MM84. Rivoluzione – Ju Maybe

Titolo: MM84. Rivoluzione
Autore: Ju Maybe
Editore: Mondadori
Genere: distopia
Pagine: 582
Prezzo: 19,00
Trama libro
Condividere un sogno crea un legame più potente di qualsiasi vincolo di sangue. Massimo e Damiano ormai lo sanno: non sono più solo due fuggitivi, ma il volto di una rivolta che minaccia di incendiare il cuore del sistema. Rifugiati in un precario eden tra i boschi, i due giovani si preparano a guidare la Resistenza verso lo scontro finale contro l’oppressione del grande padre Stato. Tuttavia, la libertà ha un prezzo altissimo. Per garantire un futuro alla piccola Mia e proteggere ciò che resta della loro famiglia, Massimo e Damiano dovranno esporsi come mai prima d’ora, sfidando la vendetta di Alteo Domini. In un mondo dai valori distorti, che non perdona la devianza, dove ogni bacio è un atto di guerra, l’amore diventa l’ultima, disperata scommessa: l’unica anomalia capace di cambiare il corso della storia, o distruggere ogni cosa.
Autore
Ju Maybe è lo pseudonimo di un’autrice italiana, illustratrice, ritrattista e amante dell’arte in tutte le sue forme. Ha iniziato pubblicando i suoi romanzi su WattPad e ora ha riscosso un enorme successo con la trilogia distopica queer iniziata con “MM84. Resilienza“, proseguita con “MM84. Resistenza” e terminata nel 2026 con “MM84. Rivoluzione“.
Recensione
Questo è il mese del Pride e molti profili che consigliano libri stanno offrendo i loro titoli preferiti. Avevo pensato di farlo anch’io. Ma poi. Poi ho chiuso l’ultimo capitolo della saga “MM84” di Ju Maybe e ho capito che questo mese sarebbe stato tutto suo. E non solo per l’amore unico, sincero, salvifico tra i due protagonisti, ma per il messaggio che trasporta attraverso le sue pagine. Perché è una storia che ti chiede di essere il colibrì della favola e ti convince, nonostante i dubbi che l’essere umano può avere, che anche una sola persona può fare la differenza, se poi la seguono in centinaia, e poi in migliaia. “MM84” è il mondo che tanti di noi non vogliono lasciare alle future generazioni. Oggi più che mai, accerchiati da polemiche e reazioni contrarie, possiamo sentirci stanchi e qualche volta sopraffatti. Ma mi piace pensare che, anche se a volte rallentiamo il volo, non potremmo mai, per nessun motivo, smettere di trasportare quella goccia d’acqua per spegnere l’incendio. Perché quello in cui credo fermamente è che ogni essere umano abbia il diritto (sì, proprio diritto, come quello di votare, di lavorare e di essere uguale da davanti alla legge) di amare, di vivere, non come le altre persone vorrebbero, ma come fa piacere a lui.
Quando ero ragazza, e sbadata, parcheggiai la mia auto davanti a un cancello, non notando che stavo ostruendo il passaggio. La mattina dopo, sul parabrezza trovai un semplice e pacato biglietto, che mi fece più male di tante urla. C’era scritto “la sua libertà ha limitato la mia”. E’ un concetto potente, eppure di una semplicità disarmante. Se il modo in cui gli altri vivono la loro vita, il loro amore, le loro relazioni personali, non invade e soprattutto non crea limitazioni alla mia libertà di essere, per quale motivo dovrei criticare ciò che è diverso da me?
Io e lui vorremmo solo stare in pace. Non so in che modo il mio stare con Max possa disturbare così tanto le esistenze altrui. Non so perché reputassi questo un modo diverso di amare. Non me lo ricordo più.
E qui cade, a mio parere, ogni disquisizione sui concetti di “diverso” e “normale”. Sto parlando semplicemente di lasciar vivere gli altri, così come gli altri devono lasciar vivere me. Nei limiti ovviamente della sicurezza di tutti, che credo sia l’unico confine che l’uomo non deve superare. Seguire la storia di Massimo e Damiano mi ha emozionata, mi ha fatto sorridere, piangere, mi ha spaventata ma soprattutto mi ha fatto sperare. Sperare che l’umanità riuscirà ad accettare, un giorno, un concetto davvero semplice e banale. Che siamo tutti uguali. E che non c’è nessuno più uguale degli altri. E dopo aver seguito l’autrice in questa straordinaria e spaventosa avventura per tre libri, l’unica cosa che posso fare è ringraziarla per aver messo su carta il sogno di Massimo, che è diventato poi anche quello di Damiano, e che è sempre stato quello di tutti noi che li abbiamo sostenuti, amati e che abbiamo riposto in loro e nella loro Resistenza la speranza di lasciare ai nostri ragazzi un mondo differente. Un mondo più bello.

