Voodoo child – Andrea Gatti

Voodoo child – Andrea Gatti

Titolo: Voodoo child

Autore: Andrea Gatti

Editore: Nua

Genere: fantasy

Pagine: 250

Prezzo: 15,00

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Trama

Louisiana 1909. Bayou Caché è un piccolo villaggio di praticanti voodoo non lontano da New Orleans. L’ha fondato Auguste, il padre di Emeline, mantenendo viva la comunità e tutti i suoi rituali. Ma ora la bambina è rimasta sola con Bernadette, la mambo del villaggio: prima ha perso la madre, e ora anche suo padre è stato trovato senza vita lungo il corso del fiume. Come se non bastasse, il suo corpo è sparito dalla tomba e qualcuno lo ha visto allontanarsi a piedi. Per Emeline, dieci anni e un carattere forte e irruente, questo è davvero troppo. Se Auguste è veramente diventato uno zombie lei troverà il modo di riportarlo in vita. Così, la notte in cui gli adulti si preparano a richiamare gli spiriti Loa, la ragazzina raduna di nascosto i pochi oggetti che le servono e affronta il rituale per richiamare Baron Samedi, il signore dei morti. Quando il Loa si presenta, la bambina è sgomenta: qualcosa deve essere andato storto. Tanto storto.

Quello che ha davanti non è il grande spirito, ma Ozee, uno sciocco e inutile tirapiedi al suo primo lavoro, che non sa fare praticamente nulla, figuriamoci rianimare un morto. Testarda e senza nessuna paura, Emeline decide di andare comunque avanti col suo piano, nonostante quello smidollato sembri non volersi staccare da lei. Le sue indagini li portano a New Orleans, dove acquistano un altro piccolo compagno di viaggio: un bambino nero di nome Louis Armstrong, che decide di aiutarli. Il compito purtroppo si rivela molto più pericoloso del previsto; c’è di mezzo un bokor, uno spirito maligno che sembra aver causato tutto. Emeline si ostina a non volere l’aiuto di nessuno; Ozee vuole a tutti i costi svolgere bene il suo primo incarico come Loa. Tutti e tre inizieranno così un’avventura nel bel mezzo della Louisiana che farà loro conoscere nuovi amici, ma metterà anche tutti in grave pericolo.


Autore

Andrea Gatti è nato a Milano nel 1989. Un labirintico percorso universitario lo corona prima archeologo, poi graphic designer. La vita e l’amore lo trascinano in Spagna, a Valencia, dove si occupa di colore. Non sente quasi mai la mancanza del grigio.


Recensione

Cercate un romanzo ricco d’avventura, con un’ambientazione colorata e affascinante, e una trama piena di magia e buoni sentimenti? Allora vi consiglio la lettura di “Voodoo child“. Seppure sia rivolto a un pubblico di giovani lettori vi posso assicurare che risulta piacevole a qualunque età. Andrea Gatti è riuscito nella notevole impresa di ricreare un mondo così intrigante da mettere quasi in secondo piano la trama. La sua ricostruzione della Louisiana di inizio ‘900, in particolar modo della città di New Orleans, è brillante e degna di nota. Sarà che a me questa ambientazione piace in modo particolare, sarà che mi ha ricordato fin dalle prime pagine le Caster Chronicles di Kami Garcia e Margaret Stohl (la saga de “La sedicesima Luna“), ma il suo mondo mi ha conquistata immediatamente. Siamo a inizio ‘900, quando New Orleans è una città colorata, piena di profumi, di vita, di musica che risuona nei locali, di multietnicità. È la culla del jazz, quando ancora la gente non era pronta a questo nuovo genere musicale. E’ una New Orleans profondamente divisa tra quartieri ricchi e zone povere e malsane; tra gli americani bianchi benestanti e gli immigrati che lavorano duro per guadagnare qualcosa. Una città dove i neri sono ancora segregati nei loro quartieri e in pochi ambiti lavorativi.

Una cosa che di sicuro ho apprezzato in questo libro è stata la capacità dell’autore di inserire in una storia fantasy delle tematiche piuttosto delicate che fa sempre bene leggere. Con un tono leggero e molto tatto, Gatti ci mostra la segregazione nera, il razzismo bianco che dominava quella società in cui il piccolo Louis vive alla giornata, guadagnando qualche spicciolo con la distribuzione dei giornali. Ci mostra le precarie condizioni economiche in cui vivevano le famiglie di colore e i limiti con cui dovevano convivere, come sedersi nei posti in fondo quando prendevano un autobus.

Uno alla volta si guardarono le mani nere, e non riuscirono a capire cosa avessero di sbagliato.

Tutto questo raccontato con una scrittura scorrevole e fluida, un linguaggio quotidiano e invitante, con uno sfondo d’ironia che rallegra il romanzo e lo rende più accattivante. I personaggi principali sono ben delineati: si presentano non solo divertenti, ma soprattutto concreti e vividi. “Voodoo child” è una grande avventura piena di azione, di sorprese e di colpi di scena incastrati sapientemente su uno sfondo molto particolare: quello della religione voodoo, ancora oggi seguito presso alcune tribù. Il voodoo è una religione sincretistica di origine africana che si è evoluta in numerose varianti, tutte accomunate da una divinità principale, Bon Dieu, che ha creato il mondo, e uno stretto rapporto tra gli uomini e gli spiriti sacri. I sacerdoti voodoo hanno la capacità di comunicare con i loro spiriti mediatori, che li proteggono e li aiutano dal regno dei morti. Uno dei nostri protagonisti, Ozee, è proprio un Loa, giovane e imbranato, un novellino che non conosce i suoi poteri e non sa chi è, ma sa che ha una voglia disperata di aiutare quella strana e fastidiosa ragazzina. Emeline invece è una bambina che è dovuta crescere velocemente e a soli dieci anni ha dovuto affrontare due gravi perdite. Questo l’ha resa ostile nei confronti del mondo, incapace di chiedere aiuto e restia ad affezionarsi alle persone, che tiene alla larga col suo comportamento acido che in realtà nasconde solo tanta paura di restare sola.

Se non lasci avvicinare nessuno, se basti a te stesso, allora la gente può anche andare e venire. Perdere qualcuno non ti farebbe la minima differenza.

“Voodoo child” è una storia di amicizia, di lealtà, di coraggio e di fiducia nelle persone che ti vogliono bene. E’ una storia che vi trascinerà nei vicoli colorati e chiassosi di una delle città più affascinanti dell’America del Novecento, quando il jazz inizia a smuovere gli animi e a infuocare i balli. Anche il lavoro di ricostruzione storica è ben svolto: lo scrittore unisce alla sua storia alcuni personaggi realmente esistiti, rendendola più intrigante: da un giovanissimo Louis Armstrong, che si avvicinava per la prima volta alla musica, al capitano J.W. Simmons scampato realmente a uno degli uragani più distruttivi della storia, quello del 1909. Complimenti quindi all’autore per aver saputo giocare con la realtà, creandone una versione intrigante e colorata che vi appassionerà per tutta la durata del romanzo. Lasciatevi trascinare dal fascino di di New Orleans, dal nuovo swing delle orchestre nere e da una serie di avventure rocambolesche che vi faranno sorridere e vi terranno una piacevole compagnia.


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