Femmenella – Davide Piras

Femmenella – Davide Piras

libro

Titolo: Femmenella

Autore: Davide Piras

Genere: romanzo

Editore: Piemme

Pagine: 301

Prezzo: 18,90


Trama libro

Modesto Emanuele Minnai è nato in un paese maledetto, dove nascono pochi figli e muoiono pochi padri. Insieme ai suoi genitori, si guadagna da vivere vendendo noci e castagne secche. La sua vita di adolescente è appena rischiarata da una madre più bella della ginestra selvatica che conta i sorrisi. Tutto cambia il giorno in cui i suoi occhi incontrano quelli di Andrea, specchi azzurri capaci di trattenere il mare. I loro padri hanno condiviso la fame e il fango della Grande guerra, stringendo un legame più forte del sangue. Ma tra Modesto e Andrea nasce qualcosa di diverso: una complicità fatta di gesti minimi, di corse nei campi, di silenzi che dicono più delle parole. Si cercano senza chiamarsi, si riconoscono in mezzo agli altri, imparano a stare insieme come si impara un segreto. Gli anni che seguono sono tremendi. Il controllo fascista raggiunge le campagne e le montagne dell’isola e non ha pietà per chi si sente diverso dagli altri, né sarà clemente il giudizio dei loro coetanei, agitati da un’epoca burrascosa. Ma Modesto e Andrea sapranno appellarsi a quel primo sguardo, persino nei momenti più bui. 


Recensione libro

Ci sono libri che ti promettono emozioni forti fin dalla trama, e che durante la lettura superano le tue aspettative. Davide Piras ha una capacità davvero rara di usare le parole per farti sentire quello che provano i suoi protagonisti; la sua scrittura non è rude, ma non ha nemmeno paura di esprimere i sentimenti e di mostrare la realtà in modo pratico e sincero. È per questa sua caratteristica che la prima cosa che mi ha colpito è stata la tristezza di un paesino che, nella sua povertà, nella sua semplicità e soprattutto nella chiusura della sua mentalità, non lascia scampo al piccolo Manu e al suo caro Andrea. Lo scontro con la scrittura di Piras è stato al tempo stesso straziante e dolce. Così spesso, durante la narrazione, gli basta una frase per farti provare così tanto, che dopo pochi capitoli ti sembra che il tuo cuore basta insieme a quello di Manu.

Alle nostre spalle, il clangore del cancello che si richiudeva mi sfregiò con una cicatrice che non si poteva vedere.

Il momento più dolce, quello che ti strappa un sorriso ma sa anche di triste predestinazione, è quello in cui Manu posa gli occhi per la prima volta su Andrea. E capisce tutto. Comprende che quello che prova è diverso da ciò che tutti si aspettano da lui, famiglia, amici, compaesani. Comprende di non poter comandare al suo cuore di non pensare ad Andrea, e che il ragazzino che dovrebbe essere solo suo amico sarà invece il sorriso sulle sue labbra, il desiderio di ritrovare ogni sera i suoi occhi, la gioia di averlo accanto, l’aria che vuole respirare.

Non è possibile vivere senza prefigurarsi un punto lontano che ci spinga ad andare avanti. Era lui il mio: mi addormentavo col pensiero di rivederlo la mattina, a colazione, davanti al caffè d’orzo col pane abbrustolito; lavoravo aspettando d’incontrarlo davanti alle rose e alle viti.

Ma il periodo storico che stanno vivendo è tra i più pericolosi: girano voci sul trattamento che i tedeschi, ormai arrivati in Italia, riservano agli omosessuali. Manu deve stare attento, non può permettersi di mostrare quello che prova. Quello che avverrà negli anni della loro crescita tra i 14 e i 17 anni è triste e ti spezza il cuore, eppure la caparbietà con cui i due ragazzi continuano a frequentarsi di nascosto è una delle più dolci prove d’amore e di fiducia in un futuro migliore. Ma mentre Manu non ha niente da perdere, a parte la sua innocenza, Andrea, al contrario, non può essere macchiato da una simile onta: il padre è il futuro podestà del paese, ha l’appoggio dei tedeschi, e sa bene quali sono i rischi per la sua carriera e per il figlio. La forza con cui Manu tenta fino all’ultimo di proteggere Andrea da un mondo che ha già spezzato lui, è commovente e dimostra un amore immenso e incondizionato, pronto a sacrificarsi pur di salvare l’altro. Alla loro storia delicata e toccante si unisce la storia di un paese che lotta contro la fame, la povertà e il regime. In un crescendo di tensione, tragicità, tradimenti e riconciliazioni, continui a sperare che la realtà non riesca a rovinare un sentimento così puro e delicato. E quando è arrivato il finale, totalmente inaspettato, ho sentito un pezzetto del mio cuore che se ne andava via con le correnti che tante volte Manu e Andrea avevano affrontato con la loro barchetta, alla ricerca di un luogo dove essere solo loro stessi. A metà libro ho trovato alcuni passaggi un pochino meno scorrevoli, ma nel complesso è stata una lettura potente, poetica e dolorosa eppure piena d’amore, quello vero, quello innocente e fiducioso. E adesso che ho chiuso l’ultima pagina, la mia mente continua a tornare senza sosta a quella frase che ora mi riempie gli occhi di lacrime.

«Verrò una notte e ti porterò via»