Quali sono i libri sopravvalutati?

Quali sono i libri sopravvalutati?

Oggi parliamo di un tema che divide i lettori e la critica: i libri sopravvalutati. Quelli amati dalla maggioranza dei lettori, che hanno ricevuto le migliori critiche, ma a qualcuno non sono piaciuti. D’altronde si sa, un libro è estremamente soggettivo.

Ce ne parla la scrittrice Patrizia Gariffo nel suo articolo, che ospito sul blog ma che potete trovare anche sul suo sito www.patriziagariffo.it


Qualche giorno fa sul mio profilo Instagram, nelle stories, ho fatto un sondaggio e ho chiesto a chi mi segue in base a cosa scegliesse un libro da leggere. Le opzioni erano quattro: copertina, nome dello scrittore o della scrittrice, passaparola, trama. Ad avere la meglio è stata la trama, a seguire subito dopo il passaparola. Ma quante volte è capitato di aver comprato un libro, pieni di entusiasmo, invogliati dalla storia o dal consiglio di qualcuno e restare delusi? A volte succede, perché ci sono libri sopravvalutati che tradiscono le nostre aspettative. Opere che, magari, hanno venduto tantissimo, ma che non hanno convinto il pubblico o la critica.

I libri sopravvalutati non sono necessariamente brutti

Credo che questa sia una premessa doverosa. Per me sono sovrastimate opere che milioni di persone hanno adorato e adorano, ma per me erano libri sopravvalutati, non brutti, semplicemente sopravvalutati. Ne cito uno per tutti e spero non storcerai il naso: Cambiare l’acqua ai fiori di Valerie Perrin, caso editoriale dello scorso anno che ha venduto oltre 281 mila copie. Romanzo gradevole, ma non da giustificare tutto questo, a mio parere. Per fortuna, però, nonostante il successo, non sono l’unica a pensarla così. Quindi ho voluto chiedere a due mie amiche bopkblogger se anche loro si sono imbattute qualche volta in libri che hanno deluso le loro aspettative. Ecco quali sono per loro due libri sopravvalutati:

Il libro sopravvalutato per Francesca, ideatrice del blog Inchiostro e Parole

Avevo grandi speranze per Avrò cura di te, il romanzo scritto a quattro mani da Massimo Gramellini Chiara Gamberale, viste le recensioni positive. Io sono rimasta perplessa e non completamente soddisfatta. Ho avuto la sensazione che le due scritture non si conciliassero a dovere: la Gamberale è diretta e scarna; Gramellini rallenta la lettura con una eccessiva introspezione. Ho perso spesso il filo del discorso e mi sono ritrovata a dover tornare indietro e rileggere il paragrafo. L’idea dell’Angelo Custode è apprezzabile, ma non mi ha convinta, come se non fosse stata sfruttata nel modo giusto. Mi dispiace dire che il mio giudizio è controcorrente.

Il libro sopravvalutato per Stefania, ideatrice del blog omonimo

L’estate scorsa ho letto La nona casa di Leigh Bardugo. Tanti, tantissimi i pareri positivi ma la mia è una voce fuori dal coro. Ce l’ho messa tutta. L’idea che mi resta in mente del libro è di una gran confusione nella quale non sono stata capace di districarmi. Ho fatto una gran fatica a portare a termine la lettura anche quando, arrivata a metà, ho avuto l’impressione di essere finalmente fuori dal tunnel quando ho intravisto maggiore linearità e maggiore chiarezza da un capitolo all’altro. Difficile barcamenarmi tra continui salti temporali, personaggi che compaiono e scompaiono, tanti nomi che ho fatto fatica a memorizzare, situazioni non semplici da mettere a fuoco. Sopravvalutato, secondo me.

Libri classici sopravvalutati secondo i critici

Ci sono alcuni libri considerati must have, da leggere assolutamente, che però non riscuotono il favore della critica. Sono tanti gli esempi e tra i libri sopravvalutati rientrano alcune opere che non ti aspetteresti mai. Parto da un libro che a me è piaciuto, ma che secondo il sito Listverse è addirittura illeggibile perché poco chiaro. Si tratta di Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez. Che dire? Ammetto che a volte mi sono persa tra i vari protagonisti, ma non credo sia illeggibile. Sempre nella lista di Listverse c’è un altro classico: Cime tempestose di Emily Brontë. Tuttavia per molti critici, il romanzo è male strutturate. Anche qua, dissento perché a me è piaciuto. Finiamo la carrellata con i libri sopravvalutati italiani. Il primo che si trova girovagando in rete è Il nome della rosa di Umberto Eco, giudizio confermato anche dal critico letterario e saggista Alfonso Berardinelli e, per quel che vale, anche da me. Tra i meno appezzati, nonostante il successo in libreria, ci sono pure Va dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro Io uccido di Giorgio Faletti. Concordo per il primo, un po’ meno per il secondo.

Deve essere assolutamente facile dire in mezz’ora se un libro vale qualcosa o non vale niente. Dieci minuti bastano, se uno ha istinto per la forma. (Oscar Wilde)

(Per gentile concessione di Patrizia Gariffo)


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