La ragazza dal vestito blu – Alena Schröder

La ragazza dal vestito blu – Alena Schröder

Titolo: La ragazza dal vestito blu

Autore: Alena Schröder

Editore: Sperling & Kupfer

Genere: romanzo

Pagine: 338

Prezzo: 18,00

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Trama

Hannah sta preparando la tesi per il suo dottorato, o almeno fingere di farlo, mentre si strugge d’amore per il suo professore, un uomo sposato con il quale ha vissuto un’unica notte di passione che non riesce a dimenticare. Mentre la sua vita si trascina tra i fogli bianchi e l’università, sua nonna Evelyn, ormai ultra novantenne, testarda e rigida, le consegna una lettera ricevuta da un ufficio legale col quale non vuole avere niente a che fare. Pare che il governo stia cercando di recuperare dei quadri di grande valore appartenuti alla sua famiglia e confiscati dai nazisti durante la guerra. Hannah è scioccata e incuriosita: non sapeva nemmeno di avere parenti ebrei. Con la nonna che la ostacola, rifiutandosi di parlare della madre, Hannah si tufferà in una ricerca assurda attraverso la quale ricostruirà la storia delle tre generazioni precedenti la sua. La bisnonna Senta, giovane e indipendente, incapace di sottostare alle regole della società, che sceglierà di abbandonare la figlia pur di inseguire i suoi sogni. Evelyn, cresciuta con la zia Trude, che si accontenterà dei pochi gesti di affetto di Senta finché non ne resterà profondamente delusa, tagliando ogni rapporto. Sua madre Silvia, spirito libero e anticonformista, morta troppo presto. E lei, che non sa qual è il suo scopo nel mondo e intorno a sé sente solo vuoto. Ma finalmente c’è qualcosa che la fa sentire viva: la ricerca di un quadro che sembra sia passato per le mani di Senta per poi sparire misteriosamente e che potrebbe cambiare la sua vita per sempre: un Vermeer mai mostrato al mondo, che il bisnonno custodiva gelosamente nella sua galleria d’arte. Una ricerca che porterà a galla segreti nascosti per troppi decenni, rapporti incrinati dai silenzi e dalla guerra e forse, alla fine, una redenzione inaspettata.


Autore

Alena Schröder è una scrittrice tedesca. Dopo alcuni anni come redattrice, adesso lavora come giornalista freelance a autrice. “La ragazza dal vestito blu” è il primo libro pubblicato in Italia.


Recensione

Romanzo d’esordio, in Italia, di Alena Schröder, “La ragazza dal vestito blu” è un libro che unisce il genere storico alla saga familiare. Quattro generazioni di donne sono le protagoniste indiscusse di questa narrazione; quattro donne che sono legate da vincoli familiari, ma spesso divise dalla vita. La Schröder ha una scrittura scorrevole e interessante che riesce a catturare l’attenzione del lettore, soprattutto grazie all’alternanza della narrazione dal presente di Hannah al passato di Senta. Queste due donne sono infatti quelle che ci permettono di ripercorrere quasi novant’anni di storia, facendoci entrare in punta di piedi nella vita di Silvia e di Evelyn, le due generazioni di mezzo. La lettera che la nonna consegna a Hannah, grazie alla quale la ragazza scopre di aver avuto parenti ebrei, è l’occasione per riportare alla luce verità nascoste per troppi anni, legami infranti da scelte personali e dalla guerra, per alcuni dei quali è troppo tardi per rimediare. L’anziana Evelyn ha chiuso con il passato e con la madre Senta; non vuole avere più niente a che fare con lei, né con la possibile eredità che sembra appartenerle. Ha sepolto i suoi ricordi da così tanti anni, rinunciando alla madre, che si rifiuta persino di parlare di lei.

Hannah non avrebbe lasciato perdere, e allora che se ne occupasse lei di tutta quella vecchia porcheria! Quella montagna di macerie di ricordi, che per decenni aveva con cura coperto di verde e di piante.

Senta è la prima donna di questa storia, quella che ha abbandonato la figlia per fuggire da un matrimonio sbagliato e riprendersi quella vita che aveva sognato fin da ragazza. Quando tenta di riallacciare i rapporti, arrivano le prime difficoltà per gli ebrei in Germania e lei, che ne ha sposato uno, perde in pochi anni tutto quello che ha costruito ed è costretta ad abbandonare il paese per proteggere il marito rinunciando alla figlia. Senta è una figura contrastata, né positiva né negativa; una donna che ha avuto il coraggio di ribellarsi alla morale della sua epoca per realizzare i suoi sogni, e che alla fine si redimerà con un ultimo gesto d’amore nei confronti di Evelyn. Hannah è l’altra grande protagonista della storia: una ragazza con un passato difficile, una madre single e un padre che non l’ha voluta riconoscere; una relazione morbosa con un uomo sposato, il suo professore, e un senso di inadeguatezza perché dalla vita non ha ancora capito cosa vuole e non si è mai sentita parte di nulla.

Se voi, cari studenti, siete come me il prodotto di una storia clandestina di vostra madre con un uomo sposato, avete già fatto esperienza nella vostra vita della sensazione di dare fastidio. Siete un costo, siete la coscienza sporca divenuta letteralmente carne. Siete la memoria di un errore fatale, no, anzi: voi SIETE l’errore fatale.

La ricerca dei quadri dispersi dei suoi bisnonni, alla quale all’inizio si dedica con superficialità, la porterà a scoprire la storia intima e triste della sua bisnonna Senta e di sua nonna Evelyn, facendola ragionare sulle sue scelte di vita e sul vuoto che la circonda.

Sono qui con le mani in mano e non vado avanti. Tutto quello che faccio è solo un pallido sostituto di qualcosa che non so cosa sia.

La ragazza del vestito blu” è il racconto delicato ma vivido di un pezzo di storia tedesca che desta sempre interesse e un velo di tristezza, ma è anche la storia di donne che sono andate avanti con la loro vita nonostante le difficoltà, attraverso scelte discutibili e decisioni spesso dolorose. E’ la storia di rapporti che si sono incrinati spesso a causa del silenzio, e ai quali forse Hannah alla fine potrà restituire pace. Ma per farlo dovrà guardarsi dentro, e capire cosa vuole davvero per se stessa e chi decide di essere.

Nonostante lo stile scorrevole e i personaggi affascinanti (soprattutto Senta e Hannah) la seconda parte del romanzo, quando credevo che tutto sarebbe stato svelato, ha avuto un improvviso rallentamento e la tensione è andata diminuendo. Un gran peccato, perché la storia era partita davvero bene e aveva un grosso potenziale; ma ho avuto la sensazione che l’autrice non sia riuscita a mantenere il giusto ritmo per l’intera narrazione. La storia si riprende nel finale, quando le ultime verità vengono a galla e Hannah riesce finalmente a ricostruire il puzzle della sua famiglia. Nonostante questa pecca non posso che consigliarne la lettura, soprattutto agli appassionati del romanzo storico e delle saghe familiari, perché ha un buon intreccio, che si snoda attraverso i decenni con sapienza, ricostruendo piano piano il viaggio del tanto ricercato Vermeer che Hannah spera di ritrovare. Ma soprattutto perché le quattro donne protagoniste, ognuna a modo suo, sono capaci di trasportarti negli abissi della loro vita e renderti partecipe della narrazione.


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