The last girl – Joe Hart

The last girl – Joe Hart

Titolo: The last girl

Autore: Joe Hart

Editore: La Corte

Genere: distopico

Pagine: 397

Prezzo: 16,90

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Trama

Nel 2016 un virus sconosciuto riduce drasticamente le nascite di neonati femmine su tutto il pianeta. In meno di due anni, non solo i feti femminili sono uno su cento milioni, ma il virus si è evoluto, divenendo letale per chiunque ne sia affetto. Quando è stata portata nel Complesso di Ricerca Avanzata, Zoey aveva solo quattro anni e non ha nessun ricordo dei suoi genitori o della vita di prima. All’interno del Complesso, le ragazze superstiti vengono cresciute secondo regole rigidissime e con il divieto di comunicare con l’esterno. La vita scorre in modo monotono e privo di stimoli, nell’attesa dell’unico momento importante che cambierà il loro futuro: al compimento del ventunesimo anno, possono lasciare il centro e tornare dai loro genitori, nella cosiddetta zona sicura.

Ma gli anni passati in quella che appare sempre più come una prigione, hanno instillato mille dubbi nella mente di Zoey e ora che manca così poco al suo “momento”, la ragazza inizia a notare piccoli segni che sembrano confermare le sue paure peggiori. Forse la NOA, l’Alleanza Nazionale di Ostetricia, non vuole davvero proteggerle dai pericoli esterni. Forse non c’è nessun mondo là fuori. Forse, oltre quelle porte, non c’è nessuna salvezza. Dopo aver subito le ennesime violenze psicologiche, Zoey decide che è il momento di recuperare la libertà che le è stata tolta sedici anni prima. Per fuggire dal Complesso dovrà tirar fuori una forza e una violenza che non credeva di possedere, per ritrovarsi alla fine in un mondo ben diverso da quello che le hanno descritto per tutta la vita. Un mondo forse ancora più pericoloso di quello in cui ha vissuto. Un mondo che è solo una grande bugia. E ora, l’unica cosa che vuole davvero Zoey è la vendetta.


Autore

Joe Hart è uno scrittore americano che si è dedicato fin da bambino alla scrittura di racconti thriller e horror. Tra i numerosi titoli pubblicati spicca la trilogia distopica fantascientifica “The last girl“, con cui ha conquistato il pubblico. Al primo volume sono seguiti “The last girl. Lo spettacolo finale” e “The last girl. La prima città“.


Recensione

È difficile inquadrare “The last girl” in un unico genere: è insieme fantascienza, distopia e thriller. Un mix che di sicuro può compiacere i gusti di lettori differenti. Per me è stata una delle saghe migliori iniziate quest’anno e lo promuovo a pieni voti. È stata una di quelle letture da cui non riesci a staccarti; di quelle che ti svegli la mattina e aspetti il momento di proseguire per ritrovare la protagonista e seguirne le vicende. Joe Hart ha una scrittura asciutta e incisiva, veloce, vibrante, con frasi brevi che mettono in risalto le emozioni che prova Zoey. Allo stesso tempo però, è ricca di descrizioni che non annoiano, anzi contribuiscono a inserire la protagonista in un ambiente così atipico che altrimenti sarebbe difficile da immaginare. Questo doppio elemento, oltre alla scelta di un narratore esterno che racconta la vicenda al presente (scelta sempre azzardata, secondo me), solo dal punto di vista di Zoey, contribuisce a creare un sottofondo di tensione che sale man mano che si va avanti nella lettura. È uno stile che amplifica le sensazioni, le paure, le ansie della ragazza, riuscendo con estrema bravura a comunicarci la sua rabbia, la sua impotenza, la sua voglia di vendetta. L’empatia con Zoey è quasi immediata e l’ansia cresce fino a toccare momenti di totale compassione e dolore per quello che sta accadendo all’interno del Complesso di Ricerca Avanzata.

Lo scenario ipotizzato da Hart non è nuovo, ma già largamente sfruttato dal genere, eppure lo scrittore è riuscito a gestirlo alla perfezione, creando una trama che si svolge in modo fluido e scorrevole, in un crescendo di emozioni. Il mondo fuori dal complesso della Noa è andato in pezzi, il governo ha dovuto fronteggiare le ribellioni delle masse e la Noa protegge da anni le ragazze che vivono con Zoey. Per sedici anni è cresciuta tra persone che l’hanno convinta di essere speciale, di costituire un bene per l’umanità, perché quando troveranno la cura al virus, lei e le sue compagne potranno di nuovo avere figli e ripopolare la terra.

Le donne più anziane non sembrano cambiate affatto negli ultimi sedici anni… sempre a ricordare, a rimproverare, a dire loro che sono speciali, che sono speranza. Che le loro vite non sono loro, ma di un bene più grande. Quanto vale una vita?

Ma lei non si sente affatto “speciale”. Le regole all’interno del complesso sono troppo rigide, il controllo sulle loro vite è totale e troppo spesso si è sentita più un ostaggio che una sopravvissuta. I dubbi che persistono ormai da anni troveranno purtroppo la loro conferma quando si avvicinerà al suo ventunesimo compleanno e la repressione di alcune infrazioni alle regole diventerà insostenibile. Finché non capirà che quella non è davvero vita e che la libertà deve essere qualcosa di diverso, qualcosa per cui vale la pena lottare.

«Le nostre scelte possono distruggerci, Zoey»

«Possono anche renderci liberi»

In un mondo che si sta spopolando a causa della Carenza di bambine, le poche donne rimaste ancora in età fertile vengono considerate parte di un bene più grande, sacrificabili per la sopravvivenza dell’umanità stessa. Ma qual è il limite in cui le migliori intenzioni diventano una forma di dittatura senza scrupoli?

Quanto vale una vita?

“The last girl” è l’ennesima dimostrazione che anche in una situazione catastrofica, in cui l’umanità è prossima a estinguersi, continua a ripercorrere gli stessi errori dati soprattutto da egoismo, necessità personali, desiderio di potere. È la storia di un’esistenza priva di libertà, dove Zoey non ha più facoltà di scelta: le è stato tolto il libero arbitrio per un bene più grande. Le è stato tolto ogni affetto, ogni amicizia, qualunque tipo di distrazione. Non sa cos’è la musica, non le è permesso leggere libri, non le è permesso neanche sperare. Quando scoprirà che tutto ciò che sa è falso, lo spirito di sopravvivenza insito nell’uomo prenderà il sopravvento.

Bugie. Tutto quello che ha mai saputo. Bugie.

La crescita di Zoey, il suo cambiamento, la sua presa di posizione sono il fulcro di questo primo capitolo e trascinano il lettore in una storia dove psicologia e azione si alternano in modo squisito. È stata una lettura davvero ricca di emozioni che sono certa piacerà a tutti gli amanti della distopia. Ora che si apre un mondo completamente nuovo per Zoey, è mia intenzione accompagnarla per scoprire se la libertà vale davvero tutto quello che ha perso e se il mondo ha ancora qualcosa che vale la pena salvare.


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