Volevo solo sfiorare il cielo – Silvia Ciompi

Volevo solo sfiorare il cielo – Silvia Ciompi

Titolo: Volevo solo sfiorare il cielo

Autore: Silvia Ciompi

Editore: Sperling & Kupfer

Genere: romanzo rosa

Pagine: 414

Prezzo: 17,90

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Trama

Clelia ha 17 anni, frequenta il quarto liceo sull’isola d’Elba, dove vive con la nonna Bruna, ma dall’estate precedente la sua vita si è fermata. Dal giorno dell’incidente in cui è morta sua madre, Clelia si nasconde sotto maglie nere troppo pesanti, un trucco scuro e marcato in contrasto con la pelle candida, ma soprattutto , Clelia ha spento la musica. Quell’amore per le canzoni, che il nonno e la mamma le hanno trasmesso, e che era tutta la sua vita, lo ha relegato in una pila di scatoloni, chiudendosi in un silenzio assordante. La nonna Bruna è disperata: dopo mesi di inutili sedute di analisi ora non sa più come scuotere la sua bambina. Così, quando un ragazzo sconosciuto si presenta sull’isola per passare l’estate con suo zio, la donna coglie al volo quella che sembra un’occasione unica e incastra i due giovani in un accordo spiacevole per entrambi, che li costringerà a vedersi ogni giorno. Peccato che Lorenzo, detto Lorè, sia solo un parassita burino di Roma, fastidioso e ingombrante, dal sorriso strafottente, che non sta mai zitto; e Clelia sia una pazza svitata, antipatica come la morte e vestita come un fuso a lutto, tanto da soprannominarla Calimero.

Ma Lore’ sa riconoscere un dolore quando lo vede, anche se è solo un ragazzo pure lui; e tra un litigio e l’altro la costringe a seguirlo in avventure assurde e fuori dalle regole. Sotto il sole dell’Elba, l’odio iniziale diventa pian piano insofferenza, poi dipendenza, e infine qualcosa che non sanno neanche definire. Lorenzo saprà vedere oltre i silenzi di Clelia, e le farà capire che deve smetterla di nascondersi e vergognarsi di portare addosso le cicatrici di un dolore insopportabile. Nei tre mesi successivi il rapporto tra i due ragazzi diventerà sempre più profondo, e Clelia riuscirà a riaffiorare dalle acque in cui si stava lasciando affogare. Ma di quel ragazzo scontroso e invadente Calime’ in realtà non sa nulla; ha solo la certezza che stia sfuggendo da qualcosa, forse dalla famiglia ingombrante con cui non vuole parlare al telefono. Ma Lore’ è solo più bravo a nascondersi di Clelia, e quando l’estate finirà, dovrà tornare a fare i conti con la realtà, che potrebbe annientare per sempre il legame con la sua Calime’.


Autore

Silvia Ciompi è una giovane scrittrice italiana che vive in Toscana. Ha esordito con le sue storie su Wattpad, per poi arrivare in libreria con “Tutto il buio dei miei giorni” e “Tutto il mare è nei tuoi occhi“. Ormai i suoi romanzi sono attesi da migliaia di lettrici. Nel 2021 esce il nuovo libro “Volevo solo sfiorare il cielo“.


Recensione

Noi, Clelia, sopravvivremo, come due solitudini che per un breve attimo non sono state più sole.

Vi è mai capitato di scontrarvi con una storia d’amore di quelle che non puoi dimenticare? Una di quelle che ti restano dentro, aggrappate al cuore, e ogni tanto ti capita di ripensare a loro, alle emozioni che ti hanno fatto provare: tenerezza, passione, romanticismo, ma anche dolore, tristezza e comprensione. Quando ho iniziato a leggere il romanzo di Silvia Ciompi ho capito che sarebbe stata una di quelle, perché “Volevo solo sfiorare il cielo” non è una storia di amore, ma una storia di vita. Quella vera, quella difficile, ingiusta e forse cattiva, quella che ti mette alla prova e ti costringe a scegliere tra scappare e restare. Ho amato i protagonisti di questo romanzo come mi è capitato raramente; li ho sentiti così vivi, così reali, così graffiati dalla vita, che ho pianto e sorriso con loro. Sono due personaggi così delicati e potenti insieme, che non puoi smettere di leggere la loro storia; la scrittura della Ciompi ti trascina pagina dopo pagina in un abisso che non ti aspetti e che ti coglie impreparato, per poi accompagnarti verso la luce insieme a Lorenzo e Clelia. E ne vorrai sempre di più, non puoi fermarti, vuoi arrivare alla fine, perché hai bisogno di risposte, hai bisogno di capire proprio come ne hanno bisogno loro.

Sullo sfondo di questa storia già di per sé totalizzante, ci sono due cornici descritte in modo sublime e mai eccessivo. La scrittrice riesce a evocare gli ambienti con una bravura e una vividezza tali che ti sembra di guardare una cartolina. Così la storia di Lore’, il parassita burino ignorante, strafottente e fastidioso, e di Calime’, la ragazza stramba e scontrosa, vestita come un morto, con i capelli rasati e gli occhi color asfalto, è accompagnata nella prima parte dai rumori del porto, dei villeggianti che affollano l’Elba, dal profumo di salsedine e dalle onde del mare, dal calore del sole che brucia la pelle e dalla brezza che rinfresca. Nella seconda parte del libro all’estate dell’isola si contrappone l’inverno della capitale, il grigiore dei palazzoni di Tor Bella Monaca, i colori scuri di sporcizia e asfalto, i rumori di famiglie comuni che cercano di sbarcare il lunario, di spacciatori, di bische mal frequentate. Il calore dell’Elba si scontra con il freddo di Roma. E tutto questo raccontato con uno stile non solo scorrevole, ma seducente, ipnotico e spesso ironico, con il dialetto romano che si scontra con quello toscano.

Filo conduttore della storia, sfondo immancabile nelle vite dei due ragazzi, ci sono le canzoni, che si snodano portando con loro emozioni e sentimenti. Colonne sonore che rispecchiano la vita dei due giovani, dai testi trap e rap, spesso rabbiosi e accusatori, che ascolta Lorenzo, alle canzoni piene di vita e amore che hanno accompagnato Clelia per tutta la vita e che lei ha spento dal giorno dell’incidente: autori italiani degli anni ’50, ’60, ’70, grandi testi della musica americana, vinili così vecchi che hai paura possano sgretolarsi. Nomi che Lorenzo non ha mai sentito, ma che lei ha portato dentro per diciassette anni grazie al nonno musicista e alla mamma appassionata di musica. E sulle note di una playlist infinita scopriamo due ragazzi accomunati dalla solitudine, due anime spezzate dalla vita, che ha lasciato segni indelebili e li ha cambiati per sempre.

Lei, che non se la sente più la vita dentro dopo quella sera.

Lei che è morta per metà.

Lei che si sente bruciare ancora, sotto la cenere.

Lui, invece, Lore’, in fuga da tutto il mondo, un sorriso stampato in faccia che nasconde un dolore troppo grande per essere accettato. Un ragazzo con una famiglia ingombrante e un segreto ancora più lacerante di quello di Clelia. In lotta con il padre, con la sorella, arrabbiato con una madre che non è più la stessa, Lorenzo cerca emozioni forti che lo facciano sentire vivo e vive quell’estate come se fosse una bellissima fuga; come se per una volta potesse sentirsi una persona normale.

Forse perché, per la prima volta, si è fermato a guardarla davvero. Forse perché riconoscere negli altri il buio, quando il buio ce l’hai nel cuore e nella testa, è molto più facile.

Quella di Lorenzo e Clelia è una storia d’amore struggente, che ti spezza il cuore, te lo riduce in tanti piccoli frammenti che poi rimette insieme con una dolcezza e una delicatezza rare. Non puoi fare a meno di soffrire con loro, di seguire il cambiamento che li travolgerà, di sorridere dei loro litigi in cui il sarcasmo è l’arma per vomitare tutta la loro frustrazione, e lasciarti cullare dalle note di quelle canzoni che accompagnano ogni loro sorriso e ogni lacrima. La storia di Silvia Ciompi ci ricorda che l’amore può essere doloroso, difficile da gestire e problematico, ma se è vero, sincero e potente come il loro, bisogna avere il coraggio di viverlo, il coraggio di rischiare piuttosto che abbandonarsi alla solitudine.

L’amore vero è come un marchio. È qualcosa che ti resta addosso, che respira e vive con te, e non sbiadisce mai, resiste al tempo, alla distanza, perfino alla morte. E fa male, certe volte è doloroso, ma è l’unica cosa vera, l’unica per cui valga la pena di vivere.

Lo stesso vale per la vita, che a volte ci delude, ci lascia soli e impotenti davanti a ingiustizie impossibili da accettare. Ed è per questo che bisogna godere di ogni momento buono, anche di quelli più semplici, più quotidiani, perché non possiamo sapere cosa il futuro riserverà per noi e ogni singolo momento diventa irripetibile e meraviglioso. E allora vi lascio alla scoperta di quei momenti deliziosi e toccanti che hanno unito le solitudini di Lorenzo e Clelia facendole diventare attimi di felicità. Lasciatevi trasportare da una delle storie più graffianti, dolorose e appassionate degli ultimi tempi, per scoprire se alla fine questi due ragazzi così crepati riusciranno a trovare qualcosa che possa tenerli uniti, evitando che la spaccatura si allarghi.

Che dici, Calimè, allora passo a prenderti e scappiamo insieme?


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