato in città, tale Mr Wickham, affascinante e intelligente, protetto del padre di Mr Darcy, che le rivela di come sia stato defraudato della sua eredità in modo disonorevole proprio da Darcy. Tutto questo, ovviamente, non farà altro che aumentare il fastidio della ragazza nei confronti dell’uomo.

Finché, improvvisamente, la famiglia Bingley al completo e Mr Darcy si trasferiscono a Londra, con l’intento di non tornare fino all’anno successivo. Jane, che aveva creduto davvero nei sentimenti di Bingley, ne rimane profondamente ferita, mentre Lizzy si convince che il comportamento del gentiluomo sia stato influenzato dalle sorelle, che non hanno mai visto di buon occhio una possibile unione con i Bennet. Quando, tempo dopo, Lizzy incontra dinuovo Darcy, questo non solo le confessa il suo amore, proponendole di sposarlo, ma ammette di aver contribuito alla separazione tra Jane e Bingley, in quanto non considerava la donna socialmente adatta al suo amico.

Distrutta e furiosa per la scoperta, Lizzy rifiuterà Darcy, accusandolo di essere un uomo meschino e arrogante e assolutamente indegno del suo amore. Quando le due sorelle sembrano finalmente essersi riprese dall’accaduto, un avvenimento tremendo per l’onore della loro famiglia getterà tutti nello sconforto e farà rientrare nelle loro vite proprio quegli uomini che avevano tanto cercato di tenere lontani.


Autore

Jane Austen (1775 – 1817) è una delle figure di spicco della letteratura inglese di fine Settecento, e tra le penne più importanti della letteratura mondiale. Fu educata in casa, in un ambiente culturalmente stimolante, e amò per tutta la vita ritirarsi nella sua stanza a leggere e scrivere. Fu allontanata in giovane età dal figlio di un vicino per il quale provava un sentimento sincero, perché il padre del ragazzo riteneva Jane, figlia di un semplice pastore, socialmente inadeguata per far parte della sua famiglia.

Per più di venti anni la Austen cercò inutilmente di pubblicare le sue opere. Solo nel 1813 un editore accettò il manoscritto di “Orgoglio e pregiudizio“, che ottenne subito un discreto successo. Seguirono “Mansfield Park“, “Ragione e sentimento“, “Emma“, “L’abbazia di Northanger” e “Persuasione“. A soli quarant’anni la scrittrice si ammalò gravemente (oggi si pensa avesse il morbo di Addison) e morì senza che i medici riuscissero a trovare una cura. Per anni i suoi romanzi sono stati pubblicati senza nome, solo con la dicitura “scritto da una signora“; solo dopo la sua morte fu finalmente svelata la proprietà delle opere.


Recensione

Erano anni che attendevo il momento di cimentarmi con i romanzi di Jane Austen e quando ho iniziato finalmente “Orgoglio e pregiudizio” mi ero creata di lei un’idea totalmente sbagliata (Vittima del pregiudizio anch’io, in fin dei conti). Non so bene perché credevo che mi sarei trovata davanti una scrittura più simile a quella di Charlotte Brontë; forse immaginavo uno stile più oscuro, più serio, più introspettivo. Mi aspettavo una Jane Eyre, invece ho trovato una Lizzy Bennet. Una sorpresa che all’inizio, devo essere sincera, mi ha lasciata perplessa. Ho avuto la sensazione di leggere un romanzetto rosa, dove l’eroina, economicamente svantaggiata, deve superare le solite prove per raggiungere il lieto fine. Quale enorme errore di valutazione!

Dopo le prime 100 pagine non mi sono nemmeno accorta di essere totalmente persa nella storia. Credo di essermi fermata solo quando proprio dovevo, ma avrei potuto tranquillamente leggerlo tutto d’un fiato. Il linguaggio della Austen è semplice e quotidiano, anche se forgiato dalla cultura di inizio Ottocento. Ha uno stile scorrevole e affascinante, che facilita la lettura e ti trascina pienamente nella vita dei suoi protagonisti. Non ci sono in “Orgoglio e pregiudizio” descrizioni lunghe e prolisse, né degli ambienti, né dei personaggi.

Pur muovendosi di continuo le vicende tra campagna e città, la Austen non annoia mai il lettore soffermandosi a dipingere gli sfondi, per quanto a lei cari. Quello che sappiamo, lo dobbiamo a un uso cospicuo di dialoghi e pensieri dei protagonisti. Il discorso diretto è largamente usato, in modo assai tipico: frasi brevi, concise ma significative, attraverso le quali possiamo creare da noi i caratteri dei personaggi senza margine di errore. Spesso una frase detta vale più di una descrizione.

Jane Austen è stata indubbiamente una scrittrice esemplare e unica per il periodo storico in cui è vissuta. Come ha sostenuto in seguito Virginia Woolf, nel suo saggio “Una stanza tutta per sé“, Jane Austen è stata, insieme alle sorelle Brontë, tra le prime autrici del Settecento a parlare dell’universo femminile, senza tabù e senza limitazioni di sorta. La sua passione per la scrittura e per lo studio della condizione della donna le ha permesso di scrivere alcune tra le opere più belle della letteratura inglese.

Orgoglio e pregiudizio” è il ritratto di un’epoca e di una società, le cui regole sociali, è ovvio, non erano condivise dall’autrice. Alla fine del Settecento una donna aveva ancora l’unico scopo di ottenere un buon matrimonio; di essere una buona compagna per il proprio marito e una buona padrona di casa. Questo implicava, di conseguenza, che il matrimonio in questione potesse essere privo di amore o che, più fortunatamente, la ragazza si convincesse di provare un qualunque sentimento di affetto (seppure nell’arco di 24 ore).

Le signore possiedono un fantasia assai spigliata: passa dall’ammirazione all’amore, e dall’amore al matrimonio come se niente fosse.

All’interno del romanzo, senza pietà, Jean Austen tratteggia nelle sorelle minori, nella madre e nell’amica Charlotte, la perfetta signorina borghese dell’epoca. La mancanza di intelligenza, di sobrietà, di orgoglio personale della madre e delle giovanissime Kitty e Lydia, è la perfetta rappresentazione di tutto ciò che l’autrice disdegna. Accettare un matrimonio solo perché è economicamente vantaggioso e avere come unico desiderio costante quello di trovare un marito, è una cosa che Elizabeth Bennet, protagonista del romanzo, non può sopportare.

E così le donne della sua famiglia vengono descritte come sciocche, banali, quasi insignificanti, prive di qualsiasi interesse. Lo stesso Mr Bennet, padre delle ragazze, dichiara più volte che siano le persone più stupide che abbia mai conosciuto. La critica spietata e impietosa non risparmia i genitori di Lizzy: l’uno disinteressato e apatico, l’altra sciocca e ossessionata dalle apparenze, non hanno saputo infondere nelle figlie i giusti valori, ma solo rafforzare quelli di una società frivola e insincera.

Su questo sfondo, che sarà comune a molte delle sue opere, Jane Austen dipinge le storie controverse dei personaggi di questo libro, dove i peccati peggiori saranno proprio l’orgoglio e il pregiudizio. Mr Darcy, divenuto nel tempo una delle figure maschili più famose e affascinanti della letteratura, è un uomo che appare altezzoso, infastidito dalla gente comune e dalla stupidità altrui. Schivo, sgarbato e disinteressato al suo prossimo, sarà l’emblema dell’alta società, che lo ha cresciuto nella convinzione di essere superiore, per intelligenza e ricchezza, e quindi per niente preoccupato di attirare il favore di persone che non ritiene di pari livello.

O quantomeno, questo è quello che le persone crederanno di lui, compresa Lizzy, dimostrando che le apparenze possono ingannare. La stessa protagonista, infatti, come quasi l’intera comunità, si abbandonerà al pregiudizio, vizio comune dell’epoca, per colpa del quale una persona poteva ottenere una pessima reputazione a causa di dicerie, pettegolezzi e impressioni fugaci.

Mi sono messa a coltivare il pregiudizio e l’ignoranza, disdegnando la ragione.

Lizzy ne sarà profondamente turbata. Soprattutto perché Elizabeth Bennet è una figura diversa da quella delle signorine del tempo. Intelligente, impertinente, ostinata, seria e cocciuta, non si interessa di quello che pensano gli altri e non è disposta a sacrificare la sua felicità per un fine economico. Il resto del mondo le pare spesso scialbo e falso e non ne condivide i principi.

Sono poche le persone che io amo veramente, e ancora meno quelle che stimo. Più conosco il mondo, più ne sono delusa, e ogni giorno di più viene confermata la mia opinione sulla incoerenza del carattere umano, e sul poco affidamento che si può fare sulle apparenze.

Tutto questo viene descritto dalla Austen con un’ironia e un sarcasmo che mi hanno stupita, in un’epoca in cui spesso le donne dovevano usare degli pseudonimi maschili per riuscire a pubblicare le loro opere. Mr Bennet, se pur con le sue note negative e le sue mancanze nei confronti della famiglia, è il personaggio che incarna lo spirito irriverente e divertente della scrittrice. Con le sue battute pungenti e spesso cattive ci regala attimi di puro divertimento, nei quali nasconde i pensieri della scrittrice. I momenti migliori sono i battibecchi con la moglie, povera Mrs Bennet, la cui stupidità non è superata nemmeno da quella delle figlie.

– Mr Bennet non avete nessuna pietà dei miei poveri nervi.

– Vi sbagliate, cara. Ho per i vostri nervi il massimo rispetto. Siamo vecchie conoscenze. Saranno almeno vent’anni che ve li sento nominare con riguardo.

Tra i maggiori crucci della signora vi è il pericolo di perdere la casa, sottoposta a un vincolo, alla morte del marito. Cosa che, ovviamente, non smette mai di fargli notare.

– Mia cara, non vi abbandonate a così foschi pensieri. Speriamo che le cose vadano per il meglio. Illudiamoci che sia io a sopravvivere.

In definitiva sono assolutamente entusiasta della lettura e mi unisco al già nutrito seguito di amanti della sua scrittura. Ho scoperto un’autrice vispa e intelligente, attenta osservatrice della realtà e dell’essere umano, soprattutto della donna. Una figura capace di ribellarsi alle regole imposte dalla società, di capire che l’apparenza non è tutto nella vita e che una donna può aspirare a molto di più. Una persona che crede nei sentimenti e nella necessità di ricercare un compagno di vita con cui costruire un futuro e non solo da accompagnare ai balli. Una donna che difenderà per tutta la sua breve vita un diverso concetto di amore.

Non è proprio l’indifferenza verso il resto del mondo l’essenza del vero amore?


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