La ragazza delle erbe – Elizabeth DeLozier

La ragazza delle erbe – Elizabeth DeLozier

libro

Titolo: La ragazza delle erbe

Autore: Elizabeth DeLozier

Genere: romanzo storico

Pagine: 350

Prezzo: 19,90


Trama libro

Provenza, 1347. Elea Blanchet è una levatrice e aspirante erborista con un talento straordinario. Ma per la sorte toccata a sua madre, sa che deve restare al proprio posto. Così accetta in silenzio il suo ruolo: assistere le donne incinte nella sua Avignone, trascorrere il tempo con il padre e la sorella Margot e rifugiarsi nei boschi per raccogliere erbe quando può. Almeno su una cosa è determinata: conservare la poca libertà che le resta evitando il matrimonio – a differenza di Margot, che sta per sposare un uomo legato dolorosamente alla morte della madre. Poi, per caso, Elea incontra Guy de Chauliac, “Guigo”, l’enigmatico medico personale di papa Clemente, che contro ogni previsione accetta di prenderla come apprendista. Sotto la sua guida, si apre per lei un mondo nuovo, fatto di prestigio e casi clinici affascinanti. Ma proprio allora la peste raggiunge l’Europa, rendendo il lavoro di Elea e Guigo più urgente che mai. E non basta: la regina Giovanna, caduta in disgrazia, arriva ad Avignone per essere processata con l’accusa di aver ucciso il marito, ed è incinta e bisognosa di una levatrice… Mentre la Morte Nera si diffonde decimando la città e il parto della regina si avvicina, gli abitanti di Avignone, sempre più disperati, cercano un capro espiatorio, scatenando una caccia alle streghe. Così Elea si ritrova a combattere una guerra che sembra impossibile da vincere.


Recensione

Questo romanzo mi è stato consigliato da una persona che conosce bene i miei gusti letterari e mi sono affidata ciecamente a lei quando mi ha detto “ti piacerà”. “La ragazza delle erbe” non mi è solo piaciuto; l’ho trovato un romanzo ben scritto, interessante, pieno di fascino e quasi totalmente privo di difetti. La scrittura della DeLozier inizia pacata, seria, rispecchiando bene il periodo storico difficile e pericoloso per una persona come Eleanor. Via via che la storia avanza lo stile si fa sempre più secco, veloce, quasi freddo, esattamente come l’atmosfera che c’è nell’aria ad Avignone durante la peste. L’ambientazione storica, per me che amo le figure delle streghe (non quelle della narrativa fantastica, state tranquilli!) è affascinante e ricostruita con sapienza. Uno degli elementi che ho apprezzato di più è stata l’introduzione di personaggi storici realmente esistiti, che fanno da sfondo alla storia di una ragazza che deve affrontare le persecuzioni delle streghe. Siamo nella Francia nel 1300, ad Avignone, un momento in cui le donne come Elea, erboriste, curatrici e lavatrici, venivano guardate con sospetto per le loro conoscenze. Sullo sfondo troviamo Papa Clemente VI, la regina Giovanna, che all’epoca era sovrana di Napoli, di Sicilia e contessa della Provenza, e soprattutto il medico e chirurgo Guy de Chauliac, archiatra del Papa e il primo medico che riuscì a superare il divieto cattolico di operare autopsie sui corpi dei malati di peste, per cercare di capire qualcosa in più sul flagello che devastò l’Europa.

Elea è una protagonista forte, decisa, dai forti valori morali e senza paura. La madre le ha trasmesso le conoscenze delle erbe e delle piante per curare i malanni più comuni e la ragazza ha una spiccata attitudine nel capire il funzionamento del corpo umano, anche senza aver studiato medicina (cosa all’epoca inconcepibile per una donna). E’ grazie al pericolo imminente della peste e alle sue conoscenze come curatrice che otterrà di diventare apprendista di Ghigo, ma quello che le viene chiesto è di restare sempre nell’ombra del chirurgo, sempre un passo indietro rispetto ai maschi, di non mostrare mai di avere più capacità o di essere migliori di loro. L’accusa di stregoneria è sempre un passo a fianco a lei.

Guarire è la mia vocazione, però rimango sempre una donna. Senza la protezione di un medico accreditato, non sono niente. Una semplice levatrice, nella migliore delle ipotesi. Una strega, nella peggiore.

Tanti sono i temi storicamente importanti trattati dall’autrice in questa storia che scorre ammaliante, mentre ti affezioni a una ragazza indimenticabile. La povertà e la peste aggravarono quel senso di paura costante della popolazione e inasprirono gli animi che si lasciarono convincere dalle forze religiose più estremiste ad addossare la colpa delle varie disgrazie su tutti quelli che non potevano difendersi, o peggio che erano sempre stati visti come un ostacolo al benessere altrui. In una simile situazione fu facile trascinare in processi e condanne non solo tutte le donne che mostravano di essere alleate del demonio, ma anche gli ebrei, accusati non più solo della morte del figlio di Dio, ma anche del diffondersi della peste. La parte romance, delicata e impossibile tra Elea e David, che dovrà fuggire alle persecuzioni contro la sua religione, è uno dei momenti più teneri della storia. La società medievale limitava la libertà personale, il libero arbitrio, e non permetteva il mescolarsi delle diverse razze. Elea è cristiana e non può neanche farsi vedere mentre cammina in città con un ebreo, figuriamoci se può esprimere il suo amore.

Mi ero tanto affannata a sciogliere i lacci della morte. In tutta la mia vita non ho fatto altro che combatterla. Non è mai stata lei il mio nemico. E’ la paura il nemico. E’ l’odio. E’ l’ignoranza.

Una delle cose che mi ha colpito di più è stata la freddezza e la cattiveria con cui l’essere umano decise che quelle stesse conoscenze che le donne avevano sempre utilizzato per aiutare le popolazioni, improvvisamente diventarono pericolose e frutto di un connubio col diavolo. Questo perché c’è stato un momento in cui forse, spinti dalle precarie condizioni storiche, si credette che ciò che poteva curare poteva anche far ammalare. Un momento terribile per le donne come Elea, che volevano solo aiutare. Questo romanzo incarna la resilienza di tutte quelle donne che non si lasciarono sconfiggere dal pregiudizio e dalla cattiveria; quelle che desiderarono un posto a fianco agli uomini, il riconoscimento di essere molto più che semplici “femmine”. E’ una storia di coraggio, di altruismo, di caparbietà, di amore e di amicizia. Tante sono le emozioni contenute in queste pagine che vi faranno sorridere, piangere, arrabbiare e poi sorridere ancora di orgoglio. Perché le figure come Elea sono quelle che restano per sempre.