Odio e amo – Daniele Coluzzi

Odio e amo – Daniele Coluzzi

Titolo: Odio e amo. Il romanzo di Catullo

Autore: Daniele Coluzzi

Editore: Rizzoli

Genere: romanzo

Pagine: 429

Prezzo: 17,00

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Trama libro

Una brillante carriera politica, un matrimonio e dei figli a perpetuare la propria gens. È quello a cui aspirano tutti i giovani cittadini romani di buona famiglia. Tutti, ma non Catullo, che vorrebbe percorrere la strada dei suoi amati poeti greci. Nella sua villa di Sirmione, sulle placide rive del lago Benaco, Catullo si dedica agli studi e trascorre le giornate con lo schiavo Giovenzio, amico, confidente e, presto, anche qualcosa di più. Catullo però sogna l’amore di cui parlava Saffo, quello che scuote l’anima e agita le membra. Ed è pronto a scoprirlo, quando la giovane e sensuale Clodia giunge ospite nella sua villa. Ammaliato dal suo fascino, Catullo la elegge musa dei suoi carmi, celandola dietro il nome di Lesbia, e decide di seguirla a Roma. Roma, però, non è Sirmione. È una metropoli seducente e pericolosa. È il luogo dove la maestosità dei monumenti fa da sfondo al vizio e alla corruzione, dove uomini come Cesare o Cicerone hanno costruito il loro potere in modi turpi e spietati. È il luogo dove Catullo, accolto in un circolo di poeti talentuosi e ribelli, si troverà avviluppato in una rete di amori e tradimenti, diviso tra l’amante di sempre, Giovenzio, e l’audace Lesbia. E a volte l’amore si mescola pericolosamente con la morte…


Autore

Daniele Coluzzi è un professore di lettere e scrittore italiano. Si occupa di divulgazione della storia, della letteratura e della mitologia. Il suo primo romanzo, che ha ottenuto molto successo tra i giovani è “Io sono Persefone“.


Recensione

Ho appena terminato un romanzo dedicato all’antica Roma e a un grande poeta latino, e mi ritrovo di nuovo al centro della classicità, grazie a questa nuova opera di Daniele Coluzzi. La maestosa Roma, con tutte le sue contraddizioni e i suoi splendori, le sue figure immortali che hanno cambiato il corso della Storia, della letteratura e della poesia, è un luogo in cui amo sempre tornare. Se il mondo classico vi affascina come capita a me, non potete perdere questo libro che è anch’esso un gioiello, all’interno di quel genere che si occupa di retelling, di rivisitazioni, o semplicemente di riportare la storia di quel tempo romanzandola, per farci entrare in contatto con figure che a volte conosciamo solo di nome. E’ quello che mi è accaduto con la vicenda di Catullo e sono felice di aver scoperto un uomo combattuto, un uomo che ha amato, che ha sofferto, che ha odiato, che ha dubitato di se stesso e della società in cui è vissuto. Lo stile di Coluzzi è scorrevole, elegante e affascinante. Le sue descrizioni dell’antica Roma non ti stancano mai, perché sono essenziali ma precise e vivide; a volte ti sembra di essere lì tra i vicoli sporchi e poveri, oppure all’interno del Foro ad ammirare la sua maestosità.

Sembrava che Roma fosse stata costruita con un unico obiettivo: destare meraviglia.

Coluzzi è abile nel disegnare le incongruenze e le difficoltà di una città che ti spiazza: costruzioni magnifiche e maestose, ville riccamente decorate, affiancate da quartieri dove regna la sporcizia, la povertà, l’ignoranza. Abituato al silenzio e alla tranquillità del suo lago, il giovane Gaio Valerio Catullo è schiacciato dalla confusione che regna nella grande città, dalle sue dinamiche interne, dall’importanza che le famiglie nobili come la sua danno alla politica e alla posizione sociale. Lui che vuole solo scrivere d’amore, che conosce a memoria tutte le opere di Saffo, e che si è trasferito perché per la prima volta ha intravisto quell’amore che la poetessa ha cantato, si ritrova in una città che non riesce ad apprezzarlo davvero. I poeti greci sono considerati inferiori a quelli romani e l’amore non è un tema molto apprezzato dalla cerchia dei potenti.

«Hai davvero definito i versi di Saffo delle “poesiele”, maestro?»

«Sono emozionanti, a volte, è innegabile, ma non si adattano a noi. Per fortuna Roma si è elevata ben oltre queste semplici futilità.

Ma il giovane Catullo non può cambiare il suo cuore, non può seguire la strada che la sua famiglia vorrebbe imporgli, non ha voglia di essere invischiato nelle vicende di Cesare o di Cicerone, e a poco a poco si impone nel caos cittadino con i suoi componenti, facendosi notare per la novità della sua scrittura. Catullo è sempre stato un uomo fortemente diviso tra due amori: il giovane Giovenzio, che qui l’autore rappresenta come il suo schiavo personale, e la bella Lesbia, il cui vero nome non può uscire dalle sue labbra perché la donna è sposata e appartenente alla nobile gens Claudia. Pur continuando a provare un sentimento dolce e profondo per Giovenzio, Catullo scopre l’amore che ti fa bruciare l’anima, che ti arde e ti consuma, e proprio a lei dedica i versi che lo renderanno immortale.

«Baciami, Lesbia…» cominciai a ripetere, scendendo lungo il suo collo, il suo petto, per poi tornare alla bocca. «Dammene altri…altri mille, cento, ancora mille…»

Ma i due non sono destinati a un futuro insieme e quando il poeta si renderà conto che Lesbia lo ha sfruttato, l’amore cederà il posto all’odio trasformando i suoi versi in qualcosa di diverso, nei quali i due sentimenti si mescolano e si confondono in modo appassionato. Seguire le vicende (romanzate) di Catullo è stato un tuffo nel passato, pieno di fascino, di emozioni contrastanti, di grande amore e di odio passionale, sullo sfondo di alcuni dei più grandi cambiamenti storici di quel periodo. Un’opera piacevolissima per chi ama il mondo classico che ci accompagna nell’animo tormentato di un artista che ha saputo creare una poesia nuova con cui dichiarare i suoi sentimenti, e che non ha permesso al silenzio di far dimenticare la sua storia e quella della sua Lesbia.

Silenzio. Non c’è nulla che mi spaventi di più. Noi poeti lo combattiamo da sempre, lo dominiamo grazie alla potenza delle nostre parole. Non ci diamo per vinti, mai, e non mi darò per vinto nemmeno adesso.

Sono un poeta, del resto, e so cosa fare: sceglierò le mie parole migliori e con esse combatterò il suo silenzio.


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