Non dimenticarlo mai – Federica Bosco

Non dimenticarlo mai – Federica Bosco

Titolo: Non dimenticarlo mai

Autore: Federica Bosco

Editore: Garzanti

Genere: romanzo

Pagine: 335

Prezzo: 17,00

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Trama

Giulia ha 49 anni, una carriera perfettamente avviata come giornalista, un compagno da quattro anni, Massimo, con cui ha instaurato un rapporto fondato sulla libertà reciproca, il rispetto delle necessità dell’altro e l’indipendenza. Eppure la mattina del suo compleanno, sola, nella sua cucina, ha quella che definisce un’epifania. A cosa si riduce la sua vita? Cosa sta lasciando al futuro? Qual è la traccia che la farà ricordare? E così, nonostante abbia ripetuto per anni sia a Massimo che ai suoi amici di non voler avere figli, ora quel pensiero si insinua nella sua mente e diviene l’unico scopo della sua vita.

Convincere il compagno a prendere una simile decisione (anche lui giornalista, al culmine della sua carriera) non sarà facile, soprattutto quando scoprirà di non avere appoggio da nessuno: le sue amiche di sempre la accusano di essere sconsiderata e la madre le fa notare che forse è troppo vecchia. Ma Giulia ormai è abituata a non contare sulla donna insensibile ed egoista che l’ha cresciuta, lasciandola sola per tutta la vita mentre giocava d’azzardo tutto quello che possedeva, compresa la sua casa.

Nonostante le indecisioni e le difficoltà, Giulia e Massimo si imbarcano nelle cure per la fertilità: un mondo totalmente nuovo che dà loro continue speranze e grandi dolori. E mentre cerca di portare avanti la gravidanza, la donna dovrà fare i conti con la verità che la circonda: le persone più importanti della sua vita, quelle da cui cerca continuo affetto, sono le uniche che non sono capaci di darglielo, e Giulia si troverà a passare da momenti di estasi a periodi di buio totale.


Autore

Federica Bosco, scrittrice e sceneggiatrice italiana, si è fatta notare già nel 2009 tra i finalisti del Premio Bancarella, con “S.O.S. amore“. Il successivo “Innamorata di un angelo” riscuote un notevole successo, e sarà seguito da altri tre capitoli. Escono poi “Pazze di me“, da cui è stato tratto l’omonimo film, “Ci vediamo un giorno di questi”, “Non perdiamoci di vista” e “Non dimenticarlo mai“.


Recensione

E’ il primo romanzo che leggo di Federica Bosco; arrivo come sempre un po’ in ritardo, quando l’autrice ha già ottenuto un notevole successo con i libri precedenti. Sono stata colpita fin da subito dalla scrittura piacevole, fluida, delicata e toccante, capace di trascinarti nella vita della protagonista e travolgerti con le sue emozioni. Mentre leggi la storia di Giulia passi dal sorriso alla tenerezza, attraverso la compassione, la rabbia, l’impotenza e la felicità, ed è sicuramente un pregio che l’autrice sia capace di comunicare tante diverse sensazioni nel corso della lettura.

All’inizio pensavo che il romanzo ruotasse solo attorno all’improvvisa voglia della protagonista di avere un figlio, e ai problemi che questa scelta comporta alla sua età. Non credevo di trovare un intreccio molto più profondo di così, nel quale Giulia deve combattere contro la sua incapacità di ammettere le sue necessità, i suoi desideri, i suoi bisogni, con tutti quelli che la circondano. Cresciuta con una madre assente, dedita al gioco più che al ruolo di genitore, abituata ad accontentarsi delle briciole di affetto che riceveva (quasi mai sincero tra l’altro), la donna non si rende conto di aver vissuto per tutta la vita cercando di non disturbare gli altri, di non farsi notare, di non pesare sui suoi affetti con quelle che credeva fossero sciocche richieste. E così anche con Massimo si accontenta dei pochi momenti in cui l’uomo ha voglia di essere romantico, accudente e premuroso, colpevolizzando invece se stessa ogni volta che lui è freddo e distante.

Crediamo di poter sopportare tutto, finché non stiamo così male da essere obbligati a chiedere aiuto. Tipico di quelli che hanno paura di disturbare.

Quelli che preferiscono tenere sempre un basso profilo di cui nessuno alla fine si ricorderà.

Con un’ironia sottile e delicata che ho apprezzato davvero molto, Giulia si racconta in queste pagine, perfettamente consapevole dei limiti e dei difetti delle persone di cui si è circondata, ma non riuscendo però a tirarsi fuori da questa spirale distruttiva.

Se mia madre fosse vissuta in Germania nell’Ottocento, è a lei che si sarebbero ispirati i fratelli Grimm per descrivere la strega.

E’ triste e doloroso seguirla lungo il processo faticoso che ha intrapreso e notare che ricade negli errori di sempre. Giulia è una donna indipendente, sveglia, intelligente, onesta e buona, ma non ha un carattere forte al contrario di quello che può sembrare e tende ad annientarsi davanti alle necessità degli altri. Mentre affronta questa sfida con se stessa, consapevole di meritare molto di più, nasce e si diffonde in lei un sentimento d’amore nei confronti del bambino che aspetta che travalica ogni cosa: l’unica certezza che ha, è che sua figlia avrà una madre che la amerà per quello che è, che la sosterrà sempre, senza abbandonarla mai.

No, non sarò una tua amica, sarò il tuo faro nel buio. Non dimenticarlo mai.

Due temi molto delicati quindi, trattati con estremo tatto dall’autrice e con molta partecipazione. Due situazioni differenti e complicate nelle quali molte donne possono ritrovarsi e dalle quali possono trarre consiglio. E’ un messaggio molto positivo quello che Federica Bosco condivide con il lettore, che ne viene rapito e se ne sente partecipe. E’ stata una lettura molto piacevole che mi ha fatto provare sentimenti contrastanti. Ho quasi avuto voglia di scuotere Giulia per le spalle per farle aprire gli occhi su una situazione malsana e distruttiva. Ma allo stesso tempo avrei voluto tenerle la mano e sostenerla per la scelta coraggiosa e difficile di diventare madre a cinquant’anni.

Pur non essendomi mai trovata nella sua situazione, ho compreso la grande forza di volontà necessaria, i sacrifici che bisogna accettare e lo sforzo sia fisico che mentale che occorre per seguire il suo percorso. E’ un viaggio nei suoi sentimenti, nelle sue speranze, nei suoi dolori, che mi ha lasciato un segno e la convinzione che se davvero desideri una cosa, anche se pensi che sia ormai tardi, devi rincorrere la felicità, perché può arrivare in qualsiasi momento.


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