Via delle streghe – Marilù Oliva

Titolo: Via delle streghe
Autore: Marilù Oliva
Genere: romanzo
Pagine: 272
Prezzo: 18,50
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Trama libro
Quattro donne: Zulmira, la «maga» del quartiere, Serena, appassionata di kung fu e fidanzata con un poliziotto, Magalie, docente universitaria con un passato tormentato, e Iside, brillante informatica confinata su una sedia a rotelle. Quattro normali vicine di casa di un vicolo nel centro di Bologna, che si ritrovano la sera in salotto per torta, tisane e chiacchiere. Solo che quei convegni sono più simili a moderni sabba, in cui progettano quella che chiamano «magia nera». Ovvero omicidi: la vendetta per efferati femminicidi i cui autori l’hanno fatta franca, sgusciando tra le maglie della legge, come è successo all’ex fidanzato assassino della sorella di Serena. Pur con qualche dubbio, le quattro «streghe» si sentono dalla parte della giustizia. Ma la violenza prende sempre la mano e il caso è un ingrediente pericoloso, capace di infilarsi anche in una pozione preparata con cura. Tra un amore tossico che ritorna dal passato e un giovane corteggiatore troppo curioso, un presunto tesoro nascosto e un’incursione azzardata nel deep web, la situazione diventa presto molto pericolosa. Tanto da mettere a rischio un piano, un’amicizia e più di una vita.
Autore
Marilù Oliva è una scrittrice italiana, insegnante di lettere, saggista e critica letteraria. Dopo una serie di fortunati romanzi thriller e noir, esce “Biancaneve nel Novecento“, un romanzo storico; in seguito viene pubblicata la sua riscrittura di Omero “L’Odissea. Raccontata da Circe, Penelope, Calipso e le altre” e poi la riscrittura di Virgilio “L’Eneide di Didone“, oltre a una raccolta di miti per bambini “Miti straordinari“. Nel 2026 esce invece il suo romanzo “Via delle streghe“.
Recensione
Ritrovare la scrittura di Marilù Oliva è stato un piacere, anche se questa volta l’autrice cambia genere narrativo, abbandonando i suoi adorati miti greci e passando a figure femminili ben differenti. Quattro protagoniste moderne, infatti, che si riuniscono solo a mezzanotte, in uno dei loro appartamenti in Via delle Streghe, in misteriosi e segreti sabba nei quali esercitano la loro Magia Nera. Sono streghe? Se lo chiedete a Zulmira vi dirà di sì. Se lo chiedete a Magalie vi risponderà che la magia non esiste, è tutto riconducibile a una motivazione pratica e concreta. Eppure le quattro donne qualcosa di straordinario lo fanno davvero, unendo i loro personali poteri speciali: individuano i responsabili di femminicidi che le forze dell’ordine non sono riuscite a incastrare, e se ne liberano.
Zulmira, Magalie, Serena e Iside hanno un passato pesante, a volte addirittura violento, e un desiderio in comune: ripristinare quella giustizia in cui non credono più. E per farlo, hanno creato una Congrega perfetta e insospettabile. Iside, donna transgender reclusa su una sedia rotelle perché ha tentato il suicidio, è la hacker del gruppo; quella che segue i movimenti dei prescelti, studia le loro abitudini e trova il posto perfetto. Zulmira, ormai settantenne, è la vera maga, quella che conosce l’uso di ogni erba esistente e sa creare la pozione in grado di stordire le vittime. Magalie è la professoressa di storia medievale, specializzata nel periodo delle streghe, che ha la capacità di mimetizzarsi così bene tra la folla da arrivare vicino al prescelto e drogarlo. Infine, Serena, la più spezzata di tutte, a cui un ex ragazzo geloso ha ucciso la sorella qualche anno prima, è l’esecutrice materiale. Rabbia, ribellione, desiderio di giustizia e ricerca di vendetta si mescolano in modo sapiente e pericoloso, trascinando queste quattro amiche in un baratro oscuro e ammaliante. E si sa che la violenza spesso prende la mano e non può essere gestita.
Si erano trovate senza preavviso nello stesso valico, spinte da pulsioni differenti ma convergenti. Oltrepassato il cammino del dolore e dell’indignazione, si erano cristallizzate l’anima in una nuova dimensione: erano furenti, spenta ogni speranza, perso il baricentro di un senso, gridavano rappresaglia. O, almeno, che lo scempio non si ripetesse.
E quando sei convinta di essere nel giusto, quando credi fermamente che stai facendo un favore al mondo e lo stai migliorando, come puoi distinguere tra giustizia e vendetta? Avranno dei cedimenti è vero, penseranno spesso che un metodo violento non può essere il più efficace per cambiare l’umanità. Ma la loro rabbia ha bisogno di essere placata.
Lei che ha fatto della ricerca l’epicentro della sua vita, sa bene che l’unico modo per contrastare il patriarcato è prevenire e educare alla civiltà. E allora perché, quando pensa agli ultimi istanti di Diego, sente un brividino di soddisfazione correrle lungo la colonna vertebrale?
Marilù Oliva riesce a creare con grande maestria quattro donne dilaniate da differenti mancanze. Donne a cui la vita, la famiglia, gli amori, hanno tolto la pace e la serenità, la fiducia in se stesse e forse anche la voglia di vivere. Quattro donne che l’umanità ha spezzato con la sua cattiveria e il suo egoismo e che fanno fatica a trovare il proprio posto nel mondo e a fingere che vada tutto bene. La tematica scelta questa volta dalla Oliva è tristemente quotidiana, e forse è capitato a tutti di pensare davanti all’ennesimo caso di femminicidio che qualcuno avrebbe dovuto punire questi criminali. Eppure seguirle nella loro vendetta ispira un senso di inquietudine e di tristezza. È una scrittura come sempre scorrevole, ammaliante, in grado di generare tensione per tutto il racconto. E quando pensi che abbiano esagerato e che sia arrivato il momento di tirarsi indietro, l’autrice ti colpisce con un finale straziante e spaventoso, che forse, tutto sommato, rimette in ordine le cose.


