La diciottesima luna – Kami Garcia, Margaret Stohl

La diciottesima luna – Kami Garcia, Margaret Stohl

Titolo: La diciottesima luna

Autore: K. Garcia, M. Stohl

Editore: Mondadori

Genere: dark fantasy

Pagine: 548

Voto del Pubblico (IBS): 4 su 5

Prezzo: 12,35

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Trama

La notte in cui Sarafine ha evocato in anticipo la diciassettesima luna di Lena, la ragazza ha finalmente reclamato se stessa, scegliendo di essere sia Luce sia Tenebre. Ben lontani dall’aver risolto il problema, tutti tornano a Gatlin, cercando di riprendere una vita normale, che continua però, inesorabilmente, a infrangersi davanti a loro. Lena ha rotto la luna a metà, spezzando l’Ordine delle Cose, e questo avrà un prezzo enorme sia per il mondo dei Maghi che per quello umano. E qualcuno dovrà pagarlo.

Poi l’Uno Che E’ Due arriverà

E un Ordine nuovo porterà…

Per quanto siano felici di essersi ritrovati e capiti, Lena e Ethan assistono impotenti al disfacimento dell’universo: una siccità mai vista prima, un caldo innaturale, locuste che invadono Gatlin e il lago Moultrie prosciugato. Senza considerare che ancora non riescono a toccarsi senza che Ethan rischi di morire. Mentre cercano una soluzione, Macon si chiude nei tunnel con Liv, che ha perso il privilegio di diventare una Custode e si tiene alla larga dal ragazzo, troppo imbarazzata dal momento intimo che hanno vissuto quando credevano che Lena fosse persa per sempre. Lei e Macon tentano di scoprire il passato di John Breed, che ritengono debba aver avuto un ruolo cruciale nel piano di Abraham Ravenwood. Link, che è in piena trasformazione in ibrido Inkubus, approfitta del suo momento di gloria a scuola, grazie a una forza straordinaria e un fascino improvviso. Ridley cerca di combattere contro la nuova esistenza mortale, incapace di abituarsi alla mancanza di poteri e curiosamente infastidita dalla popolarità di Link tra le ragazze.

Quando una nuova canzone ombra si presenta a tormentarlo, e strani sogni in cui continua a cadere dalla torre idrica gli tolgono il sonno, Ethan capisce che le cose stanno peggiorando, ma non ha idea di quanto velocemente. Abraham, tornato in città alla ricerca di John Breed, libera i Vessatori per le strade di Gatlin, distruggendo quasi interamente la Biblioteca pubblica e la casa delle Sorelle e lasciando zia Prue in fin di vita. Rid è una mina vagante, che nasconde un segreto estremamente pericoloso per tutti. Amma è sempre più strana e distratta e Ethan scopre che la Veggente ha stretto un patto con un essere che pratica la magia nera, al quale ha chiesto di poter cambiare il destino. Ma la Ruota del Fato gira per tutti allo stesso modo e Ethan, che è il Trovavia, dovrà capire in tempo su chi peserà questa volta la scelta da compiere per ripristinare l’Ordine fratturato.


Autore

Kami Garcia è una scrittrice statunitense del 1972, insegnante e direttrice di gruppi di lettura per bambini. E’ una donna superstiziosa e vive in una casa piena di amuleti.

Margaret Stohl è del 1967 e ha iniziato la sua carriera come insegnante in poesia romantica.

Insieme, le due scrittrici hanno composto la serie dark fantasy “The Caster Chronicles”, che comprende “La sedicesima luna“, “La diciassettesima luna“, “La diciottesima luna” e “La diciannovesima luna”. Dal primo romanzo, che in America è divenuto subito un best seller, è stato tratto il film “Beautiful Creatures“, che non ha avuto un grosso successo. Lo spin-off che le due autrici hanno pubblicato negli Stati Uniti “Dangerous Creatures” non è ancora edito in Italia.


Recensione

Diciotto lune, diciotto sfere,

Dal mondo oltre gli anni puoi vedere,

Una Non-Scelta, nascita o morte,

Un Giorno Rotto la Terra ha in sorte…

Siamo dinuovo a Gatlin, sono passate due lune, una delle quali è stata spaccata a metà, e finalmente Lena ha reclamato se stessa. Ha scelto di non scegliere. Ha scelto di essere Luce e Tenebre insieme, che è quello che ci aspettavamo fin dall’inizio. Perché è davvero necessario chiudersi in una sola definizione e pretendere che in noi ci sia solo Bene o solo Male? E’ l’eterno dilemma di tanta letteratura fantasy moderna e le due scrittrici della saga sono state abbastanza chiare fin dal principio nel sostenere che in una persona possono convivere entrambe le forze. Se tenuto a bada, anche il potere che deriva dal Male può essere ben sfruttato, come dimostrato più volte dal personaggio di Macon Ravenwood, che ha scelto per amore della nipote di far entrare un po’ di luce nel suo buio.

C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce.

Questo terzo capitolo delle Caster Chronicles appare fin da subito leggermente diverso. Quell’ironia arguta e trascinante che ha caratterizzato i primi due volumi, concentrata soprattutto nella figura di Ethan Wate, e che tanto spesso ci ha fatto sorridere, qui è meno presente, o comunque smorzata. I personaggi principali sono cresciuti, hanno subito perdite e cambiamenti radicali; hanno sofferto, hanno dovuto rinunciare a quella che fino a due anni prima sembrava solo una noiosa e sciocca normalità.

Avevo sempre sperato che le cose cambiassero in quella cittadina, finché non avevano iniziato a cambiare davvero. Ora volevo tornare indietro a come stavano le cose quando odiavo come stavano le cose. A quando mi aspettavo che qualcosa succedesse, e invece non succedeva mai niente.

Per la prima volta le loro azioni non hanno effetto solo su loro stessi, ma sull’intera comunità e persino sull’universo. Il peso della loro diversità comincia a farsi sentire, così come le loro responsabilità. I protagonisti sono più maturi, più approfonditi e sull’intero libro aleggia un velo di oscurità e di precarietà che finora era stato solo accennato. Ethan e Lena sono ancora una volta costretti a scontrarsi con il lutto e la sua accettazione, dovendo affrontare il concetto che la persona deceduta non può essere colpevolizzata per averci lasciato.

Come sempre, il romanzo è un omaggio a grandi opere letterarie che seguono le vicende dei personaggi. Così, il libro preferito di Sarafine, che Lena trova in una scatola appartenuta alla madre, pare sia stato “Grandi Speranze” di Charles Dickens. I numerosi passaggi sottolineati dalla Maga lasciano credere a Lena che Sarafine abbia lottato contro le Tenebre alla ricerca disperata di quella normalità che l’avrebbe fatta accettare dalla società e da quella famiglia che invece l’ha giudicata in base al colore dei suoi occhi.

Torna più forte che mai il tema del giudizio sul prossimo. I caratteri di John Breed e Marian, con le loro vicende personali, daranno spunto a Ethan per interrogarsi ancora su chi abbia il diritto di stabilire cosa è bene e cosa è male. Chi detiene il potere di decidere se una persona può essere salvata o meno? E’ una decisione che scaturisce dalla volontà dell’ambiente in cui viviamo, dalla comunità di cui facciamo parte, dalla famiglia o da un ordine superiore? Ethan dovrà imparare a sue spese, e sulle spalle dei suoi amici, che giudicare è un compito arduo e spesso può essere influenzato da elementi esterni come la superstizione, la cattiveria o la paranoia. Come i protagonisti del dramma di Arthur Miller “Il Crogiuolo“, che i ragazzi studiano in classe quest’anno, e che fa da sfondo a tutto il romanzo, anche i personaggi de “La diciottesima luna” saranno al centro di un processo e dovranno difendersi da accuse derivanti dal loro essere “diversi”. E alla fine, come per il protagonista di Miller, che mette in scena un dramma fondato sul famoso processo alle streghe di Salem, anche a Gatlin qualcuno dovrà sacrificarsi per il bene collettivo, per dimostrare che la giustizia di una singola persona può risollevare le sorti di una comunità.

Non manca di certo l’amore, elemento trainante da sempre nel ciclo di questi romanzi. Un amore totalizzante, disposto a ogni sacrificio, che va oltre le differenze e i pregiudizi. Un amore che non sempre può essere gestito. E se da un lato abbiamo la coppia Ethan-Lena, dove il sentimento è la forza stessa che dà energia ai ragazzi

Non c’è nessun io senza di te.

dall’altra abbiamo l’amore distorto e debole di Sarafine, che nonostante lotti non riesce a sopravvivere

Ti amerò fino al giorno dopo l’Eternità.

Anche questa volta, dietro incantesimi, amori, passioni adolescenziali non corrisposte, lotte tra Maghi, si nascondono temi profondi che possono essere riportati in forma diversa alla società moderna. Tutto questo mentre ridiamo, ci innamoriamo, ci preoccupiamo e a volte ci arrabbiamo con i protagonisti del racconto, che sempre più sembrano essere diventati parte della nostra famiglia. Kami Garcia e Margaret Stohl sono state abili nel portare avanti una storia che non annoia mai e non delude, con uno stile scorrevole e divertente. Un intreccio che svela finalmente molti dei dubbi rimasti in sospeso nei primi due libri e ne pone di nuovi. Con una narrativa incalzante e incantevole, con quel loro modo di descrivere gli eventi guardandoli attraverso gli occhi di Ethan, le due scrittrici confermano la bellezza di questa saga e ci trascinano inesorabilmente verso un finale che si prospetta entusiasmante.

Il mio ipod è pronto. Attendo la prossima canzone ombra e spero che questa volta il Nuovo Ordine restituisca un po’ di “normalità” alla noiosa Gatlin. Sento già nell’aria quegli odori ormai così familiari.

Matite e caramelle alla cannella.

Limoni e rosmarino.


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