Il sangue degli immortali. Sherden vol. 2 – Melania Muscas

Titolo: Il sangue degli immortali
Autore: Melania Muscas
Editore: Giunti
Genere: epic fantasy
Pagine: 768
Prezzo: 22,00
Trama libro
Dopo il sanguinoso scontro tra la setta e la Resistenza, i credenti sono sconfitti. Ma la pace è solo momentanea: la profezia diceva il vero, e Sherden si trova ora davanti a un nuovo nemico. Lo straniero temuto è alle porte, pronto a saccheggiare l’isola. A capo dell’esercito avversario venuto da Qart Hadasht c’è Malkon, intenzionato non solo a conquistare Sherden, ma anche a coronare un piano segreto, che si profila contorto e crudele. Il suo imperversare tra i villaggi del Sud semina il terrore. Mentre Thaeni cerca dentro di sé la determinazione e il coraggio per guidare una seconda guerra senza alcuna garanzia di successo, Brennar deve decidere cosa fare, se rimanere leale alla cabu di Kàralis o rientrare ad Aliera per chiarire i conti lasciati in sospeso. Intanto Jabari e Felìtzi incespicano tra incertezze e timori: se lei è ossessionata dai dubbi sulle sue origini e sull’ombra della maledizione inflitta da una coga, lui si scontra con un mondo che non sembra pronto ad accogliere la sua voglia di rivalsa. E poi c’è Arvara, discendente dell’antica Profetizzante che, con le sue parole nefaste, ha dato inizio a tutto. Sarà lei, in un viaggio tra passato e presente, a riannodare i fili di ognuno e a seminare nuovi tasselli per comprendere, infine, come ciò che è stato determini il futuro dell’isola, la sua salvezza o la sua condanna.
Autore libro
Melania Muscas è un’autrice esordiente di origini sarde. Dopo gli studi nel Regno Unito è tornata nel suo paese, dove ha scoperto la passione per l’archeologia e la storia antica. Oggi lavora come editor e si dedica alla scrittura. “La profezia dello straniero” è il primo libro di una trilogia epic fantasy proseguita con “Il sangue degli immortali“.
Recensione libro
Come avevo immaginato, in questo secondo volume di “Sherden” lo stile di Melania Muscas mostra una crescita evidente: la scrittura è più consapevole e raffinata, soprattutto nella gestione delle relazioni interpersonali tra i protagonisti, in particolare quelle romantiche, che risultano più vere e profonde. Anche in questo capitolo, come nel precedente, il lato romance rimane estremamente pacato e delicato nelle scene, che non sono mai invadenti o esplicite, ma capaci comunque di trasmettere forti emozioni. La narrazione è affidata ancora una volta a cinque protagonisti, che raccontano la storia alternando i propri punti di vista. Una scelta che rende il ritmo scorrevole e mantiene viva l’attenzione. Rispetto al primo volume, questi personaggi risultano più definiti, più complessi, più vivi, e il miglioramento influisce in modo positivo su una lettura che già nel primo capitolo era scorrevole e fluida.
Uno dei punti di forza della saga è ancora il worldbuilding, estremamente originale e lontano dai cliché del fantasy classico. La Muscas costruisce un epic fantasy che intreccia la storia del Mediterraneo con le figure del folklore sardo, fondendo elementi reali e mitologici in una trama di pura invenzione, sullo sfondo di Sherden, che richiama chiaramente la nostra Sardegna. Questo secondo volume si apre con l’arrivo della seconda delle tre piaghe profetizzate, destinate a distruggere l’isola: dopo la grande onda che aveva sommerso Sherden, ora è il momento dello “straniero”, colui che porterà la distruzione del popolo. “Il sangue degli immortali” svela l’identità di questo straniero e l’opera sposta l’attenzione sulla guerra che dovrà necessariamente essere combattuta: strategie militari, alleanze e tradimenti diventano il cuore del romanzo. Le varie fazioni sono costrette a scendere a patti, unite non solo dalla necessità di sopravvivere, ma a volte anche da legami di amicizia o d’amore. Dal punto di vista narrativo, oltre all’alternanza dei cinque protagonisti, troviamo un continuo passaggio tra presente e passato. La figura di Arvara, infatti (discendente della profetessa che annunciò le tre sciagure), viene raccontata in entrambe le linee temporali e ci viene svelato attraverso di lei il passato dell’isola e il motivo per cui ha nascosto la sua identità fino a questo momento.
Uno degli elementi che ho apprezzato di più è il maggiore spazio dato alle creature magiche del folklore sardo, come le cogas e le janas: in questo volume non sono più solo presenze, ma ne scopriamo i poteri, la loro origine e come si trasmettono e iniziano a prendere parte all’azione. Il vero punto di svolta arriva però nel finale. Per 700 pagine la storia sembra procedere con una sua apparente stabilità, fino a quando, nelle ultime cinquanta pagine, tutto viene improvvisamente sconvolto. Da quel momento in poi il lettore non può più fidarsi né della trama, né dei personaggi, né delle certezze costruite fino a quel punto. Gli ultimi capitoli frantumano il mondo di Sherden, al quale ti sei affezionato, con una brutalità inaspettata; alcuni personaggi che ami vengono eliminati in modo rapido e tragico, con una crudeltà che rende il finale ancora più destabilizzante. È un finale sorprendente, costruito con grande abilità, perché l’autrice riesce a portare il lettore fino all’ultima pagina senza mai fargli capire cosa sta per accadere. Non resta che sperare che il volume conclusivo arrivi presto. “Sherden” è una saga capace di coinvolgere, emozionare e superare le aspettative del lettore. E dopo un finale di questo tipo, abbiamo bisogno della nostra conclusione!

