Theo da Golden – Allen Levi

Titolo: Theo da Golden
Autore: Allen Levi
Genere: romanzo
Pagine: 442
Prezzo: 19,00
Trama libro
In una mattina di primavera, un uomo molto anziano arriva a Golden, una piccola cittadina del sud degli Stati Uniti. Nessuno sa chi sia né da dove venga. Elegante ed enigmatico, dice soltanto di chiamarsi Theo e accenna vagamente a degli ‘affari da sistemare’. Quando entra in una caffetteria del centro, scopre una galleria di novantadue ritratti a matita appesi alle pareti. Sono i volti degli abitanti di Golden, disegnati con straordinaria delicatezza da un artista locale. Ne rimane incantato e matura un’idea semplice quanto radicale: acquistarli tutti e, uno a uno, restituirli ai loro ‘legittimi proprietari’. Da quel momento, questa diventa la sua missione. Allo sguardo di Theo non sfugge niente: osserva, ascolta, riconosce negli altri le cicatrici invisibili che la vita lascia dietro di sé. E così ogni consegna si trasforma in un incontro capace di imprimere un segno profondo. Nascono amicizie inattese, vecchie ferite cominciano a rimarginarsi, persone abituate a sentirsi ignorate si scoprono finalmente accolte. Giorno dopo giorno, Theo risveglia emozioni dimenticate e intreccia i destini di una comunità intera, dimostrando che essere gentili, senza aspettarsi niente in cambio, è l’atto più rivoluzionario del nostro tempo. Ma il romanzo non si ferma solo a questo: ci sono un mistero da risolvere, un legame lontano, un destino che si deve compiere senza lasciare tracce...
Recensione libro
«Ti dirò, Theo, le persone come te riaccendono la mia fiducia negli esseri umani.»
«Certo, a volte possiamo essere una razza terribile, ma al tempo stesso anche terribilmente meravigliosa. Siamo tutti capaci di santità. Anche tu, James. Anche tu.»
Quando ho chiuso questo libro ho capito il motivo per cui è stato un miracolo del passaparola, ed è passato dall’autopubblicazione all’attenzione di una casa editrice. “Theo da Golden” è una festa della gentilezza. È una di quelle storie così candide, pure, rilassanti, che chi la legge ha voglia di parlarne con amici e conoscenti. Il romanzo di Levi è pacato, senza molta azione; ha un tono riflessivo e intimo e una scrittura semplice e quotidiana. E probabilmente questo è anche il motivo che lo rende così scorrevole. Quando il protagonista arriva nella cittadina di Golden, nell’America del Sud, e inizia a curiosare in giro con quella sua aria ingenua e quel suo essere silenzioso e riservato, ti aspetti qualche grande sconvolgimento durante la lettura. Invece ben presto capisci che davvero Theo è tutto in quello che vedi: un simpatico ottantenne che si interessa alle vite dei suoi vicini. Di Theo non sappiamo nulla: né il suo cognome, né il suo passato, né perché abbia deciso di lasciare la grande città per ritirarsi in un posto piccolo e pacifico come Golden. Sappiamo solo che è nato in un paesino portoghese e che è un grande osservatore. E anche se all’inizio le persone a cui decide di regalare i ritratti acquistati alla caffetteria sono piuttosto dubbiose sulle sue buone intenzioni, tu lo senti subito che Theo è un’anima buona e che non ha secondi fini. Alcune delle persone che contatterà, che sono state immortalate nei quadri del pittore locale, gli apriranno il loro cuore come se quel vecchietto fosse un loro caro amico a cui raccontare le gioie e dispiaceri della loro vita. Altre si stupiranno del fatto che possa esistere una persona capace di atti di gentilezza senza un secondo fine. E Theo davvero non ha altro motivo per regalare i ritratti ai legittimi proprietari, se non la speranza di renderli felici.
L’anziano signore, che in poche settimane conquisterà i cuori di gran parte della cittadina, dimostrerà a tutti la bellezza e l’importanza di fermarsi ad ascoltare il prossimo, di guardarlo davvero e di notare quei particolari che troppo spesso nella fretta della nostra vita ci lasciamo sfuggire. Theo dimostrerà a tutti quanto sia facile e gratificante essere gentili con il prossimo. Levi si è preso il suo tempo per raccontare di come Theo si inserisce silenziosamente nella comunità di Golden e di quante piccole cose riesce a cambiare solo attraverso un gesto gentile e una parola di apprezzamento. È una storia per chi ama i buoni sentimenti, per chi vuole fermarsi e concedersi un momento dolce, per chi vede l’opera del Signore nei gesti quotidiani. Io devo ammettere che tanta premura da parte di Theo, tanta gentilezza, che si rispecchia nello stile di scrittura, in alcuni passi mi sono sembrate un po’ smielate e ha ottenuto l’effetto di rendermi il personaggio meno credibile. Forse mi aspettavo che questo grande progetto che porta avanti a Golden avrebbe influenzato di più le singole persone e le famiglie, quando in realtà le vite di molti di loro sono solo osservate. Ma indubbiamente è un’opera da leggere se ci si vuole riconciliare con la vita e con il prossimo. Il finale, al contrario, è stato inaspettato, scioccante nelle varie spiegazioni e mi ha lasciato con un sapore dolce amaro in bocca. Avrei voluto tornare indietro e rileggere tutto con occhi diversi. Ma alla fine non sarebbe cambiato nulla, perché il messaggio di Theo è arrivato forte: non siamo soli, ma circondati da altri individui, che a volte attendono solo di essere notati. E un atto di gentilezza può essere una piccola, grande rivoluzione.


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