House of roots and ruin – Erin A. Craig

House of roots and ruin – Erin A. Craig

Titolo: House of roots and ruin

Autore: Erin A. Craig

Editore: Fanucci

Genere: fantasy

Pagine: 463

Prezzo: 16,90


Trama

Nonostante sogni avventure ben oltre le coste delle isole Salann, la diciassettenne Verity Thaumas è rimasta nella tenuta di famiglia, Highmoor, con la sorella maggiore Camille, mentre le altre ragazze Thaumas si sono divise per Arcannia. Quando Mercy comunica loro che la duchessa di Bloem è interessata a far dipingere a Verity un ritratto del figlio Alexander, lei si mostra subito entusiasta, ma Camille non è d’accordo e prova a impedirglielo rivelandole un segreto taciuto per anni: Verity è in grado di vedere i fantasmi. Sconcertata, la giovane fugge da Highmoor diretta a Bloem, dove viene conquistata dal paesaggio florido e lussureggiante e dall’affascinante e spiritoso Alexander. Ben presto, però, Verity inizia a intravedere il lato oscuro della tenuta, nascosto con cura dietro una facciata così vigorosamente stucchevole.


Autore

Erin A. Craig è una scrittrice statunitense, autrice bestseller del New York Times. Dopo aver lavorato nel teatro, dirigendo alcune pièces, ha deciso di dedicarsi alla scrittura. Il suo romanzo d’esordio “La casa di sale e lacrime” ha avuto un enorme successo. Nel 2022 esce il suo secondo romanzo, molto atteso dal pubblico Young Adult “Piccoli favori” e nel 2023 “House of roots and ruin“, sequel del primo romanzo.


Recensione

Ho appena terminato “House of roots and ruin” e le mie reazioni a questo libro sono contrastanti ma tutte molto forti. Ho iniziato la lettura con alte aspettative, sapendo che avrei ripreso la storia delle sorelle Thaumas da dove l’avevo lasciata in “La casa di sale e lacrime“, ma con uno stile di sicuro più maturo, più simile a “Piccoli favori“. Mi aspettavo un romanzo dalle tinte fortemente oscure, visto soprattutto che la protagonista, l’ultima delle dodici sorelle, la piccola Verity, è quella che ha mantenuto più cicatrici dalla sfortunata tragedia che hanno dovuto affrontare. Dopo dieci anni, infatti, Verity è ancora in grado di vedere i fantasmi, ma ha dimenticato tutto quello che è accaduto quell’ultima drammatica notte a Highmoor, e ha appena scoperto nel modo sbagliato che tutti hanno cercato di nasconderle questa sua pericolosa capacità.

Quello che ho trovato invece all’inizio, è stato un racconto piuttosto lento della fuga da casa di Verity e del suo arrivo a Chauntilalie, tra il Popolo dei Fiori, dove fa la conoscenza della famiglia Laurent e del giovane Alexander. Fin dall’inizio ti aspetti che ci sia qualcosa di sbagliato nella vita di questa famiglia; attendi segreti scabrosi a cui il registro del libro precedente e in generale della Craig ci ha abituato; è ovvio che succederà il peggio e Verity resterà invischiata in qualche dramma tetro e pericoloso. Eppure. Eppure per metà libro non accade nulla: i Laurent sono davvero una tranquilla famiglia (con i loro trascorsi di sicuro, ma niente di eclatante). Neppure il rapporto d’amore con Alexander prende la piega sperata, anzi è quasi una delusione. Verity non ha mai conosciuto l’amore e non sa cosa si prova a essere attratta da un ragazzo; il sentimento che la lega ad Alex le sembra piuttosto deludente, tanto che si chiede se non sia in realtà più innamorata dell’idea di essere innamorata.

Era tutto lì un bacio?

No, impossibile.

Non era su quello che i poeti scrivevano sonetti.

Non era su quel genere di sentimenti che venivano scritte le canzoni.

Nonostante questo ho proseguito la lettura, perché avevo fiducia che sarebbe arrivata la svolta, quella in cui la tranquilla fiaba si sarebbe trasformata in un orrore, in un incubo che mi avrebbe tolto il respiro. Ed Erin A. Craig non mi ha delusa. Quando decide finalmente di far precipitare la storia, lo fa con forza, improvvisamente e senza scrupoli. Una scia di colpi di scena tetri e strazianti, cambiamenti insospettabili nei personaggi, segreti peggiori di quelli che il lettore aveva ipotizzato. Finché non ti ritrovi in una morsa che ti stringe il petto e ti toglie il fiato, perché ti rendi conto che tutto è come avevi immaginato e anche peggio. Impossibile staccarsi dalle ultime pagine, in un crescendo di tensione ammaliante e struggente. E quando pensi che finalmente tutto sia finito…arriva l’ennesima svolta che ti schiaccia con la sua oscurità, che ti travolge e ti fa chiedere se sentiremo ancora parlare di Verity e del suo conte.

Tu e quel ragazzo creerete cose terribili. Così terribili da poter abbattere persino gli dèi.


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