Morte di un naso – Monica Sommacampagna

Morte di un naso – Monica Sommacampagna

libro

Titolo: Morte di un naso

Autore: Monica Sommacampagna

Editore: Golem

Genere: giallo

Pagine: 352

Prezzo: 16,90


Trama libro

Un lunedì di settembre, l’ispettore De Garde riceve una prima misteriosa lettera. La annusa con foga, in cerca di un odore che possa svelare qualche indizio. L’unica cosa certa è che non può averla ricevuta dal presunto mittente – il miglior Naso di Mantova – perché pochi giorni prima ne ha riconosciuto il cadavere, colpito a morte in un campo di zucche. Davide Frua era un genio celebre per le sue creazioni olfattive straordinarie in grado di cambiare la vita delle persone. Quali ombre nascondeva un uomo tanto schivo quanto generoso? Chi poteva avere interesse a ucciderlo? Tra fragranze leggendarie e rancori taciuti, l’indagine di Massimo De Garde si snoda tra il suggestivo Borghetto sul Mincio, Mantova e Verona, culminando la sera di Halloween, tra ricordi, dolori e rivelazioni inaspettate.


Autore libro

Monica Sommacampagna è scrittrice e giornalista per L’Arena. Trovate le sue recensioni di gialli e noir su Milano Nera. Tra le sue opere, una decina di libri di cultura gastronomica, oltre ai romanzi “L’uomo senza etichetta” e “Ieri è oggi e anche domani“.


Recensione libro

A volte uscire dalla propria comfort zone, immergersi in generi a cui non si è abituati, vi fa scoprire storie e autori che vi sorprendono e vi restano nel cuore o, come in questo caso, nel naso. Il romanzo di Monica Sommacampagna è stata un’esperienza sensoriale, un giallo dall’intreccio sicuramente interessante, ma che è molto più di quello che vi aspettate. La scrittura dell’autrice contribuisce alla fortuna di questa storia: elegante e raffinata, in alcuni punti addirittura poetica, ma sempre scorrevole. La caratteristica originale di questo libro è l’uso di profumi, fragranze, odori che si intrecciano con la storia, a volte fungendo da indizi per risolvere l’indagine, in altre occasioni richiamano invece emozioni, sentimenti e ricordi nei protagonisti. E’ una scrittura che, più che descrivere, è capace di evocare gli avvenimenti presenti e passati; una scrittura in cui ti accomodi, tanto è accogliente, calda e avvolgente. Il protagonista, il nostro caro ispettore Massimo De Garde, ha appreso dalla madre scomparsa l’amore per i profumi, e la capacità di distinguere i più svariati odori. Un dono che ha scoperto essere molto utile nel suo lavoro, visto che alcuni di essi, agendo sul cervello umano, favoriscono una maggiore sincerità o portano a reazioni specifiche.

Aveva imparato a venerarli, fino da ragazzino, allievo dell’attenzione materna. Gli aprivano porte anche dove la strada sembrava sbarrata.

Un uso dei profumi molto simile, per alcuni aspetti, a quello della vittima Davide Frua, il profumiere più famoso di Mantova, che si dice fosse capace di infondere nelle sue creazioni i sogni delle persone, stimolandole a cambiare la propria vita o a inseguire i propri desideri.

Davide Frua aveva raffinato l’arte profumiera al punto che, ascoltando e conoscendo i suoi clienti, metteva, non so come, nei profumi i loro sogni e così, in qualche modo, cambiava il loro destino. Chi li spruzzava su di sé, esaudiva le sue ambizioni nascoste.

All’interno della storia viaggiano due linee parallele: da un lato l’indagine sulla morte del Frua, dall’altra le vicende personali di Massimo De Garde, che nascondono un passato che ci viene svelato a piccole dosi, tramite flashback. Un passato pieno di ricordi nascosti, che si intrecciano con i segreti del Borgo, creando una vicenda che mi ha toccato forse più dell’indagine stessa e che alla fine, quando verrà svelato il motivo per cui De Garde è tanto preso dall’assassinio del profumiere, mi ha addirittura commossa. Al fianco dell’ispettore, una serie di personaggi secondari notevoli; vere e proprie macchiette, che sono in grado di divertire il lettore o di farlo ragionare su temi delicati.

Che dire? Un giallo che riesce a portare avanti un intreccio credibile e pieno di suspense, e che allo stesso tempo indaga l’animo umano, costringendo il protagonista a rievocare il suo passato per poterlo accettare e andare avanti, con una visione nuova della vita, più sincera e anche più serena. Il romanzo è autoconclusivo, ma un episodio particolare dell’ultimo capitolo mi lascia sperare che le avventure del nostro caro ispettore potrebbero continuare. Ci sono infatti un paio di eventi, nella storia della cittadina, a cui bisognerebbe rendere giustizia, e sarei davvero felice di ritrovare i nostri protagonisti alle prese con questo nuovo compito. “Morte di un naso” potrebbe essere il primo di una fortunata serie di gialli. Quindi, preparatevi a un’immersione olfattiva emozionante, che vi trascinerà sulle note di odori che non avreste mai immaginato potessero esistere.