Ho conosciuto me stesso – Marco Gonfia

Ho conosciuto me stesso – Marco Gonfia

libro

Titolo: Ho conosciuto me stesso

Autore: Marco Gonfia

Editore: self publishing

Genere: romanzo

Pagine: 144

Prezzo: 12,90


Trama libro

Matteo ha tutto: una moglie che lo ama, un figlio che lo riempie d’orgoglio e il lavoro dei suoi sogni. Ma sotto la facciata si nascondono cicatrici invisibili. Ho Conosciuto Me Stesso è un romanzo familiare contemporaneo e un romanzo introspettivo per adulti: una storia di rinascita personale che esplora la paternità con onestà. È al tempo stesso un romanzo padre figlio Firenze, un romanzo su paternità e perdita e un romanzo emotivo ambientato in Toscana, che racconta il rapporto tra genitori e figli con delicatezza e verità. Quando il peso delle domande irrisolte minaccia di distruggere ciò che ha costruito, Matteo deve scegliere se lasciarsi annegare o trovare la forza di rialzarsi. Tra notti insonni, gesti quotidiani che diventano salvezza e piccoli miracoli, il romanzo segue un percorso di perdita e riconciliazione e una profonda introspezione e crescita personale. Questa è una storia di paternità e cambiamento, un romanzo su riconciliazione familiare e un libro su rapporto padre e figlio che parla al cuore. Se cerchi un romanzo poetico su perdita e speranza, un romanzo breve su crescita personale o un titolo pensato per il romanzo per lettori di narrativa letteraria, qui troverai emozioni autentiche e personaggi indimenticabili.


Recensione libro

Ci sono quei libri che appena li inizi ti danno la sensazione che stiano parlando proprio a te. Nelle prime pagine di “Ho conosciuto me stesso” ho sentito le sensazioni del protagonista come mie, come pensieri che anche a me è capitato di avere nella vita, e forse per questo mi hanno toccato tanto. La storia di Matteo è semplice, nella sua drammaticità: una vita perfetta di cui non riesce più a godere, troppo preso dalla necessità di guardare sempre al futuro. E quando si chiede cosa lo ha portato a essere la persona che è, si guarda indietro e capisce che le situazioni che ha vissuto e le persone che ha avuto intorno lo hanno modificato. Ogni persona ha dei solchi nella sua anima; quando sono superficiali possono essere riempiti, altri invece sono troppo profondi e ci condizionano profondamente.

Con gli anni ho capito che questo senso di incompiutezza e una causa naturale dei solchi che ho dentro. Quando sarò pronto, dovrò scavare dentro me stesso per colmarli e per poter iniziare a vivere serenamente, perché non puoi goderti il presente se pensi solo al domani.

Questi solchi che lo hanno definito portano Matteo a porsi sempre un obiettivo da raggiungere, ma non appena arriva allo scopo ne cerca un altro, e così via, all’infinito, in una costante sensazione di essere vuoto, di non avere un senso. Il problema di questo stile di vita è che sei talmente focalizzato sul domani che ti perdi la bellezza dell’oggi; il tempo scorre, mentre tu continui a cercare qualcosa senza accorgerti che ce l’hai già.

La mia vita, dall’esterno, sembra perfetta. Eppure, dentro di me sento un peso che mi opprime, che mi costringe a riempire il silenzio con obiettivi sempre nuovi. Non si tratta di ambizione, ma di qualcosa di più profondo: il bisogno di dimostrare, di superare, forse di cancellare.

Quando la vita di Matteo va in crisi, sembra stia perdendo tutto: la moglie, il figlio, il lavoro. L’uomo si sente vittima, incompreso, maltrattato. Lui che ha fatto tutto per il loro bene, viene accusato invece di essere disattento e disinteressato a chi gli sta intorno. Ci vorrà un lungo percorso perché il protagonista si accorga che deve guardare la situazione da altre prospettive, quelle delle persone che gli vogliono bene. Alla fine, il profondo amore per il figlio e la volontà di recuperare il rapporto perso, gli aprirà gli occhi, facendogli capire che per troppo tempo ha cercato di essere diverso da se stesso, di raggiungere obiettivi sempre più alti, solo per sentirsi un uomo riuscito. Solo quando riuscirà ad accettarsi, gli altri potranno amarlo per quello che è.

Ricorda che per essere felice e far star bene che ti ama non devi essere tutto, devi essere te.

Matteo deve combattere contro un passato sul quale una famiglia disfunzionale ha creato dei solchi molto profondi, e per quanto abbia cercato per tutta la vita di non ripetere gli errori dei suoi genitori, alla fine è ricaduto negli stessi comportamenti. Una storia molto intima e toccante, il cui protagonista non pretende di trovare la risposta alla ricerca della felicità, ma vuole solo aprirsi e raccontarsi agli altri, mostrare le proprie ferite e i propri sbagli, lanciando dei messaggi positivi che danno conforto e speranza. Ci invita a non abbandonare mai i nostri sogni, anche quando la vita cerca di convincerci che non siamo abbastanza per poterli raggiungere.

Credete sempre nei vostri sogni, non fatevi mai dire che non sarete come volete.

Una frase che può sembrare scontata, ma se ci pensi bene ti accorgi di quanto sia difficile nella realtà evitare che gli altri sminuiscano i tuoi sogni e infrangano la fiducia che hai in te stesso. L’autore ci invita a fermarci e riflettere su quello che abbiamo, in modo da godere di ogni singolo momento con noi stessi e con la nostra famiglia, senza sacrificare gli affetti alla nostra ricerca di qualcosa di più. Un racconto che ti tocca il cuore con delicatezza, pur mettendoti di fronte a difficoltà quotidiane. È stata una lettura piacevole e positiva, ricca di momenti che ti fanno riflettere; la storia di un amore grande di un padre nei confronti del figlio e della sua voglia di ricostruirsi e ripartire da capo per ritrovare la serenità perduta.