Wonder – R.J. Palacio

Wonder – R.J. Palacio

Titolo: Wonder

Autore: R.J. Palacio

Editore: Giunti

Genere: romanzo

Pagine: 285

Prezzo: 14,00

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Trama

August Pullman è un bambino di 10 anni, allegro, intelligente, con una gran voglia di vivere… e ha una faccia al di fuori della normalità, o almeno così pensano tutti. Nato con una deformazione facciale molto grave, sottoposto a decine di interventi, Auggie ha vissuto in una bolla protettiva che la sua famiglia gli ha mantenuto intorno. Ha pochi amici, che lo conoscono da quando è nato, e non ha mai frequentato la scuola. Così, quando i genitori decidono che è arrivato il momento di iscriverlo alla prima media, Auggie è disorientato e terrorizzato. È abituato al fatto che tutti abbassino lo sguardo quando lo vedono; sa quando le persone lo stanno osservando di nascosto; sa persino cosa dicono di lui. Ma questo non significa che la cosa non lo disturbi più. Eppure, quando la madre lo trascina a un colloquio con il Preside della Beecher Prep e l’uomo lo affida a un gruppetto di ragazzini che hanno il compito di mostrargli l’istituto, Auggie scopre un mondo nuovo e affascinante, e decide che forse vale la pena rischiare di esporsi per poter godere di tanta bellezza: laboratori, palestre, corsi speciali, la mensa, tante cose che fino a quel momento gli erano state precluse. L’incontro con gli altri ragazzi sarà però ancora più duro di quello che si era aspettato, ma nonostante le delusioni iniziali, August non ha intenzione di cedere alla cattiveria e alla insensibilità di molti. E forse, alla fine, tanta costanza e tanto coraggio necessitano di essere premiati. Forse non tutti sono così insensibili.


Autore

R.J. Palacio è una scrittrice statunitense nota per il bestseller “Wonder“, dal quale è stato tratto un film. Su richiesta dei fan ha deciso di continuare la storia di August narrandola dal punto di vista dei suoi compagni: sono nati così “Il libro di Julian”, “Il libro di Christopher” e “Il libro di Charlotte“.


Recensione

Mi chiamo August, per inciso. Non mi dilungo a descrivere il mio aspetto. Tanto, qualunque cosa stiate pensando, probabilmente è molto peggio.

Ed eccomi qui, notevolmente in ritardo rispetto al resto del mondo, con il fenomeno “Wonder” in mano, appena terminato. Datemi un attimo, che mi asciugo gli occhi e riordino le idee. Avevo dei dubbi sull’effettivo valore di questo libro? Non credo. Ero solo curiosa di scoprire a cosa era dovuta la sua straordinaria fortuna letteraria. Ho trovato una risposta? Penso proprio di sì. “Wonder” è la favola più bella, raccontata nel modo più semplice ,dolce e vero. “Wonder” non è solo la storia di un ragazzino che deve fare i conti con le sue diversità, ma è la nostra storia, di noi che abbiamo sentimenti contrastanti quando ci troviamo di fronte qualcosa che non conosciamo e che non è usuale. Perché diciamoci la verità, quei due secondi di cui parla Auggie li abbiamo sicuramente sperimentati anche noi, almeno una volta nella vita. Quella frazione di secondo in cui abbassi lo sguardo davanti a una qualche malformazione o una qualunque disabilità. Credo sia umano e derivi da molti fattori, tra cui la curiosità unita alla volontà di non offendere la persona in questione, un senso di inadeguatezza perché non si sa come comportarsi, e si, purtroppo per alcune persone, anche un senso di fastidio. La Palacio è stata in grado di descrivere in maniera realistica e diretta ogni singola reazione e mostrarci quanto a volte l’essere umano può essere cattivo con il suo prossimo, ma anche e soprattutto quanto sia capace di essere “gentile”.

Ma parliamo innanzitutto dello stile, che a mio avviso è stata la scelta vincente dell’autrice. La storia di August Pullman viene raccontata, in un alternarsi dei capitoli, da lui e da alcuni dei suoi compagni di scuola, inclusa la sorella Via, come se fossero pagine di un loro diario. Il linguaggio cambia in maniera geniale a seconda di chi sta raccontando gli avvenimenti, ma in generale è un modo di esprimere i concetti tipico di bambini e adolescenti: veloce, sintetico, diretto e sempre onesto. Nessuno di loro si preoccupa di dire esattamente quello che pensa. Questa decisione da parte della Palacio ha reso il libro non sono scorrevole, ma soprattutto godibile da parte dei lettori più piccoli, che si sentono forse più vicini a Auggie. I personaggi, a partire dal protagonista, si modellano da soli mentre si espongono al nostro giudizio, creando figure diverse che rappresentano i vari aspetti dell’essere umano. “Wonder” è una lezione di vita diretta a tutti, adulti e bambini, oltreché la storia dolorosa di un mondo che quasi nessuno conosce, a parte le famiglie che lo vivono quotidianamente. La prima cosa che ti colpisce è notare come la prima reazione di tutti, alla vista della faccia di August, sia quella di imbarazzo. Ma non capiterebbe forse anche noi? Siamo sinceri con noi stessi: non costa nulla ammetterlo e forse è il primo passo per superare il sentimento iniziale di smarrimento e riuscire a capire che dietro quel viso c’è solo un bambino di dieci anni.

E’ solo un ragazzo. Il ragazzo dall’aspetto più strano che io abbia mai visto, questo si. Ma solo un ragazzo.

La vita di Auggie è già abbastanza complicata (ventisette operazioni, ricoveri, difficoltà nel mangiare, impossibilità di fare alcune cose che per gli altri bambini sono quotidiane) e non ha certo bisogno di avere intorno un mondo che lo definisce “diverso”, “deforme”, “mostro”. Il suo inserimento all’interno della scuola sarà lento e difficile, non solo per lui ma anche per tutti i ragazzi della scuola che dovranno imparare che si può ferire una persona anche se non se ne ha l’intenzione: basta uno sguardo, una parola sbagliata, un gesto non trattenuto.

A volte non c’è bisogno di voler ferire qualcuno per fargli del male, Jack.

Auggie è un bambino non solo dotato di una viva intelligenza, ma di un coraggio fuori dal normale. A soli dieci anni riuscirà a vincere molte delle sue paure per cercare di vivere davvero la vita che gli spetta, come tutti i suoi compagni. E alla fine questa sua forza sarà così trascinante che anche gli altri saranno costretti ad accorgersi di quanto sia speciale. Un elemento che ho gradito molto nel libro sono le citazioni a inizio capitolo, tratte da canzoni famose e opere letterarie. Mi è sembrato di avere in sottofondo una colonna sonora che mi accompagnava nella lettura, accentuando alcuni aspetti della storia. A fine lettura è indiscutibile che non puoi non lasciarti trascinare da questo libro. E non solo per Auggie, che è adorabile, ironico e sarcastico, e lo si ama immediatamente, ma anche per Jack Will, per Summer, per Julian, per il preside Kiap. Per tutti quelli che hanno trattato August con gentilezza e anche per quelli che hanno riso alle sue spalle. Per il bene e per il male che abbiamo incontrato nella vita di questo bambino straordinario. Per la splendida congiunzione di persone a cui l’autrice ha sapientemente dato voce in questa piccola, grande disavventura che è la vita di August Pullman. Che vorrebbe solo che tutti lo vedessero per come lui si sente dentro, e non per come appare fuori.

Sono arrivato a questa conclusione: l’unica ragione per cui non sono normale è perché nessuno mi considera normale.

Quello che Auggie riesce a ottenere è un segno di speranza per tutti: non solo per chi convive con una disabilità o una malformazione, ma anche per noi che dall’esterno incidiamo sulla vita di queste persone. La speranza che invece di renderla più difficile, possiamo forse alleviarla.


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