Rinnamorarsi – Pupi Avati

Rinnamorarsi – Pupi Avati

libro

Titolo: Rinnamorarsi

Autore: Pupi Avati

Editore: Solferino

Genere: biografia

Pagine: 128

Prezzo: 15,00


Trama libro

«Mi sono rinnamorato di mia moglie a ottantasei anni, ed è qualcosa che ha a che fare con l’ineffabile. O con la demenza senile.» Non c’è dubbio, la vecchiaia è la stagione più crudele della vita: il corpo ti tradisce, i ricordi ti tormentano, ogni giorno diventa un tiro di dadi con il Fato. Ma è proprio in questo tramonto che si ritorna all’essenza, delle cose e di sé, e tutto appare più prezioso. Così, può capitare di rinnamorarsi, magari della stessa donna che hai incontrato e scelto più di mezzo secolo fa sotto un portico di Bologna. E può succedere di provare tenerezza per il cinema, che vive una stagione così difficile e che meriterebbe nuove passioni. Di certo si ritrovano volti e voci ormai sfumati nel tempo, le ragazze che illuminavano le feste dell’adolescenza, un antico corteggiamento a suon di balli lenti e singolari regali, le anziane parenti che ti portavano a baciare i morti: tutto ciò che si credeva perduto torna, e lo scopriamo vivo, come vivi ancora siamo noi. Sul filo dei suoi giorni, in cui ricordi e affetti, successi e fallimenti coesistono in un eterno presente, Avati indaga i sentimenti alla base dell’esistenza umana, la saggezza che sta nel coltivarli e la difficoltà di conservarli di fronte alle minacce del mondo contemporaneo. Un racconto poetico e ironico, attraversato da una misteriosa e solida energia, che ha al cuore la dichiarazione d’amore verso una donna ma si allarga a includere la vita e l’arte tutte intere.


Autore libro

Pupi Avati è tra i grandi maestri del cinema italiano: regista, sceneggiatore e produttore. Come scrittore ha pubblicato la sua autobiografia “La grande invenzione” e diversi romanzi, tra cui “L’archivio del diavolo”, “Il signor diavolo”, “Il ragazzo in soffitta“, “L’alta fantasia. Il viaggio di Boccaccio alla scoperta di Dante” e “Rinnamorarsi“.


Recensione libro

In questa fase della mia vita in cui tutto attorno a me sta imbrunendo avverto a mia volta la necessità di riappacificarmi con il mondo.

E’ proprio partendo da questo desiderio, io credo, che il maestro ha deciso di trascrivere su carta le sue riflessioni sulla sua vita passata e presente, e di donarci questa sua chiusura finale, che in realtà sa molto di rinascita. In fondo non è niente altro che la necessità di far pace con tutto e tutti, di non lasciare niente in sospeso, come faceva da bambino quando litigava in cortile con i suoi amici, ma al richiamo della cena veniva stipulata una pace spontanea e frettolosa e tutto tornava come prima. È il secondo libro che leggo di Pupi Avati e di nuovo mi ha colpito quella scrittura elegante, ricercata, in molti punti poetica che evoca, più che descrivere, paesaggi ed emozioni, senza mai annoiare o risultare poco scorrevole. Anzi, forse affascina ancora di più proprio per queste sue caratteristiche.

Quando attraversavo il torrente di San Leo da un sasso all’altro provavo l’ebbrezza di inebrianti capogiri con i sandali che sguillavano sulle pietre muschiose, nella trasparenza dell’acqua mossa dai girini e dalle rane residenti nell’ombra dei flatulenti sambuchi.

In questo suo ragionare sulla vita, si rende conto che non sente il bisogno di adeguarsi alla modernità, di abbandonare il vecchio mondo. Non gli serve e non vuole farlo, non vuole fingere di essere una persona diversa, non può dimenticare come è stata la sua generazione e non vuole perderne le caratteristiche per uniformarsi ai nuovi canoni. Lui che ha visto e vissuto talmente tante cose, che a volte si rende conto di quanto sia difficile farsi capire da generazioni che non sanno di cosa sta parlando. Ma va bene così. E’ con dolcezza che ricorda molte delle cose che ha vissuto, dal cinema al suo grande amore per la moglie. Un amore che oggi, dopo tanti decenni, riscopre ancora vivo, forse diverso ma sempre forte. Lo ritrova nei piccoli dettagli che lei cura nella loro casa per renderla accogliente, nei gesti quotidiani, in quel supporto che gli ha dimostrato fin da subito, nonostante i tanti sacrifici che hanno dovuto fare per inseguire il suo sogno di fare cinema. Si accorge di essersi innamorato di nuovo a ottant’anni della stessa donna, e le offre una nuova dichiarazione d’amore.

E’ quando non sai il perché, che avverti che quella è la donna della tua vita. Quando ne sai elencare le ragioni, quelle stesse ragioni sono tutte prerogative che su una convivenza a lungo termine costituiranno la ragione del tuo o del suo disamoramento.

Con uno sguardo spesso ironico, che strappa qualche risata anche quando sta ragionando di cose serie, Pupi Avati traccia un riassunto della sua vita e scopre di provare ancora le stesse emozioni nei confronti di ciò che lo affascinava da ragazzo, primo tra tutti il cinema. È un racconto intimo e delicato, scherzoso spesso, malinconico a volte, ma sempre pieno d’amore, in cui segue i vari sentimenti che prova ogni uomo nella sua vita. Una lettura piacevole, scritta con intelligenza e bravura, come mi aspettavo da un maestro del suo talento.