Gli anni di Luce – Zita Dazzi

Gli anni di Luce – Zita Dazzi

Titolo: Gli anni di Luce

Autore: Zita Dazzi

Editore: Piemme

Genere: romanzo

Pagine: 239

Prezzo:18,90

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Trama

Tutta l’esistenza di Luce ha sempre ruotato intorno a sua madre. Una madre ingombrante, bellissima e ciclotimica, a volte autodistruttiva, spesso incomprensibile. Una madre che voleva far l’attrice e che diventa precaria in Rai, una donna diversa da tutte le altre, che assieme all’amore per la cultura trasmette l’incertezza di quello che è il perimetro degli affetti. Per Luce e sua sorella Vita l’infanzia è una catena di traslochi, rivoluzioni famigliari e spostamenti da una città all’altra. Da Milano, dove vivevano in una bella casa di un quartiere nobile, madre e figlie sbarcano a Roma, in un piccolo appartamento di periferia, dove si va a dormire al tramonto perché manca la corrente elettrica e la mattina all’alba si entra a scuola dalle suore per poter correre a lavorare. Una vita segnata dal dolore ma anche dal sogno di un riscatto sociale, da lutti improvvisi e dall’amore immenso per quelle due figlie molto desiderate. Se da piccola Luce è una bambina obbediente, da adolescente diventa ribelle e conflittuale, cercando di ricostruire il proprio passato e provando a distaccarsi da quella storia complicata. Ma crescere significa proprio far pace col passato, sporgersi sull’età inquieta dei primi amori e dei successivi strappi.


Autore

Zita Dazzi è una giornalista e scrittrice italiana. Ha lavorato per la RAI e l’Espresso e oggi scrive per la Repubblica. Ha pubblicato diversi romanzi, sia per ragazzi che per adulti. Il suo ultimo libro è “Gli anni di Luce”.


Recensione

Leggere questo romanzo è stato per me un tuffo nel passato. Io che ho vissuto l’infanzia e l’adolescenza tra gli anni Settanta e Ottanta, ho letto questa storia con un piacere aggiunto, oltre alla bellezza degli avvenimenti, perché quel periodo storico, così ben descritto da Zita Dazzi, lo ricordo abbastanza bene. “Gli anni di luce” è, oltre a un racconto familiare, anche un ritratto preciso e nostalgico di un’Italia molto particolare, quella delle contraddizioni, dei problemi politici, della violenza degli anni di piombo, delle rivendicazioni delle lotte giovanili, di quel senso di precarietà e di paura che si respirava. Lo sfondo che ha scelto l’autrice per raccontare la sua storia è molto interessante e la descrizione che ci offre è dettagliata e amorevole nel riportare non solo gli episodi di cronaca, che sono rimasti tristemente noti, ma anche tutta una serie di piccole abitudini, di novità, di oggetti comuni, che solo chi c’era può ricordare. Particolari che a volte mi hanno fatto sorridere, perché sono chiusi nei ricordi delle cose ormai sostituite: gli abiti che la classe media andava a comperare nei magazzini Standa, i giradischi di plastica arancioni e i 45 giri sparsi per casa. Uno sfondo spesso cupo, che ha in parte influenzato la crescita di Luce e di sua sorella Vita, ma che rimane in secondo piano, senza intralciare troppo la storia.

Perché è proprio la storia la grande protagonista di questo romanzo, con queste tre protagoniste femminili che devono affrontare la vita da sole, dopo che il padre di Luce e Vita le ha abbandonate. Trascinate dalla madre in giro per l’Italia, dietro ai suoi amori che sembrano sempre quelli giusti, ma si dimostrano dopo pochi anni dei pessimi errori, le due ragazzine devono convivere con una donna troppo presa da se stessa. Vincenza è irrefrenabile, eccessiva, ma allo stesso tempo anche insicura e incontenibile nel suo bisogno di amore e nella sua sfiducia nei confronti degli altri. Delusa dal primo amore, scopre ben presto che anche il secondo è solo un rapporto di convenienza dal quale vorrebbe fuggire, ma che le serve per mantenere le figlie.

In casa, da quel momento non ci fu più nemmeno un simulacro d’amore. Lei magrissima, emaciata, intrattabile. Lui pachidermico, disorientato, malinconico. Le bimbe semplicemente invisibili, come ombre quando si spegne la luce. Una perfetta famiglia disfunzionale, sempre più infelice, senza direzione, persa i suoi passi falsi, nella sua evidente maledizione.

E dal secondo rapporto, Vincenza passa al terzo, con il quale crea lo stesso tipo di famiglia disfunzionale. Saranno le due figlie a soffrirne di più, seppure con due modi differenti di reagire: entrambe saranno forgiate infatti dall’inadeguatezza della madre e dal desiderio di trovare pace. Il rapporto tra le due sorelle, che non vacilla mai, è qualcosa di tenero e commovente, che osservi mentre segui l’insofferenza di Luce, i suoi scontri con la madre sempre più feroci, fino alla rottura totale. Luce non riesce a sostenere il peso di una madre così ingombrante e melodrammatica, lei che come molti adolescenti vorrebbe solo essere invisibile e avere una famiglia noiosa e comune. È stato toccante e affascinante seguire il rapporto tra Luce tra Vincenza, tra gli altri e bassi dell’adolescenza e in un paese acceso dalle contestazioni che infiamma ancora di più la ragazza. E quando tutto sembra ormai spezzato, arriva un finale dolce e inaspettato che rimetto a posto alcuni tasselli del passato della ragazza e le restituisce una parte della sua infanzia. E’ stata una lettura davvero piacevole, intima e commovente, che mi ha appassionato fin dalle prime pagine, riportandomi indietro nel tempo, all’interno di questa famiglia non convenzionale che si farà ricordare.


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