Violet – Scott Thomas

Violet – Scott Thomas

Titolo: Violet

Autore: Scott Thomas

Editore: Rizzoli

Genere: horror

Pagine: 539

Prezzo: 18,00

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Trama

Rimasta sola dopo la morte del marito, Kris torna con la figlia Sadie, sette anni, nella vecchia casa sul lago dove trascorreva le sue estati da bambina e che dopo la morte della madre è rimasta in uno stato di totale abbandono. Il suo obiettivo è elaborare il lutto, far uscire la figlia dal torpore doloroso in cui è sprofondata, e in qualche modo ricominciare: ridare vita a quella vecchia casa che tanto ha significato per lei sembra essere la migliore delle cure. Ma un’ombra ricopre la tranquilla cittadina di Pacington, Kansas. Sotto la sua placida superficie negli anni sono state scritte storie orribili, di bambine scomparse e ritrovate senza vita, o mai più ritrovate. E in quella casa dove Kris ha vissuto i suoi giorni più felici, e poi i più dolorosi, una vecchia amica aspetta da tempo il suo ritorno. Un orrore parzialmente dimenticato e, soprattutto, mai finito, vecchi fantasmi che non hanno trovato pace e che continuano a esigere il loro sanguinoso tributo.


Autore

Scott Thomas è uno scrittore e produttore televisivo americano. Ha lavorato per Disney Channel, Cartoon Network, Nickelodeon, MTV e ABC Family. Il suo primo romanzo è “Kill Creek“. Nel 2022 esce “Violet“.


Recensione

Mi sono innamorata di questo libro dalla copertina, lo ammetto, perché promette fin dalla prima immagine di avere le basi per una storia di quelle che ti fanno tremare davvero. Non nego poi che le storie horror dove ci sono dei bambini hanno sempre avuto su di me un fascino particolare: forse perché sono quelle che risvegliano le paure più profonde che nascondiamo, perché ci fanno tornare indietro nel tempo a quando controllavamo sotto il letto prima di andare a dormire. L’intreccio di questo romanzo si dipana molto lentamente, partendo da un evento traumatico per Kris e Sadie, e si prende il suo tempo per descrivere questi due personaggi e seguirli lungo un cammino che all’inizio sembra più che normale, ma che alla fine le porterà sul baratro dell’orrore. Kris è una figura contrastante che ti lascia perplessa su quali emozioni provare nei suoi confronti: ha portato sua figlia nella vecchia casa sul lago per aiutarla a superare la morte del padre, eppure quando vede i primi miglioramenti sembra quasi infastidita dalla ritrovata serenità della bambina. Queste dinamiche ti trascinano nella psiche tormentata di Kris, distogliendoti da quello che sta accadendo davvero a Pacington. Ed è proprio la piccola comunità l’altro grande protagonista della storia: una cittadina che fin da subito risulta ostile e inquietante, completamente diversa dal luogo in cui Kris ricorda di aver passato le estati della sua infanzia.

C’erano molte cose che non conosceva.

Forse era meglio così. A volte è più facile non sapere. Questo però non significa che le cose indicibili spariscano. Sono semplicemente nascoste, come acqua sotto la superficie terrestre, che cerca il modo per venire alla luce.

Gli abitanti di Pacington hanno vissuto disgrazie che nessuno ha dimenticato e il loro atteggiamento nei confronti delle nuove arrivate è di disagio, come se non le volessero in città. Anche la casa, che Kris ricorda con affetto, è ormai lo specchio di quello che sembra essere accaduto alla cittadina: è marcita, è polverosa e macabra, abbandonata al passare del tempo e inospitale. La preoccupazione si insinua a poco a poco nella quotidianità della donna, che non comprende lo strano atteggiamento della figlia ed è così presa dal suo dolore personale da cercare di affogarlo nel vino e negli antidepressivi. Scott Thomas ha costruito una storia che ti distrae dalla verità e che insinua lentamente inquietudine e ansia. Lo stile di scrittura, a mio parere, è esageratamente carico di descrizioni che invece di contribuire a rendere lo svolgimento della trama più spaventoso, ottengono il risultato contrario, almeno fino a metà del libro. Thomas si sofferma in modo quasi ossessivo su particolari di ogni tipo: dai gusti di gelato che le protagoniste mangiano, ai colori delle singole case di Pacington, proseguendo con elementi di routine quotidiana che non hanno nessun interesse nella trama. Purtroppo questa caratteristica, che non abbandona mai la struttura narrativa del libro, ha reso la lettura molto lenta e mi ha distratta dagli elementi più significativi, impedendomi di accumulare tensione. Il romanzo si riprende dopo la prima metà, quando il lettore inizia a sospettare la verità sui terribili avvenimenti che hanno perseguitato gli abitanti della cittadina e che ora disturbano Kris e sua figlia.

Lo scatto finale rende finalmente alla storia quella suspense che mi aspettavo fin dall’inizio, concentrando l’attenzione sulle scene d’azione e sulla necessità di Kris di ricordare un passato che ha dimenticato e che è rimasto nella casa sul lago ad aspettarla per tutti quegli anni. Un romanzo quindi adatto a chi si spaventa facilmente: possiamo considerarlo un buon approccio per chi ha paura di questo genere letterario. Per tutti gli altri, per gli amanti dell’horror, risulterà forse troppo leggero.


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