Potrebbe far male – Stephanie Wrobel

Potrebbe far male – Stephanie Wrobel

Titolo: Potrebbe far male

Autore: Stephanie Wrobel

Editore: Fazi

Genere: thriller psicologico

Pagine: 435

Prezzo: 18,50

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Trama

Natalie Collins non ha notizie di sua sorella da mesi. L’ultima volta che si sono parlate, Kit non le era sembrata serena: in apparenza conduceva una vita normale, tra noiose giornate lavorative e obblighi sociali autoimposti, ma poi, al riparo dallo sguardo altrui, piangeva sotto la doccia per la morte della madre. Era sicura che ci fosse qualcosa di meglio per lei, là fuori, le aveva detto. E Wisewood era proprio ciò di cui aveva bisogno: un grande progetto dedicato all’automiglioramento, un soggiorno di sei mesi su un’isola privata al largo della costa del Maine. Regola numero uno: durante la permanenza a Wisewood, è proibito il contatto con il resto del mondo – niente internet, niente telefoni, niente eccezioni. Di fronte allo scetticismo di Natalie, Kit, sentendosi per l’ennesima volta giudicata dalla sorella cinica e ipercritica, è scomparsa dai radar. Sono trascorsi sei mesi quando Natalie riceve un’email intimidatoria. Qualcuno, a Wisewood, minaccia di rivelare il segreto che ha sempre tenuto nascosto a Kit. In preda al panico, Natalie corre dalla sorella per riportarla a casa. Ma scoprirà che Wisewood non è disposta a rinunciare a nessuno.


Autore

Stephanie Wrobel è una scrittrice statunitense. Il primo libro tradotto in italiano è stato “Cara Rose Gold“, seguito dal thriller “Potrebbe far male“.


Recensione

L’email non ha oggetto. La apro.

«Vorresti venire a raccontare a tua sorella quello che hai fatto, o dovremo farlo noi?».

Prima di parlarvi nel dettaglio di questo nuovo romanzo di Stephanie Wrobel vorrei soffermarmi sul fatto che sia stato inserito nel genere thriller psicologico. A metà libro mi sono resa conto che questa storia è piuttosto anomala, come trama e come svolgimento, per essere considerata un thriller, ma d’altronde è di sicuro il genere narrativo a cui si avvicina di più. Per la quasi totalità del romanzo infatti non troverete il classico omicidio, nessun reato particolare, nessun cattivo da tenere d’occhio. Solo la storia delle sue protagoniste e della loro vita, in una continua alternanza tra passato e presente che, se all’inizio è solo interessante, piano piano si fa più intensa, più tesa, più spaventosa. La tensione arriva subdola e cresce lentamente, accompagnando il lettore con un senso di smarrimento e di inquietudine dato dalla consapevolezza che qualcosa gli sta sfuggendo: un punto in particolare che non ha notato, un tassello che non si incastra, un ricordo che non combacia con gli altri. Fino a esplodere in un finale inaspettato, perché pensavi davvero che non potesse accadere nulla di più crudele di quello che già le protagoniste avevano raccontato.

La scrittura della Wrobel è tagliente, vivida, ammaliante. Uno stile così fluido che la lettura non risulta mai pesante, grazie anche alla scelta narrativa di saltare avanti e indietro nel tempo, in modo da fornire al lettore le informazioni necessarie a districare la verità, centellinandole attraverso i capitoli. I personaggi sono eccezionali: sono così reali da poter quasi sentire le loro emozioni, grazie soprattutto all’uso della prima persona. Il soggetto scelto per questo romanzo è poco usato e pericoloso da sviluppare: non mi sono capitati spesso libri che si concentrano su comunità e sette, ma credo che la Wrobel abbia fatto un ottimo lavoro nella ricostruzione psicologica di tutti quelli che si sono uniti al progetto di Wisewood. Entrare nella mente delle figure che dominano queste comunità e delle persone che ne vengono affascinate non è semplice, e la scrittrice ha saputo, secondo me, comunicare in modo maestrale cosa provano entrambe, nel bene e nel male. Ha esplorato l’essere umano cercando di capire come funziona la paura e come alcuni cercano di dominarla. Ma soprattutto ha esposto con cura e con un gran lavoro di fondo l’arte di manipolare la mente umana, per poterla indirizzare verso azioni che altrimenti non avrebbe commesso. Il rapporto che si instaura tra Insegnante (l’ideatrice e direttrice di Wisewood) e i suoi adepti è qualcosa di malsano e conturbante al tempo stesso.

Una lettura, per me che non sono abituata ai thriller, davvero particolare e affascinante; un romanzo dove non è la paura a prevalere, ma la curiosità e l’ansia di sapere cosa è successo, quali sono i segreti che Wisewood nasconde dietro la sua cinta di alberi ben curati e nell’animo di queste persone apparentemente normali. Nel racconto troverete che una delle protagoniste si è appassionata così tanto alla magia, per sfuggire alla sua famiglia disfunzionale, da diventare un’eccellente illusionista. Ma arrivati alla fine vi accorgerete che è l’intera trama la più sconvolgente e sinistra illusione che la Wrobel potesse creare.

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