Memorie di Madame Pelote, gatta di Michel de Montaigne – Françoise Armengaud

Memorie di Madame Pelote, gatta di Michel de Montaigne – Françoise Armengaud

libro

Titolo: Memorie di Madame Pelote, gatta di Michel de Montaigne

Autore: Françoise Armengaud

Editore: Lindau

Genere: libri di memorie

Pagine: 83

Prezzo: 14,00


Trama libro

Scrive Montaigne (Saggi, libro II, capitolo 12): “Quando mi trastullo con la mia gatta, chissà se essa non faccia di me il proprio passatempo più di quanto io faccia con lei? Ci intratteniamo con reciproche scimmiottature”. E allora ecco il filosofo visto con gli occhi di Pelote, la sua gatta. Grazie a lei, possiamo entrare nella sua biblioteca, condividere la sua vita quotidiana, ascoltare i suoi celebri “saggi” attraverso orecchie feline e concludere, in stile anglosassone, con un ritratto di Montaigne come gatto. Idealmente nella scia di un piccolo libro a suo tempo entrato in classifica come “Un’estate con Montaigne” di Antoine Compagnon, questo testo rappresenta una lettura perfetta per chi voglia avvicinarsi all’autore dei “Saggi” con leggerezza e una sempre utile dose di umorismo.


Recensione libro

Questo è di sicuro il memoir più curioso che io abbia mai letto: una gatta che parla del suo padrone, giudicando lui e l’umanità intera. Quando mi è stato proposto ne sono rimasta subito affascinata, non solo perché conoscevo davvero poco del grande filosofo Michel de Montaigne e mi avrebbe fatto piacere avere qualche informazione in più, ma più che altro perché reputo i gatti degli animali estremamente intelligenti, la cui comprensione del mondo è secondo me molto più profonda di quello che lasciano intendere. E difatti Pelote, la gatta tanto amata da Montaigne, apre questo memoir specificando che per scriverlo ha dovuto infrangere il giuramento segreto dei gatti, che impone di non ammettere la conoscenza della lingua e della scrittura umana. Semmai noi uomini dovessimo infatti scoprire queste loro abilità, con tutta probabilità chiederemmo loro di svolgere ulteriori compiti, che andrebbero a sommarsi a quelli già ingrati di proteggere gli ambienti da topi e altri animali…

L’intento di Pelote, in questo suo libricino, è quello di mostrarci un uomo che ha sempre ammirato e considerato tra i più intelligenti della sua specie. E mentre seguiamo i piccoli avvenimenti quotidiani, scopiamo così che il filosofo è stato, per la sua epoca, una figura molto moderna. La prima cosa che emerge da questi racconti è il grande amore di Montaigne per gli animali, che considerava dotati di grande intelligenza e meritevoli di rispetto, gentilezza e dolcezza. Allo stesso modo deplorava la convinzione dell’essere umano di essere più intelligente di loro solo per quella presunzione e arroganza che lo caratterizzano.

Io, Pelote, sono pienamente d’accordo. Applaudo quando Montaigne dice che l’essere umano si discosta e si allontana dalle altre creature. Oh miseria, presunzione e arroganza degli umani! Non è alla luce di un discorso razionale, ma per folle e ostinato orgoglio che vi preferite agli animali.

Dal suo ritratto emerge anche la grande diplomazia del filosofo, che era grande amante di discussioni, guerre e metodi violenti, soprattutto sulla questione religiosa: Montaigne si dice aperto al dialogo, disposto a favorire le trattative tra le parti, e soprattutto contrario alle leggi in materia di fede. Quanta apertura mentale! Sembra che quest’uomo del 500 abbia avuto più flessibilità mentale e più tolleranza di una grande maggioranza della popolazione di oggi… Lo dimostra anche la grande considerazione nei riguardi delle donne.

Le donne non hanno affatto torto quando rifiutano le norme di vita che sono adottate nel mondo, tanto più che sono gli uomini che le hanno fatte senza di loro.

Un uomo che non ha mai preteso di sapere tutto, e che anzi sosteneva con fervore che nessuno ha mai conosciuto la chiara verità, che l’unica delle certezze fosse che nulla è certo, e che nulla è più miserevole e orgoglioso dell’uomo. E continuava sostenendo di non avere un’opinione definitiva sulle cose, dichiarando di astenersi dal giudicare, e che l’unica cosa importante fosse quella di gioire di ciò che capita, di quello che è alla nostra portata, di vivere il presente e di goderne. Mi piace. Ho scoperto una figura con la quale più di 500 anni fa avrei potuto essere amica. Trovo l’idea di base dell’autrice Françoise Armengaud molto originale e soprattutto ben strutturata: un memoir che si legge con curiosità, che fa ridere, ma che lascia impressa una visione chiara, semplice, incantevole di un filosofo di cui, chi non è conoscitore della materia, probabilmente non sa molto. E’ stato piacevolissimo ripercorrere con Pelote alcuni dei principi che Montaigne ha espresso nei suoi famosi “Saggi”, conoscere un uomo che ha precorso i tempi e che ancora oggi mostra una mente aperta, uno spirito vivo e pronto a farsi domande, illuminato su molti temi, soprattutto sulla libertà individuale. Un’opera che consiglio a tutti: amanti dei gatti, interessati di filosofia, curiosi della vita, o anche solo desiderosi di una storia un po’ strana e ironica ma estremamente lucida.