Assedio e tempesta. Grishaverse – Leigh Bardugo

Assedio e tempesta. Grishaverse – Leigh Bardugo

Titolo: Assedio e tempesta. Grishaverse

Autore: Leigh Bardugo

Editore: Mondadori

Genere: fantasy

Pagine: 295

Prezzo: 18,00

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Trama

Dopo il massacro di Novokribirsk e la fuga dalla velasabbia dell’Oscuro, Alina e Mal si sono rifugiati dall’altra parte del Mare Vero, convinti di poter vivere in clandestinità. Il terrore e la delusione sono quindi cocenti quando l’Evocatore si presenta da loro con un nuovo esercito di mostri e li fa prigionieri, mettendoli di nuovo su una nave guidata da uno dei corsari più famigerati del Continente. Alina è disperata: non solo l’Oscuro ha sviluppato un nuovo potere mentre cercava di sfuggire ai volcra nella Faglia, ma non è a Ravka che la sta riportando. Il potere del cervo di Morozova è quello che desiderava ottenere, ma forse c’è qualcos’altro, nelle leggende popolari, a cui Alina non riesce a credere. Qualcosa che renderebbe la potenza degli Evocatori unica e micidiale. Sfuggiti per la seconda volta dalle mani dell’Oscuro, i due ragazzi dovranno affidarsi a personaggi improbabili e tornare a Ravka per cercare di mettere insieme un esercito in grado di contrastare l’Oscuro. Tra incertezze, sfiducia, guerre di palazzo e sovrani inadeguati, Alina si troverà di fronte a una scelta decisiva e dolorosa tra l’oscurità e la luce.


Autore

Leigh Bardugo è una scrittrice americana divenuta famosa in questi ultimi anni per aver creato l’universo Grisha. I suoi romanzi fantasy sono ormai molto attesi, soprattutto tra i ragazzi. Nel 2012 ha esordito con “Tenebre e ossa“, il primo volume della trilogia Grishaverse, seguito da “Assedio e tempesta” e “Ascesa e rovina“. Nel frattempo ha pubblicato la dilogia composta da “Sei di corvi” e “Il regno corrotto“, sempre ambientata nell’universo Grisha. Il suo primo romanzo per adulti “La nona casa” ha riscosso un enorme successo di pubblico. Nel 2021 è iniziata per Netflix la serie tv “Shadow and bone” basata sui suoi libri.


Recensione

«Noi siamo uguali» disse lui.

«Nessun altro lo è, nessun altro lo sarà mai.»

La verità di quella frase mi riverberò dentro. «Dal simile al simile.»

Secondo capitolo di una delle trilogie fantasy più acclamate degli ultimi anni, “Assedio e tempesta” si è dimostrato un degno seguito del primo libro della Bardugo “Tenebre e ossa“. Ogni volta che torno nell’universo Grisha vengo totalmente rapita dal suo fascino, dalle invenzioni geniali, dai protagonisti fuori dal comune che la Bardugo ha saputo creare. Un mondo entusiasmante che brilla, incuriosisce, spaventa e ammalia insieme. Un mondo dove ombra e luce combattono una guerra epica non solo sul campo di battaglia, ma soprattutto nell’animo dei protagonisti. Lo stile dell’autrice è sempre scorrevole e fluido e tanto più affascinante quanto più lei si impegna nel ricreare un ambientazione simile a quella del periodo degli Zar, con una maestria che sorprende ogni volta: niente è lasciato al caso, ogni particolare è perfettamente incastonato in questi territori freddi ma sontuosi, dalle distese di ghiaccio alle città popolose.

Come già avevo notato nel primo capitolo, buona parte del romanzo è priva di azione: è una lunga preparazione a quello che, in questo caso, è un finale straordinario che colpisce al cuore. Questa volta devo ammettere che la lentezza della prima parte è più evidente; una volta gettate le basi di questo splendido mondo, credevo che la storia avrebbe preso una piega più dinamica. Invece fino alle ultime cinquanta pagine il fulcro della narrazione si divide tra l’addestramento dell’Esercito Grisha contro l’Oscuro, e il rapporto tormentato e instabile tra Alina e Mal. È anche vero che essendo il volume centrale della trilogia era presumibile che sarebbe stato una preparazione al capitolo finale. I protagonisti che abbiamo incontrato in “Tenebre e ossa” sono cresciuti e si sono mostrati ormai per quello che sono. A questi si aggiungono una serie di personaggi splendidi che rendono la storia ancora più affascinante.

ll principe Nicolai, in particolar modo, è stato uno dei cardini del romanzo, oltreché una figura piuttosto divertente. L’Oscuro resta uno dei cattivi più ammalianti di sempre, anche se in questo volume assume un ruolo secondario. Ormai i suoi scopi sono evidenti: il suo lato negativo è stato mostrato e l’intera Ravka deve decidere se avere il coraggio di contrastarlo o temerlo tanto da unirsi a lui.

«Che cosa vuoi?»

Ovviamente già lo sapevo. Voleva tutto: Ravka, il mondo, il potere della Faglia.

Mal è ancora il ragazzo buono e pronto al sacrificio pur di proteggere Alina, ma la guerra ha cambiato anche lui rendendolo più serio, più irrequieto, diviso tra l’amore per Alina e la voglia di tornare a essere due semplici ragazzi di campagna. Il potere che cresce nella ragazza inizia a renderlo insofferente, incapace di dividerla con un mondo a cui lui non appartiene.

«Non potrà mai capire il tuo potere. Se riuscirà a capirlo avrà paura di te.»

Ma è Alina Starkov la vera protagonista di questo secondo capitolo: lei e la sua nuova, inspiegabile e pericolosa ricerca di potere. Il collare creato con le ossa del cervo di Morozova le ha regalato la capacità di evocare una luce così potente da opporsi all’Oscuro, ma c’è qualcos’altro che Alina desidera: altro potere, altra forza. Ogni volta che evoca la luce si sente completa, forte e stranamente incline a sentimenti di odio. C’è qualcosa che non va, lo sente, ma non può e non vuole separarsene.

“Li voglio” pensai. Tutta quella luce, tutto quel potere.

“Voglio tutto.”

Ed è proprio questo dissidio interno che la porterà ad allontanarsi dall’unica persona che è sempre stata il suo porto sicuro, la sua ancora e la sua unica gioia. Alina dovrà capire se quello che vuole davvero è salvare Ravka, oppure lasciarsi ammaliare dal potere di quell’oscurità che nemmeno la sua luce pare essere in grado di tenere a bada.

Ma cosa potevo dire? Che c’era una crepa in me, come nella cupola dorata, attraverso cui però era penetrato qualcosa di molto peggiore della luce del giorno?

Inizia a delinearsi in questo capitolo la spaccatura tra i comuni esseri umani e i Grisha: dopo il massacro di Novokribirsk i loro poteri vengono guardati con sospetto, considerati non un dono ma una minaccia, e la frattura tra i due mondi diviene sempre più evidente. Quindi, in definitiva, sono assolutamente soddisfatta di questo seguito e il mio amore per la scrittura di Leigh Bardugo aumenta ogni volta che prendo in mano un suo libro. E’ indubbiamente una di quelle autrici che sa trasportarmi in un’altra vita e convincermi che, anche solo per poco, posso farne parte anch’io. E questo, amici, significa saper scrivere.


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