Gioco di sangue – Giannicola Nicoletti

Titolo: Gioco di sangue
Autore: Giannicola Nicoletti
Genere: thriller
Pagine: 227
Prezzo: 12,99
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Trama libro
Germania 1944: sullo sfondo della minaccia nazista un uomo dà la caccia a un nuovo orrore.
Mentre l’Europa è sconvolta da un vortice di morte, il Detektiv Braum ingaggia una spietata corsa contro il tempo per sottrarre altre vittime alla Sinfonia di Sangue.
Autore
Giannicola Nicoletti è un autore italiano, che ha lasciato la sua Matera per stabilirsi in Brasile dove si dedica alla scrittura. Pubblica horror, thriller e pulp. Dopo “Incubo reale“, “La cattedrale del male”, “Gioco di sangue” e “Una parte di me“, è uscito “Verdetto finale“.
Recensione libro
Abituata alla scrittura efferata e cruda dell’autore, sono rimasta sorpresa quando ho iniziato la lettura di “Gioco di sangue“. Pur essendo la sua firma chiaramente presente anche in quest’opera, è come se qui fosse mitigata, meno splatter. È una storia dove il risvolto psicologico vince sul realismo degli eventi, che sono comunque sempre descritti in modo dettagliato e crudo, adatto a lettori non impressionabili. Quello che mi ha affascinato fin da subito è stata l’ambientazione, che ci pone davanti una domanda alla quale non avevo mai pensato. Nella Germania nazista, dove lo Stato stava già perseguendo un crimine enorme, e dove la popolazione viveva a contatto con la violenza, che posto aveva la criminalità “comune”? Un serial killer, che non era una priorità per le forze dell’ordine impegnate in ben altre ricerche, poteva farla franca? Nasce da questo dubbio un’indagine piena di tensione, che segue il Detektiv Braum in una corsa contro il tempo per fermare l’assassino seriale che sta mietendo vittime nei dintorni della sua città. Braum non può contare sull’appoggio della polizia, poco interessata al fatto che molte vittime siano ebree.
Ma il detektiv è uno di quei numerosi tedeschi che furono costretti a seguire le regole del Regime senza condividerle, e per lui salvare qualunque vita è fondamentale, e non disdegna di partecipare persino alla fuga dei suoi concittadini ebrei. La scrittura è come sempre molto scorrevole; la narrazione alterna il punto di vista di Braum con quello del serial killer, che non fa mancare quindi scene violente e crude. E’ in queste pagine che ho ritrovato quel gusto per l’efferatezza, il macabro e la ferocia tipico dell’autore. Entrambi i personaggi sono ben caratterizzati e Braum è un protagonista che ho trovato molto positivo: in apparenza rude e freddo, incapace di mantenere vivo persino il rapporto con la moglie, è in realtà un animo buono, che in una situazione così drammatica ha deciso di non piegarsi allo Stato. Tra tutti i romanzi di Giannicola Nicoletti questo è quello che ho preferito, per intreccio, per protagonisti e per tematiche. Una lettura piacevole e inquietante al tempo stesso, intrigante e scorrevole, che rende bene le emozioni dei protagonisti e quel velo di orrore che permea sempre le sue opere.


