Harry Potter e la pietra filosofale – J. K. Rowling

Harry Potter e la pietra filosofale – J. K. Rowling

Titolo: Harry Potter e la pietra filosofale

Autore: J.K. Rowling

Editore: Salani

Genere: fantasia

Pagine: 300

Voto del Pubblico (IBS): 4,8 su 5

Prezzo: 10,00

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Trama

1981, Little Whinging, Inghilterra. Quando il piccolissimo Harry Potter viene lasciato davanti la porta dei Dursley, inizia la vita infelice e triste del bambino, i cui genitori sono morti in un incidente stradale e i cui zii Vernon e Petunia lo costringono a dormire nel ripostiglio del sottoscala e a vestire solo gli abiti smessi dal cuginetto Dudley. Harry cresce in questo modo per dieci anni, abituato al disprezzo degli zii e alle angherie del cugino, ma con la sensazione che in lui ci sia qualcosa di strano: curiosi fatti accadono in effetti quando è particolarmente arrabbiato o frustrato.

Ma tutto sta per cambiare. Il giorno del suo undicesimo compleanno, una lettera speciale viene consegnata da un gufo a Privet Drive, per il Signor H. Potter, ma i Dursley, terrorizzati, gli impediscono di leggerla. Nonostante tutti i loro sforzi per nascondere a Harry quello che considerano un mondo di gente matta e malata, il ragazzino viene infine trovato dal gigante Hagrid, che gli racconta per la prima volta la verità. Lui è un mago, così come i suoi genitori, Lily e James Potter, uccisi in una terribile notte dal Signore Oscuro, Lord Voldemort, un mago potentissimo e malvagio che dieci anni prima ridusse l’intera comunità magica a un regno di terrore, tanto che nessuno si permette ancora di chiamarlo in altro modo se non Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato.

Sfortunatamente per lui, l’incantesimo mortale lanciato contro il neonato Harry gli rimbalzò contro, privandolo di ogni potere e lasciando al bambino una cicatrice sulla fronte a forma di saetta. Da quel giorno, Voldemort è sparito, anche se tutti aspettano pieni di paura un suo possibile ritorno. La lettera consegnata a Harry altro non è che l’invito a frequentare la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Si apre così agli occhi di Harry un mondo fantastico e pieno di sorprese: i suoi gli hanno lasciato una piccola fortuna custodita alla Gringott, la banca dei folletti; alla stazione di Londra un treno speciale, lo Hogwarts Express lo attende per portarlo al castello dove si trova la scuola, il cui preside è uno dei maghi più potenti di sempre, Albus Silente.

Durante questo primo anno, Harry dovrà imparare a destreggiarsi in una realtà che gli è sempre stata preclusa, assurda e affascinante al tempo stesso, dalle bacchette magiche ai manici di scopa volanti; dai personaggi dei ritratti che cambiano continuamente posizione alle sfarzose cene che compaiono misteriosamente sulla tavola della Sala Grande. Mentre frequenta le lezioni di Pozioni, Difesa contro le Arti Oscure, Trasfigurazione e Incantesimi, Harry fa la conoscenza dei suoi strambi insegnanti, tra cui il viscido e severo Piton, che sembra averlo in antipatia.

Nel frattempo, Harry scopre che c’è un piccolo oggetto, custodito a Hogwarts, al quale Silente tiene moltissimo. Ma lui sa anche che qualcuno sta tentando di rubarlo. Non potendo chiedere aiuto ai professori, che non gli crederebbero mai, il ragazzino decide di risolvere il problema da solo, mettendosi ripetutamente nei guai e coinvolgendo il suo compagno di stanza Ron Weasley e la stizzosa e saccente Hermione Granger. Il pericolo li unirà invece in maniera indissolubile, creando un’amicizia leale e sincera. Ma le ipotesi di Harry sono molto lontane dalla verità, che risulterà assai più temibile del previsto.


Autore

J.K. Rowling (Joanne Rowling) è una scrittrice e sceneggiatrice britannica, famosa in tutto il mondo per la saga del piccolo maghetto Harry Potter. Gli inizi della sua carriera sono stati piuttosto duri: separata, con una figlia a cui a stento riusciva a provvedere, Joanne trova una piccola casa editrice, la Bloomsbury, disposta a pubblicare il romanzo al quale dice di aver lavorato per cinque anni nei ritagli di tempo “Harry Potter e la pietra filosofale“. Il successo è immediato e travalica ogni aspettativa.

Al primo libro seguono “Harry Potter e la camera dei segreti”, “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”, “Harry Potter e il calice di fuoco”, “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”, “Harry Potter e il principe mezzosangue” e l’ultimo, “Harry Potter e i Doni della Morte“, che è considerato il libro più venduto nella storia dell’editoria, con 11 milioni di copie in un solo giorno. Oggi Joanne Rowling è la seconda donna più ricca d’Inghilterra, dopo la Regina e la seconda più ricca d’America dopo Oprah Winfrey.

Quando ormai la saga di Hogwarts è divenuta un fenomeno mondiale, grazie anche alle trasposizioni cinematografiche, la scrittrice partecipa come sceneggiatrice ai due spin-off incentrati sulla figura di Newt Scamander “Animali Fantastici: dove trovarli” e “Animali Fantastici: I crimini di Grindelwald”, e pubblica il sequel “Harry Potter e la maledizione dell’erede“, sotto forma di copione teatrale. Per non restare incastrata nella figura di scrittrice per bambini, pubblica alcuni romanzi gialli per adulti con le pseudonimo di Robert Galbraith, tutti incentrati sulla figura dell’investigatore privato Cormoran Strike: “Il richiamo del cuculo”, “Il baco da seta”, “La via del male” e “Bianco letale“. Anche questi riscuotono fin da subito un notevole successo.


Recensione

Bisogna sempre chiamare le cose con il loro nome. La paura del nome non fa che aumentare la paura della cosa stessa. (Albus Silente)

Quando lessi “Harry Potter e la pietra filosofale” nel 2001, il libro era uscito da poco e la saga non aveva ancora la portata odierna. Eppure ne rimasi subito affascinata. Quando ti capita una storia così peculiare e diversa capisci subito che l’andamento editoriale prenderà una piega tutta sua. Nonostante il primo libro si sia presentato fin da subito come un romanzo per bambini, è innegabile che il suo fascino abbia incantato ogni genere di lettore, dal più giovane a quello adulto, che mai avrebbe pensato di leggere una storia di maghi e streghe.

Invece Harry Potter si è posto nell’editoria mondiale come uno dei fenomeni più significativi di sempre. Una storia che resterà nelle librerie per generazioni e che ha dato vita a una serie di personaggi che hanno raggiunto la fama mondiale in pochissimi anni, grazie anche alle trasposizioni cinematografiche. “Harry Potter e la pietra filosofale” si mostra fin dalle prime pagine scritto con un linguaggio estremamente semplice, diretto prevalentemente ai bambini. Tanto semplice che all’inizio ho fatto fatica ad abituarmi allo stile. Ma è stato sufficiente aprire la porta dello scompartimento sullo Hogwarts Express, ed ero già irrimediabilmente persa.

La fantasia della Rowling è sfrenata e unica, capace di creare personaggi indimenticabili, ben caratterizzati e in grado di muovere sentimenti molto profondi nel lettore, dalla simpatia più pura al disprezzo totale. Già a partire dai nomi, curiosi e sorprendenti, la scrittrice contribuisce a disegnare le sue figure, riuscendo a cogliere la loro caratteristica fondamentale. Allo stesso modo, il vocabolario che inventa per oggetti e incantesimi è straordinario e senza eguali e resterà nell’immaginario collettivo per sempre, anche a causa della ossessività e della precisione con cui costruisce ogni singolo elemento della realtà magica.

Ogni dolce ha un suo nome, ogni incantesimo una sua precisa formula, ogni bacchetta è costruita con un diverso materiale magico unito a un differente tipo di legno. Persino la lista dei libri che Harry deve comprare è straordinariamente accurata. Si ha quasi la sensazione che andando in libreria si potrebbe trovare sullo scaffale “Infusi e pozioni magiche” di Arsenius Brodus. E poi dite la verità… quante volte, quando i vostri figli hanno insistito nel chiedervi di portar loro qualcosa, vi siete girati con un sorriso sornione rispondendo “prova con accio“. E quante volte, volendo cambiare le vostre azioni, avete pensato “se solo avessi una giratempo”…

Il mondo creato da J.K. Rowling è un mondo dove probabilmente tutti vorremmo vivere, dove la magia esiste ed è divertente e affascinante, anche se a volte pericolosa; una magia che sopravvive nascosta agli occhi dei Babbani, la gente comune, ma che opera comunque fin dai tempi più lontani contribuendo a grandi eventi. Non penserete davvero che solo Merlino e Morgana siamo stati capaci di usare la magia? Vogliamo indagare meglio su Agrippa, il grande condottiero Romano? O su Tolomeo, l’astronomo e geografo greco; oppure su Paracelso, il medico più rappresentativo del Rinascimento? Sfido che fossero così avanti rispetto ai loro contemporanei…

Anche quando usata male, la magia ha comunque la sua grandezza, come sottolinea Olivander quando Harry va a comprare la sua bacchetta

Dopo tutto, Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato ha fatto grandi cose… terribili, è vero, ma grandi

E così il piccolo Harry e i suoi amici ci trascinano nella loro realtà facendoci perdere il contatto con la nostra, e abituandoci a una vita che ben presto diviene tanto familiare da sentirne la mancanza alla fine del libro. La scrittrice è in grado, in poche pagine, di azzerare la differenza d’età tra i vari lettori. La questione non è desiderare di avere una bacchetta magica; la sua fantasia non si riduce a questa brama innata dell’uomo, ma va ben oltre. Anch’io alla fine del libro mi sono ritrovata a sognare un pacchetto di Cioccorane saltellanti, ho sperato di salire scale che cambiano direzione, di veder schiudersi un uovo di drago Dorsorugoso di Norvegia, di avere un quadro il cui protagonista sparisce spesso per andare a trovare i suoi vicini di parete o di fare una partita a Quidditch inseguendo un boccino d’oro.

Oltre a questo aspetto, già di per sé strabiliante, il libro della Rowling ci insegna l’importanza dell’amicizia e la forza dell’amore della propria famiglia. Il dono più grande che la madre di Harry gli ha lasciato morendo è stata la sua protezione, contro la quale neppure Voldemort ha potuto nulla. Mentre l’amicizia fra Harry, Ron e Hermione li protegge e supporta nei confronti di qualunque prova. Il primo libro della Rowling è, a ben guardare, una storia di riscatto. Ogni personaggio, per un motivo diverso, è alquanto impopolare nella scuola: Neville, con le sue paure e il suo essere imbranato; Ron, che proviene da una famiglia dalle precarie risorse economiche ed è costretto a usare addirittura la bacchetta del fratello maggiore; Hermione, che con la sua ossessione per lo studio risulta spesso saccente ed eccessiva; e lo stesso Harry, diverso per eccellenza, il bambino che è sopravvissuto senza che nessuno sappia perché.

L’anno scolastico sarà lungo e darà loro modo di crescere, affrontare le loro insicurezze e capire che il valore di una persona si misura dalle sue azioni. Harry, in particolar modo, dovrà fronteggiare le sue più profonde paure: essere un orfano, sentirsi inadeguato e banale, avere una comprensibile necessità di affetto e soprattutto accettare che non basta uno Specchio delle Brame per ottenere ciò che vogliamo.

Non bisogna soffermarsi sui sogni e dimenticare di vivere (Albus Silente)

Occorre invece affrontare i problemi, le paure, le incertezze della vita, anche se il futuro è insicuro e oscuro, e anche quella che sembra la peggiore delle opzioni può risultare come una nuova occasione.

In fin dei conti, per una mente ben organizzata, la morte non è che una nuova, grande avventura (Albus Silente)

In conclusione, penso di poter dire che “Harry Potter e la pietra filosofale” sia stato uno dei romanzi migliori che io abbia mai letto. Ha destato in me sensazioni fortissime e piacevoli che spero di ritrovare nei capitoli successivi. Ho riso, ho pianto, mi sono commossa ed entusiasmata, ho sognato di colpire Piton con un incantesimo e di mangiare un ghiacciolo al limone con Silente. Consiglio quindi vivamente la lettura a tutti, grandi e piccini.

Perché, alla fine, mi sono convinta di una cosa: non è nella storia (seppur entusiasmante e originalissima) la grandezza di questo romanzo, ma nella scoperta, insieme a Harry, di un mondo così sconvolgente, unico e ammaliante, che a chiusura del libro vorremmo disperatamente che fosse vero.


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